
Il minimalismo è di gran moda. Dopo gli avvenimenti e i personaggi storici e i manifesti delle serie tv , ecco le locandine e i poster dei film cult, rivisitati dai designer e talenti creativi che potrebbero ispirare molti studios a corto di immaginazione.
Gli autori di queste locandine (a volte passabili, altre volte semplicemente geniali) fanno ricorso a un metodo in cui l’idea conta molto più delle capacità tecniche, anche se le elaborazioni grafiche sono di elegante fattura. Dimostrano, insomma, che sapere estrapolare l’essenza di un film, il suo segno identificativo, consente di ottenere un effetto molto più intrigante di quello ottenuto da tante affiches pedissequamente illustrative. Tanto che alcune di queste rivisitazioni si mostrano decisamente migliori delle locandine originali.
Ma è anche un modo di saper vedere e comunicare rinunciando alle basse esigenze promozionali, come quella di presentare i faccioni delle star per richiamare lo spettatore, che spesso sciupano e ingabbiano le possibilità creative. Ma sarà un caso che queste immagini richiamino il genio di un grande grafico per il cinema, Saul Bass, di cui molti sembrano aver dimenticato la lezione? La galleria che segue è una nostra selezione delle opere, qui ne trovate molte altre.
E, in tema di sintesi cinematografiche, non perdete la ‘compressione’ di Taxi Driver in due minuti di film realizzata da Michel Gondry: la trovate qui.
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Che l’arte cinese contemporanea, grazie alle vicende del mercato globale che le sono favorevoli negli ultimi anni, stia prendendo piede in Occidente e infine nella “Vecchia Europa”, è un fatto sotto gli occhi di tutti. Ciò non toglie che sia anche una grande occasione per ripercorrere i punti chiave di una tradizione pittorica e plastica che ci è spesso completamente aliena, pur essendosi “abbeverata”, soprattutto nell’ultimo secolo, anche ai nostri stessi capolavori. Per chi fosse interessato a questo “viaggio negli stilemi attuali” della Cina, il prossimo appuntamento è nei grandi spazi del Museo MACRO Testaccio di Roma fino al 15 Gennaio 2012 per la mostra “La Grande astrazione celeste”.
Una selezione di trentadue opere di quindici artisti cinesi (Yu Youhan - 1943, Li Huasheng - 1944, Lian Quan - 1948, Ma Kelu - 1954, Zhang Jian Jun - 1955, Li Xiangyang - 1957, Liu Xuguang - 1958, Zhang Yu - 1959, Tan Ping - 1960, Meng Luding- 1962, Zhang Hao - 1962, Liu Gang - 1965, Xu Hongming - 1971, Zhou Yangming - 1971, Lei Hong - 1972) appartenenti alle diverse generazioni che si sono susseguite negli ultimi quarant’anni, provenienti dalla “prima mostra che un critico italiano abbia mai curato al NAMOC” (National Art Museum of China). Un “momento artistico” diretto da Achille Bonito Oliva nel 2010, presso l’importante istituzione artistica pechinese, che si è “ripercosso”, per volontà dello stesso curatore, nell’expo romana “La Grande astrazione celeste”, ricostruendo uno spaccato preciso del panorama attuale.
Continua a leggere: "La Grande astrazione celeste" in mostra a Roma
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Si chiama “opere d’arte idiote” ed è un profilo da social network. Le opere che “espone” non sono originali, e fin qui non c’era neanche da dirlo, visto che si tratta di capolavori dell’arte universalmente riconosciuti, sono piuttosto delle “rielaborazioni” scovate navigando nella rete e “collezionate” nello spazio degli album fotografici dal profilo blu, che tutti sappiamo riconoscere. Parola d’ordine: citare la fonte, è per questo che riconoscono l’importanza di siti come freakingnews e worth1000.
Spesso si creano dei veri e propri ibridi tra personaggi dipinti e icone pop (tratte dai cartoni animati o dall’immaginario collettivo odierno), delle specie di “mitici centauri contemporanei” che starebbero bene sui muri più beffardi. Quel che è certo è che piacciono, come dimostra lo score della pagina in questione: ben 23.311 membri hanno cliccato mi piace, 833 ne stanno parlando, e destano per di più una certa attesa negli utenti che fanno a gara per segnalare le loro “scoperte” in proposito. Un’opera al giorno per occhi affamati di curiosità, vi sarà sicuramente già capitato di vederne qualcuna, ma eccovi un bel ricettacolo!
Prossimo appuntamento il 17 novembre per lo speed dating parigino che si svolge nelle gallerie d’Arte! Si tratta di serate che accolgono fino ad una trentina di single appassionati d’arte e sono articolate in due parti:
In questo caso gli esplosivi affreschi-collage di Guillaume Ortega, i graffiti su legno d’Arsen, i clichés urbani di Patrick Leonard e le sculture ingenuamente affascinanti di Raphaela Bosen Milona sono destinate ad una fascia d’età compresa tra i 30 e i 45 anni.
I partecipanti si dicono entusiasti e se cupido non ha necessariamente dispensato le sue frecce, resta un modo divertente di passare una serata ad alto tasso di cultura visuale. E se vi capitasse di incontrare l’amore dinanzi ad un’opera d’arte? In fondo non si sa mai.
