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Cambiare il mondo con un vaso di fiori

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Inaugura oggi giovedì 2 settembre a Firenze, negli spazi dell'Aria Art…

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Amedeo Modigliani torna a Livorno, alla Galleria San Barnaba, proprio nei…

I giochi di Artsblog: l'opera misteriosa #39

pubblicato da nabis


Visto che oggi è giovedì e il weekend si avvicina, magari qualcuno di voi sta pensando di andare a ballare e, essendo l’estate ancora nell’aria, perché non pensare ad una bella festa in spiaggia?

Scherzi a parte, questa era una piccola introduzione al quadro che vedete qui sopra. Penso che lo indovinerete in un batter d’occhio e, tra l’altro, ho lasciato anche la firma dell’autore in calce.

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condividi condividi 1 commento giovedì 02 settembre 2010

Cambiare il mondo con un vaso di fiori

pubblicato da nabis


La Biennale di Ceramica nell’Arte Contemporanea è un’esposizione itinerante giunta alla quarta edizione ed organizzata dall’Associazione Attese di Albisola, cittadina del Ponente Ligure da sempre famosa per la lavorazione della ceramica. Dopo essere passata da Madrid, la Biennale, che quest’anno ruota attorno al significativo titolo ‘Cambiare il mondo con un vaso di fiori‘, aproda, da sabato 25 settembre 2010 alla Fondazione Remotti di Camogli (Ge).

Una grande piattaforma di progettazione e prototipazione che in questa edizione ha attivato relazioni con artisti e designer sotto la direzione di Roberto Costantino, secondo cui “un destino dell’arte e del design [è] fra le piccole cose e le grandi trasformazioni che si possono provocare anche con il battito d’ali di una farfalla.”

Tra artigianato e nuove tecnologie la forma del vaso cambia e si evolve, ingloba nuove funzionalità pratiche ed estetiche innescando nuove relazioni con lo spazio e tra le persone. In mostra ci saranno opere di Vedovamazzei (Reset), Paolo Deganello (35 x 35 x un fiore), Denis Santachiara (Qualc’uno), Marco Ferrreri (Tre per Uno), Alexis Georgacopoulos (Duetto), Hugo Meert (Terrarist), Corrado Levi (Flower), Alessandro Biamonti (Moribana), Lorenzo Damiani (Digital Flowers), Pekka Harni (Planet B), Donata Paruccini (Pluvio) e Alberto Viola (Scarabia), Florence Doléac (XLS e Lolo), Andrea Branzi (Cocci), Fernando e Humberto Campana (Tile Vase), Alessandro Mendini (Tre sfere), Linde Burkhardt (Tre per due ), Alberto Garutti (Che cosa succede nelle stanze quando gli uomini se ne vanno? ), Martì Guixè (Surfvase), Simone Berti (Pipe Dream),Luca Vitone (Eppur si muove), Paolo Ulian (Vaso Rosae g) e infine Michelangelo Pistoletto che invita alla progettazione collettiva dei Vasi-Specchio del Terzo Paradiso.

L’esposizione prosegue fino al 9 gennaio 2011, quando poi approderà, per concludersi, al Mudac – Museo di Design e Arti Applicate Contemporanee di Losanna.

Biennale di Ceramica nell’Arte Contemporanea
Biennale di Ceramica nell'Arte Contemporanea

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Al Mart, le architetture di Mario Botta

pubblicato da michele

Al Mart, le architetture di Mario Botta

Il Mart si apre all’architettura. Dal 25 settembre al 23 gennaio il museo di Rovereto ospita una grande mostra dedicata a Mario Botta, uno degli architetti viventi più importante in circolazione. Saranno 60 i progetti esposti, a testimoniare una carriera che, in campo architettonico, ha inizio nel 1959, quando Mario Botta aveva 16 anni.

Da lì l’architetto ne ha fatta di strada. Ed è appunto questo percorso che la mostra intende omaggiare con schizzi, modellini, fotografie e disegni. Uno spazio concettuale privilegiato è riservato a coloro che hanno influito sulla sua formazione, in una mostra che ripercorre l’intera carriera di Botta, fino ai progetti più recenti.

