
Il Bogotà Stencil Festival ha aperto anche quest’anno le sue porte alla creatività dei migliori street artist colombiani, ma non solo.
Infatti, i writer e gli stenciler in “mostra” per le strade della capitale della Colombia saranno sì in gran parte locali, ma non mancheranno i contributi di star internazionali del calibro di Ananda Nahu, Assi-One, Btoy, Hutch, Izolag, Jerm IX, M-City, Tony.
Il flusso Flickr ufficiale del Festival lo potete trovare a questo indirizzo.
Continua a leggere: Continua in Colombia il Bogotà Stencil Festival 2010

Il Fischio è un’associazione dedicata alla promozione e allo sviluppo del documentario, che opera alla Fabbrica del Vapore di Milano. In occasione dei 400 anni dalla morte di Michelangelo Merisi detto il Caravaggio, il Fischio propone un percorso di incontri e videoproiezioni per presentare una nuova modalità, che fa uso della psicanalisi, per leggere e vivere le opere e la vita del Caravaggio.
L’analisi delle emozioni, il piacere della visione e dell’introspezione, il rapporto con il pubblico, verranno indagati ne L’adolescenza in Caravaggio, seminario in collaborazione con la Fondazione Movimento Bambino di M. R. Parsi.
Si parte mercoledì 21 aprile con gli estratti dallo sceneggiato televisivo di Silverio Blasi del 1967 sulla vita del Caravaggio con Gian Maria Volonté. Si prosegue mercoledì 5 maggio con Le tele di Sicilia, spazio, personaggi e significati inconsci nella vita del pittore milanese. Poi Caravaggio, l’ultimo tempo – Il martirio di Sant’Orsola regia di Mario Martone, Caravaggio di Derek Jarman, Caravaggio, l’eredità di un rivoluzionario di Massimo Magrì, e molto altro, per informazioni visitate il sito del Fischio.

Nell’ambito dell’Asia Week di New York, Sotheby’s mette in vendita alcuni capolavori indiani, dell’Himalaya e del Sud-Est asiatico. L’asta parte il 24 marzo 2010 e presenta miniature indiane, dipinti moderni e contemporanei, tra cui spicca Untitled di Manjit Bawa (nella foto), forse l’opera più grande dell’artista del Punjab morto nel 2008, stimata tra i 200 e 300 mila dollari.
Oltre 184 le opere all’asta che dovrebbero fruttare in totale dai 5 ai 7.3 milioni di euro. Ci sarà un altro Untitled, di Akbar Padamsee (stimato $ 80/120.000), un live painting di Jagdish Swaminathan ( $ 100/150, 000), poi lavori di Sayed Haider Raza e un gruppo di 11 opere dalla Collezione Francisco Capelo, eviaggiatore e collezionista che dal 1999 cerca di educare il pubblico portoghese con il ‘museo Casa Asia’ a Lisbona.
Lo stilista Tom Ford ha deciso di mettere in vendita un prezioso Andy Warhol della sua collezione. Si tratta di uno dei cinque autoritratti di 2,7 metri: di colore viola, nel caso del designer di Gucci.
Il lavoro, ad acrilico e inchiostro, è datato 1986 ed è stimato fra i 10 e 15 milioni di dollari. Gli altri 4 della serie, delle stesse dimensioni, sono conservati presso l’Andy Warhol Museum di Pittsburgh (colori giallo e blu), il Modern Art Museum di Forth Worth (verde) e un collezionista privato americano (rosso).
La vendita avverrà in maggio attraverso Sotheby’s New York. Il dipinto era stato acquistato dallo stilista nel 1998, direttamente dagli eredi di Warhol.

Aris, street artist toscano che lavora tra l’Italia e la Germania, presenta Altair: Immagini dal pianeta proibito, una personale presso lo Spazio Avia Pervia di Modena. La mostra, il cui nome trae ispirazione dal cult-movie fantascientico Il Pianeta proibito del 1956, inaugura domani sabato 20 marzo alle 19:00. Altair (α Aquilae) è una stella nana di magnitudine 0,77 che si trova ad una distanza di 17 anni luce. Altair IV è anche il nome completo del Pianeta proibito, che rappresnta lo scenario immaginifico che Aris mette in piedi. Un universo personale, popolato di esseri fantastici ed evanescenti, grumi di senso e di vita, da cui spuntano creature e stati d’animo.
Un mondo oscuro, silenzioso,evanescente dove non si riconosce perfettamente il confine delle forme. Esseri che nascono da altri esseri, ibridi e mutanti, misteriosi ma al contempo affascinanti. A un certo punto la tranquillità, la consapevolezza dell’imperturbabilità delle sorti dell’universo, hanno la meglio sulla paura. Ogni nuova mostra di Aris è una sorpresa, così come i suoi pezzi che si vedono a giro per le strade di Berlino. Da lontano sembrano macchie di colore, dove spesso è il bianco a fare da padrone. Da vicino emergono dettagli, punti di fuga, diversi livelli di senso.
La sua è una pittura non invasiva, con il pennello fa un uso magistrale del pieno e del vuoto, serve a spargere un velo di magia sopra i suoi personaggi, eterei, sfuggenti e mai presenti. Sono però le stesse figure capaci di dirci qualcosa sui loro sogni, sulle musiche che passano per la loro testa, sui luoghi che hanno visto e le forme di vita che hanno incontrato, rappresentate nella presenza/assenza dei loro occhi. Tutto rimanda a un tempo separato, alla potenza dello spirito vitale primigenio, a ciò che è stato e sarà sempre invisibile e per questo merita la nostra attenzione.
Del resto, come diceva l’antropologo James G. Frazer nel 1890: “…quale sarà il colore della trama di cui i fati stanno ora intrecciandi i fili sul telaio del tempo? Bianca o rossa? Noi l’ignoriamo. Una pallida e vacillante luce illumina le parti già ordite, il resto si nasconde nella nebbia, nell’ombra, nel buio”.

