Dal 20 febbraio al 27 marzo, la galleria Mondo Arte di Milano, immersa nel caratteristico quartiere di Brera, proporrà una rassegna sui “Maestri del Novecento“. Nonostante questa denominazione, per una mostra, possa apparire troppo onnicomprensiva e vaga, in questo caso le circa 40 opere esposte sono tutte di grande qualità, e sono utili a tracciare dei percorsi nella storia dell’arte dell’ultimo secolo.
Tra le opere comprese in questa rassegna figurano infatti personaggi centrali nell’arte del novecento: si va da Andy Warhol a Mirò, da Giorgio de Chirico a Mimmo Rotella. In particolare, verranno esposte 10 opere su carta che Warhol realizzò tra il 1975 e il 1987 (anno della sua morte), alcune tele di de Chirico degli anni ‘50 e una serie di lavori di Mimmo Rotella dedicati a Marilyn Monroe. Non capita spesso di vedere tanti grandi artisti in un colpo solo…

Giacomo Balla pittura dinamica = simultaneita’ delle forze sarà inaugurata giovedì 11 febbraio presso la Galleria F. Russo di Roma.Una mostra per indagare intorno al Manifesto del Colore, uno scritto sull’utilizzo del colore nella pittura d’avanguardia, pubblicato da Balla il 4 ottobre 1918 all’interno del catalogo di una mostra alla Galleria Bragaglia di Roma. Il testo analizza il ruolo del colore nella pittura d’avanguardia.
-
Curata da Elena Gigli, la mostra sarà visitabile fino al 6 marzo e raccoglie una ventina di opere realizzate tra gli anni ’10 e gli anni ’20, provenienti da Casa Balla. Il pittore aveva cominciato col bianco e nero e dopo la guerra era passato al colore, tanto da definirne i sette punti nel Manifesto del Colore:
1. Data l’esistenza della fotografia e della cinematografia, la riproduzione pittorica del vero non interessa ne’ può interessare più nessuno.
2. Nel groviglio delle tendenze avanguardiste, siano esse seni-futuriste o futuriste, domina il colore. Deve dominare il colore poiché privilegio tipico del genio italiano.
3. L’impotenza coloristica e il peso culturale di tutte le pitture nordiche, impantanano eternamente l’arte, nel grigio, nel funerario, nello statico, nel monacale, nel legnoso, nel pessimista, nel neutro o nell’effeminatamente grazioso e indeciso.
Continua a leggere: Il Manifesto del Colore di Giacomo Balla a Roma

Abdone Croff fu un mercante di Milano che trattava stoffe e arredi e costruì, tra il 1935 e il 1946, una curiosa collezione di opere d’arte e d’antiquariato, spesso accettate come pagamenti delle proprietransazioni. Senza nessuna conoscenza pregressa Abdone e la moglie Adele Guelpa svilupparono un notevole occhio estetico e si accaparrarono quadri di artisti come Giovanni del Biondo, Neri di Bicci, Bergognone, Annibale Carracci, Giuseppe Palizzi, Filadelfo Simi, Pietro Annigoni, Xavier e Antonio Bueno (nella foto in alto un loro lavoro), Giorgio De Chirico.
La collezione, donata alla città di Ivrea e gestita dalla Fondazione Gulpa, sarà visitabile presso la Fondazione Pietro Accorsi - Museo di Arti Decorative di Torino, fino al 30 maggio. Si tratta di una selezione di una ventina di opere, delle oltre sessanta che troveranno sede definitiva nel Museo Civico P.A. Garda di Ivrea. Molti anche gli eventi collaterali e gli incontri a margine della mostra.

Genova si prepara a dire la sua nell’ambito dell’arte moderna e contemporanea. Mediterraneo da Corot a Monet a Matisse andrà in scena dal 27 novembre 2010 al 1 maggio 2011 a Palazzo Ducale. Un appuntamento importante che ridà spinta all’arte nel capoluogo ligure, dopo l’exploit del 2004 quale Capitale Europea della Cultura.
Un notevole sforzo espositivo, che si concentra su un’ottantina di opere provenienti da musei e collezioni europee e americane. Circa ottanta dipinti, che tracciano un legame tra diverse generazioni di artisti, affascinati dalla linea dell’orizzonte del Mar Mediterraneo, i suoi colori e le sue luci.
La mostra viene promossa dal Comune di Genova, Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura e Linea d’ombra, con la cura scientifica di Marco Goldin.
Si parte dal Settecento, con il classicismo di Joseph Vernet e Hubert Robert, per passare alla scoperta del realismo e la poesia di Courbet e Corot. Tappa obbligata l’impressionismo di Monet, Ce’zanne, Renoir, poi le nuove strade tracciate da Van Gogh, Signac, Munch, i Fauves e Matisse, e poi Derain, Braque, Friesz, Dufy, Valloton, Soutine, Bonnard, fino a Nicolas de Stael, a metà del ‘900.
Continua a leggere: Mediterraneo - Da Corot a Monet a Matisse a Genova