Bella l’iniziativa di dedicare un’intera sezione agli oggetti di design, a testimonianza della grande sinergia che esiste tra l’architettura e il design (con risultati alterni, e parlo in generale). Architetto apprezzatissimo e allo stesso tempo criticato per alcune sue costruzioni giudicate troppo irruenti rispetto al paesaggio (urbano o naturale) in cui sono state inserite, al di là dei giudizi la mostra rende omaggio a un architetto che fa già parte della storia dell’arte.

Al Mart, le architetture di Mario Botta

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Cindy Sherman vestita Chanel per la rivista Pop

pubblicato da margherita

Il bookzine di Cindy Sherman per la rivista Pop

Cindy Sherman ha fatto del travestimento la sua caratteristica artistica. Per l’edizione di settembre della rivista inglese Pop (per chi non fosse esperto di moda, quella di settembre è l’edizione più importante dell’anno), ha posato indossando abiti Chanel. In realtà si tratta di un progetto realizzato specificamente per il magazine, che si è tradotto in un bookzine da staccare e conservare.

La Sherman ha avuto accesso all’archivio storico della casa di moda (cosa decisamente rara). Ha potuto quindi scegliere gli abiti che più la ispiravano, attingendo sia ai pezzi vintage realizzati da Mademoiselle Coco in persona, sia a quelli recenti disegnati da Karl Lagerfeld. Una volta scelti quelli che più la interessavano li ha indossati, interpretandoli. Con photoshop ha poi lavorato le immagini unendo fotografie scattate (in precedenza e per eventuali progetti futuri non legati a questo) in Islanda proprio durante il periodo delle ceneri del vulcano. E’ venuta fuori una strana combinazione. In molte immagini, l’estraneità del personaggio interpretato dall’artista, è voluta, come a dire che ci faccio io ricca signora elegante, in questo posto?

Da diversi anni Chanel proponeva alla Sherman un esperimento creativo, ma fino ad ora l’artista non aveva trovato ragioni valide. L’occasione potrebbe essere venuta dopo l’ultima sfilata di Lagerfeld a Parigi, in cui ha fatto camminare le modelle con abiti delle nevi in mezzo ad un vero blocco gigante di ghiaccio, che lei ha ricollegato all’eruzione del vulcano islandese.

Interessante la percezione dell’artista riguardo agli abiti. Li ha definiti così piccoli (in fatto di misure), da metterla in imbarazzo, e lei è una donna di una taglia assolutamente normale. Alcuni non li ha potuto indossare, altri li ha lasciati slacciati. E quelli che le sono entrati erano comunque stretti, perché hanno una sorta di bustino interno che stringe il corpo, anche se dall’esterno la stoffa scivola morbida sul corpo. Il ruggito della donna femminista che è in lei, non si lascia sedurre da nessun nome.

Il bookzine di Cindy Sherman per la rivista Pop
Il bookzine di Cindy Sherman per la rivista PopIl bookzine di Cindy Sherman per la rivista PopIl bookzine di Cindy Sherman per la rivista Pop

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I Macrocosmi di Lorenzo Malfatti e Sergio Fortuna a Firenze

pubblicato da nabis


Inaugura oggi giovedì 2 settembre a Firenze, negli spazi dell’Aria Art Gallery (Borgo Santi Apostoli, 40), Macrocosmi, una personale a quattro mani di Lorenzo Malfatti e Sergio Fortuna. Malfatti, artigiano del vetro, è pittore che da anni porta avanti una raffinata ricerca sul colore e sul tempo, inserendo proprio il vetro, quale elemento organico, all’interno delle sue composizioni.

Sergio Fortuna
è invece un fotografo versatile che si è messo in gioco in questa esperienza. Dopo essersi immerso nell’ambiente di una cava di marmo, ha ricercato quelle venature, quegli ’strappi’ nella pietra attraverso cui ha stabilito un primo terreno d’incontro con la poetica di Malfatti. Ne nasce quindi un terzo elemento, una terza essenza, che segna nei movimenti della natura, nel tentativo dei due artisti di dispiegarne le schiarite, le epifanie, la propria inconsuetudine. Un lavoro di ricerca in cui si sperimenta non solo a livello di contenuti, ma anche sulle modalità in cui si dipana il dialogo.