Sarà in Svezia che un nuovo capolavoro di Leonardo da Vinci, detto: “La bella principessa”, attribuitogli di recente dalle ricerche del professor Alessandro Vezzosi. La mostra che metterà il luce presso il pubblico mondiale questa “Giovane donna di profilo in veste rinascimentale” avrà luogo a Eriksbergshallen di Goteborg e sarà una delle più importanti realizzate in un paese scandinavo sul tema del Rinascimento italiano.
Il titolo della mostra è “And there was light. The Masters of the Renaissance” ed è dedicata tanto a Leonardo quanto a Raffaello e Michelangelo. Il “nuovo” dipinto attributio a Leonardo è stato riconosciuto ufficialmente come tale per via di una impronta digitale del maestro ritrovata sulla piccola pergamena, di 24×33 cm, e la cosa non lascia alcun dubbio a riguardo. L’impronta è corrisposta perfettamente a quella ritrovata sul San Gerolamo di Leonardo conservato in Vaticano.
Il dipinto, che è stato creduto per secoli di scuola tedesca, era stato venduto nel 1998 per soli 19.000 dollari, per poi essere venduto all’attuale proprietario, canadese, nel 2007, per una cifra non dissimile.
Yoshi Akai è un designer e artista giapponese di 39 anni che attualmente vive, studia e lavora in Svezia. Ho scoperto recentemente il suo lavoro, che trovo molto bello.
Negli ultimi anni Akai si è concentrato nella creazione di originali strumenti musicali, come quello che vedete nel video. Lego Sequencer crea infatti composizioni musicali sovrapponendo blocchetti di lego associati a note e suoni. Il segreto del funzionamento di Lego Sequencer consiste nei resistori contenuti in ogni singolo mattoncino. A seconda del punto in cui viene posizionato il mattoncino e di quanti ne vengono impilati, il rumore cambia.
Con questi suoi “gadget musicali”, l’artista ha iniziato a realizzare performance ed esposizioni che sembrano riscuotere una certa attenzione in Svezia.
Torniamo a parlare della galleria veneziana Caterina Tognon Arte Contemporanea: il 20 marzo apre una nuova interessante mostra dedicata al lavoro di Richard Marquis, artista americano che è una vera e propria celebrità internazionale nel mondo del movimento “studio glass”.
Marquis esporrà nella mostra “Razzle dazzle man” una serie di lavori ispirati a due momenti della storia americana dello scorso secolo, tra loro diversi e lontani: il camouflage Razzle Dazzle e le gare di velocità a Bonneville Salt Flats. Il cosidetto “Razzle Dazzle” era una tecnica inventata dall’artista e ufficiale di marina Norman Wilkinson, con cui le navi da guerra venivano dipinte con fantasie geometrice o righe irregolari in modo da apparire “irreali” nelle loro dimensioni e proporzioni, per confondere l’avversario. La Bonneville Salt Flats è invece una pianura “emersa” dell’evaporazione del preistorico lago Bonneville, celebre per essere stata teatro di numerosi ed imbattuti record di velocità.
Partendo da questi due curiosi spunti, Marquis rielabora i concetti di “boats and cars” e propone le sue originali creazioni vitree, dai colori vivi e lucidi, dalle forme incredibilmente nitide, uniche nel panorama della lavorazione del vetro. Nella gallery, boats e altri lavori precedenti. La mostra rimarrà aperta fino al 3 luglio.

Inaugura oggi venerdì 19 marzo al Cantiere San Bernardo di Pisa Materia N.7, esposizione di segni non tipografici di Hemo. La sua ricerca si dipana dalle basi del writing, la tag come segno di demarcazione del territorio, segno d’espressione e base del contatto tra un writer e la città. Andando oltre, la firma diviene un campo progettuale, entro cui sperimentare stili e tecniche di colorazione che diventano la base di ogni opera.
Enrico Sironi, Hemo, riparte dal gesto della scrittura a mano, la calligrafia amanuense, riportando il proprio nome come principale mezzo espressivo, con gli spray, sui cartelloni pubblicitari, ricombinandoli, oppure attraverso il video, dove sperimenta nuove contaminazioni tra te
La mostra si apre nella ex-Chiesa di San Bernardo alle ore 19 con dj set di Double S. Resterà visitabile fino al 28 marzo (orario di apertura 17.30 – 21), giorno della festa di chiusura con Dj Padella. Per vedere una galleria di lavori di Hemo, visitate il suo profilo flickr.

Più di 200 opere d’arte appartenenti alla collezione privata dell’Aga Khan sono esposte per la prima volta al Martin-Gropius-Bau di Berlino, nel quartiere di Kreutzberg.
Le opere coprono un arco di più di 1000 anni e sono principalmente dipinti, disegni, ceramiche e sculture in legno. Rappresentano l’arte di un territorio vastissimo, che va dalla penisola iberica fino al Maghreb e fino alla Cina. Anche se alcuni dei pezzi della mostra sono già stati esposti in diverse parti del mondo, questa è la più vasta mostra mai realizzata a partire dai tesori di Karim Aga Khan IV.
La collezione è in mostra a Berlino prima di essere trasferita definitivamente a Toronto, presso il museo Aga Khan che Sua Altezza sta facendo costruire appositamente dall’architetto giapponese Fumihiko Maki.