KORF è un collettivo transmediale di artisti formato da Tingis (Giuseppe Cirrito), ManUel BOzzo, Emanuele Giannelli e Stefano Daveti (con Pixel, Mario Pischedda). Dal 13 febbraio saranno al Camec di la Spezia a presentare Arte Avanzata, a cura di Mara Borzone.
L’intervento si concretizza in una grande installazione collocata al piano terra del centro, che utilizza oggetti mai adoperati: catalogati, imbustati, codificati e collocati in espositori. Il risultato è la scaffalatura di un piccolo supermercato impossibile, dove sono esposti in vendita oggetti inutilizzati e per questo tristi. Componenti meccaniche ed elettroniche, apparecchiature obsolete e materiale bellico, insieme ad un’installazione audiovisiva anch’essa realizzata con suoni ed immagini di recupero. Il risultato è uno sforzo utopico e antiminimalista di rappresentare l’eccesso e l’abbondanza dei consumi.
In due salette laterali sarà collocata l’installazione Ricostruendo il cronovisore di Candida TV che riflette sull’esperienza di questa Telestreet romana e sull’uso indipendente degli strumenti di comunicazione.
Come avevamo già anticipato pochi giorni fa, il 5 marzo aprirà a Nuoro una personale di Emanuele Becheri, esposta in contemporanea alla mostra sulla pittura italiana del ‘900 con le opere provenienti dal Mart.
Becheri, pratese di origine, classe 1973, afferma “tutti i miei lavori, non solo le opere su carta ma anche le sculture, i video, le fotografie, i progetti sonori sono altrettante forme di disegno”. Il disegno costituisce, infatti, il punto di partenza della sua arte concettuale, in cui l’opposizione tra il nero e il bianco, il buio e la luce, il segno grafico, l’incontrollabilità dell’opera (ad esempio nella combustione), la linea e una sorta di “assenza” dell’autore costituiscono le basi di un percorso artistico all’insegna della ricerca continua. Qualche esempio dei lavori in mostra: “Shining” (2007) è una serie di grandi carte nere che sono attraversate dalle scie di alcune lumache, lasciate libere di strisciare su di esse (effetto semplice, ma bellissimo e reso “nobile”); “Rilasci” (2006) sono invece carte disegnate che, una volta accartocciate, sono state disposte in teche verticali e lasciate dispiegarsi liberamente ad opera del tempo.
Il disegno è diventato un concetto astratto dell’opera di Becheri, che, dopo molte opere su carta, propone le tecniche più diverse per indagare e realizzare con coerenza la sua pratica artistica: in mostra al MAN lavori recenti e inediti, fino al prossimo 6 giugno.

Dennis Tyfus è la mente, la voce e le mani dietro a ULTRA ECZEMA, il contenitore virtuale delle sue illustrazioni, delle sue art-zine e della sua musica, che si accompagna perfettamente alle altre.
Date prima un’occhiata anche approfondita al sito, che è una continua sorpresa fra suoni e animazioni. Poi, quando ne vorrete davvero sapere di più, molto che c’è da sapere di questo folle artista belga classe 1979, ricorrete pure al suo account Flickr.
Certamente dove Dennis dà il suo meglio sono le innumerevoli grafiche che ha disegnato per magazine d’arte indipendenti del suo paese e limitrofi. Ma anche la sua musica non scherza. Certo, molto avvantaggiandosi del fascino delle copertine, naturalmente concepite da lui.
Le sculture di ghiaccio non sono certo una novità, ma il fotografo Gregory Holm e l’architetto Matthew Radune hanno avuto un’idea originale. Hanno infatti promosso un’iniziativa, chiamata “Ice House Detroit“, per attirare l’attenzione delle pubbliche amministrazioni sullo svuotamento della città di Detroit. che dagli anni ‘50 ha visto la sua popolazione dimezzarsi.
E così, i due hanno deciso di creare delle case-scultura, gettando dell’acqua su tutte le case rimaste abbandonate, rendendoli così mauseolei artistici a ricordo dello stato di abbandono della città. Ecco i risultati e, nella gallery, i due protagonisti davanti a uno dei loro lavori.
Via: la Stampa
A Detroit, il ghiaccio sulle case come arte
Continua a leggere: A Detroit, case come sculture di ghiaccio
La galleria d’arte contemporanea Famiglia Margini di Milano (via D’Orsenigo 6), apre le porte a una personale di Luca Lillo, artista barese classe 1978 e che da qualche ha ha fatto di Milano la sua città di adozione. “Porta-Mi“, questo il titolo della mostra, è un progetto molto originale, nella quale si coniuga pittura, arte digitale e fotografia.
Lillo si è concentrato sullo spazio urbano di Milano, e in particolare sulle antiche vie d’accesso alla città: prelevate alcune immagini di esse da google street, e rielaborate secondo il codice ASCII (codice standard americano per lo scambio di Informazioni). Il risultato è una sorta di tessuto digitale urbano, sul quale emergono figure affascinanti, provenienti dal futuro, che ammiccano allo spettatore.
Ad affiancare la mostra vi saranno dei lavori del collettivo MOHO, che rilanceranno nella galleria il loro intervento di Public Art realizzato a Milano nel 2006 (ve ne abbiamo parlato qui, e potete rivederne delle immagini nella gallery): quelle teste mozzate appese ai cancelli del giardino 8 novembre di Milano.
Continua a leggere: A Milano, Luca Lillo e il collettivo MOHO
“Landscapes and Contemplations” è la mostra che palazzo Marenco di Torino dedica al giovanissimo artista finlandese Kalle Kataila (classe 1938). Sino al 5 marzo, circa 20 fotografie riempiranno le sale del palazzo per mostrare al pubblico una delle più giovani premesse della cosiddetta “scuola di Helsinki”, un gruppo di artisti legati alla “University of Art and Design” della capitale.
Come spesso accade per scrittori, fotografi e pittori del Nord, il paesaggio diventa un elemento centrale della composizione: spazi aperti, visuale a 360 gradi, potenza della natura (tutto ciò che, nell’Europa continentale, ormai, non esiste quasi più) diventano lo scenario e il soggetto principale dell’immagine.
E così è anche per Kataila, dove in mezzo a ghiacciai o in prossimità di un lago, però, una figura umana ci ricorda la nostra piccolezza di fronte a tali scenari. Lo spettatore non può fare a meno di identificarsi con quel soggetto, e allo stesso tempo avvertire intorno a sé la grandiosità del paesaggio.