Nelle parole del curatore Antonio d’Amico c’è “un dialogo creativo fra unicità interpretativa e i fotogrammi sensoriali dell’anima incastonati nei diversi cosmi dell’empireo artistico. Pittura, scultura, fotografia, linguaggi diversi che cercano di fondersi e dialogare con un unico intento: liberare le forze e le tensioni primordiali imprigionate dalla natura ed evocarne immagini tanto fantastiche quanto veridiche.

Nell’occasione dell’inaugurazione ci sarà la live session di Simply, a Jazz Trio, band toscana che reinterpreta nella tradizione dell’improvvisazione jazz, alcuni dei più bei standard. Per sabato 11 settembre, alla presenza degli artisti, è prevista invece la presentazione del catalogo della mostra, che durerà fino al 18 ottobre 2010.

Opere di Lorenzo Malfatti
Opere di Lorenzo MalfattiOpere di Lorenzo MalfattiOpere di Lorenzo MalfattiOpere di Lorenzo Malfatti

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Amedeo Modigliani e i suoi amici da Livorno a Parigi

pubblicato da nabis


Amedeo Modigliani torna a Livorno, alla Galleria San Barnaba, proprio nei pressi di quella che fu la sua casa natale in via Roma 2, chiusa da anni e al centro di molte polemiche. In occasione della Giornata europea della cultura ebraica, domenica 5 settembre apre i battenti “Amedeo Modigliani e i suoi amici da Livorno a Parigi - Guglielmo Micheli, Gino Romiti, Benvenuto Benvenuti, Renato Natali, Marc Chagall, Max Jacob, Pablo Picasso“.

Un percorso espositivo che ripropone, nel breve spazio di una galleria, l’atmosfera culturale e i sodalizi artistici nella Parigi di inizio novecento, attorno alla figura del giovane artista livornese. Dipinti, tempere, disegni, incisioni e documenti d’archivio di Modigliani si incroceranno ad opere e testimonianze di molti grandi maestri del secolo scorso ed in particolare Picasso e Max Jacob (che qui sopra vedete fotografati da Jean Cocteau).

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I giochi di Artsblog: l'opera misteriosa #38

pubblicato da nabis


Settembre è iniziato ed è giunto il momento di aggiornare la classifica dei Giochi di Artsblog. Al comando Ste1, che proprio lo scorso mese ha azzeccato la maggior parte delle risposte, superando Paolalda e MonsieurMostro, altri due utenti davvero preparati. Gli altri seguono alla lunga distanza.

Nel frattempo che vi concentrate su questo dipinto, due ancora (1, 2) sono i giochi irrisolti, per i quali potete chiedere un aiutino.

Classifica al 01/09/2010

Ste1 17
Paolalda 16
MonsieurMostro 13
Edo Tetsuo 4
Solarolo 3
TheJoke 2
Laste_bl 2
Francesco Amorosino 2
Ggots 2
Jonathan-retico 2
Justnick 2
Moleskine 2
Adb 90 2
Lissitzki 2
Perpolite 2
Flavilli 2
Clagom 2
Mikke 2
Jvs2003 1
Marco Folchi Fine Art 1
Peppedelber 1
Vik 1989 1
lpd 1

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La Vita di Michelangelo a Siena

pubblicato da nabis


Inaugura sabato 4 settembre al Complesso Museale di Santa Maria della Scala di Siena La vita di Michelangelo, un percorso nella spettacolare vicenda biografica dell’artista di origini aretine. Lettere e carteggi, appunti per progetti, poesie e tanto altro materiale conservato nell’Archivio presso la Fondazione Casa Buonarroti di Firenze, nel cui sito potete apprezzare immagini in alta risoluzione delle opere di Michelangelo.

Uno scorcio biografico su una delle figure più complesse del panorama artistico rinascimentale, a partire proprio dal materiale conservato dalla famiglia. Una mostra che mette in risalto anche i legami del Buonarroti con la città del Palio, attraverso tre sculture, il San Vittore e il Bacco di Antonio Federighi e la Vittoria Colonna meditante un madrigale mandatole da Michelangelo di Cesare Maccari.

La mostra, a cura di Lucilla Ciulich, sarà visitabile fino al 14 novembre e si preannuncia come un’occasione unica per avere una visione intima della vita di Michelangelo, delle sue relazioni, dei suoi sentimenti e del suo peso nella vita pubblica del tempo.

La Vita di Michelangelo a Siena
La Vita di Michelangelo a SienaLa Vita di Michelangelo a SienaLa Vita di Michelangelo a Siena

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E' morta Corinne Day, la fotografa che scoprì Kate Moss

pubblicato da margherita

Corinne Day, The Face e Kate Moss - 1990

E’ morta venerdì Corinne Day.

Malata da alcuni anni, era diventata famosa negli anni Novanta per due ragioni: aver scoperto una giovanissima Kate Moss e aver contribuito a generare uno stile, quello dell’heroin chic, molto discusso all’epoca, ma in seguito di grande successo.

A dispetto di uno stile fotografico classico e patinato, tipico delle riviste di moda, la Day propose un genere crudo, non ritoccato, personale, diverso. Come diversa era la bellezza ricercata dalla fotografa, che quasi impose a riviste e agenti, la giovane Kate Moss.

Sembra strano dirlo, ma la modella rappresentava qualcosa di atipico, rispetto ai canoni estetici del tempo, i primi anni Novanta, l’epoca delle top model. Nessuno quindi la voleva o ricercava.

La copertina che fece “esplodere” il tutto fu quella del 1990 scattata per The Face. Ma passeranno ancora alcuni anni, prima che il fenomeno diventi allargato e ufficializzato tanto da arrivare nel 1993 sulle pagine di Vogue.

Corinne Day non fu sola in questo percorso. Senza altri colleghi e soprattutto senza le riviste inglesi come The Face e ID tutto questo non sarebbe stato possibile. La Day non c’è più, come anche The Face. E le altre (riviste intendo) non se la passano bene.

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Shepard Fairey: 'Printed matters' a Los Angeles

pubblicato da nabis

Era stata annunciata con largo anticipo, la nuova personale di Shepard Fairey allo spazio Subliminal Projects di Los Angeles aprirà i battenti il prossimo 16 settembre. Una mostra che è soprattutto l’occasione, per lo street artist più famoso ed economico del mondo, di proporre una riflessione sul suo modo di fare arte. Worldwide Propaganda Delivery, la consegna del suo pensiero attraverso la propaganda, ai quattro angoli del globo, funziona e i suoi lavori, stampati in qualità eccellente, firmati e numerati, costano meno di 50 euro.

Printed Matters, la stampa conta dunque e in questa nuova mostra ci saranno stampe su legno, metallo, cover di album e collage su carta. “Alcuni dicono che la stampa è destinata ad uscire di scena, che sarà spazzata via dai media digitali, ma io dico che non si può mai sostituire l’affascinante esperienza tattile di una stampa d’arte su strada o in galleria.”

560 anni dopo l’invenzione della stampa a caratteri mobili di Gutenberg, Fairey rilegge il suo lavoro alla luce dell’uso, imprescindibile, della stampa. Illustrazione, fotografia, collage, disegno grafico e serigrafia convergono. “Ho sempre creduto nell’arte come una parte del dialogo pubblico, e la mia campagna di street art Obey Giant aspirava a provocare un blocco a livello visivo ed intellettuale […]. Ho stampato i miei poster in una dimensione standard e con una serie di tavolozze dei colori precise, così ho potuto costruire le griglie modulari di immagini ed ampliare continuamente la mia libreria”.

Shepard Fairey - Printed Matters
Shepard Fairey - Printed MattersShepard Fairey - Printed Matters

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