Via | arty-date.com
Il nostro editore Populis, fresco del premio Deloitte Technology Fast 50, ha annunciato la pubblicazione della nuova pagina di Blogo.it. La nostra homepage diventa la vetrina per leggere il meglio di Blogo e Blogosfere, e per rimanere sempre aggiornati sulle ultime top news del momento. Diviso in sette canali tematici, Blogo.it aggrega due storici blog network italiani per occupare una posizione importante nel panorama dell’informazione online nostrana - ecco cosa dice Milano Finanza:
Il nuovo Blogo diventa il terzo polo di informazione online nel nostro Paese, dopo repubblica.it e corriere.it, e la prima e autorevole fonte di informazione partecipata e indipendente nello scenario Web italiano (Audiweb View, Agosto 2011).
Come sempre ringraziamo voi lettori fedeli per questo risultato: contiamo di investire nel 2012 per migliorare sempre la qualità della nostra offerta. Siamo sempre contenti di ascoltare la vostra voce, anche quando ci sono critiche motivate e civili. Scriveteci alla mail feedback@blogo.it: ringraziamo fin da ora chi ci contatterà, terremo in considerazione tutti gli spunti e proveremo a rispondere per quanto possibile nelle prossime settimane.
Sembra proprio che esista una sottospecie ben definita di individui che potremmo ironicamente definire “fauna da Fiac“. Reinterpretando l’originale operazione di Vincent Huguet che non ha esitato a cimentarsi in un piccolo saggio sociologico “nel cuore degli stand”, pubblicato sul portale francese dedicato alla cultura evene, eccoci quindi pronti a tracciare una serie di riflessioni su alcune costanti che riguardano gli “esseri a due gambe” incontrati in questa intensissima tre giorni, e i loro “amatissimi prolungamenti” naturalmente.
Apocalittici o Integrati.
La definizione di Umberto Eco calza a pennello per descrivere l’atteggiamento dei presenti. Se c’era chi si faceva trascinare tra gli stand dall’amico, la fidanzata o il compagno di turno, sfoggiando espressioni al limite dell’incredulo (soprattutto dinanzi ai prezzi non propriamente economici degli esemplari offerti ai suoi occhi), altri “soggetti” sembravano essere proprio a loro agio nel magma incandescente di persone intente a discutere in almeno cinque o sei lingue diverse.
Evviva il passeggino
Non che sia pratico spostarsi con il pargolo tra opere poggiate in ogni dove, pavimento in primis, se poi ci si aggiunge che l’amatissimo delfino va accuratamente controllato per evitare che ingerisca parti di arte inestimabile, il resto va da sé. Ma, a parte le normalissime difficoltà che si incontrano “deambulando con prole” in qualsiasi altro luogo, la Fiac 2011 sembra aver integrato abbastanza bene la presenza di under 5, naturalmente se ben sorvegliati da genitori con un numero di braccia non inferiori a quelle del dio Shiva.

Tra i premi più prestigiosi del mondo per l’arte contemporanea, il Turner Prize presenta nel campo il meglio dell’arte britannica. Il premio, istituito nel 1984, viene assegnato ad un artista inglese che abbia meno di cinquant’anni, per una mostra o un’opera di grande rilevanza artistica realizzata nei dodici mesi precedenti. Nel 2010 il premio era stato assegnato alla scozzese Susan Philipsz, suscitando non poche polemiche e clamore. Quest’anno, per la prima volta in assoluto, l’evento si svolgerà al di fuori di una sede Tate e precisamente nel Baltic Centre for Contemporary Arts di Gateshead.
L’istituto ospita la mostra con le opere dei quattro finalisti dell’anno: Karla Black, Martin Boyce, Hilary Lloyd e George Shaw. Questi i brevissimi profili rilasciati dai curatori sugli artisti in competizione: Karla Black ha un approccio innovativo alla scultura e crea lavori davvero notevoli con diversi spazi e materiali; Martin Boyce cattura l’attenzione dello spettatore con installazioni scultoree che combinano elementi testuali e riferimenti alla storia del design, con una sottile attenzione ai dettagli; Hilary Lloyd fa interagire tra loro immagini fisse e in movimento, suoni e forme tridimensionali per ritrarre l’ambiente urbano; George Shaw realizza dipinti che uniscono in modo profondamente personale temi e materiali della tradizione, con risultati affascinanti. Qui di seguito potete vedere quattro opere dei rispettivi artisti, attualmente in mostra al Baltic.
Dopo l’inaugurazione della mostra personale dal titolo Presenze, nello scorso luglio, seguita dall’installazione di 6 dipinti di Lorenzo Puglisi ad Art Verona 2011 con buon riscontro di pubblico e di critica, la Galleria d’arte contemporanea Grossetti lancia il suo invito a partecipare al finissage della mostra, giovedì 27 ottobre. Nell’occasione si festeggerà il quarantesimo compleanno di Puglisi.
Così presenta la mostra il curatore e patron della galleria, Bruno Grossetti: “Vedrete pittura quasi monotematica centrata sul ritratto, oli materici si organizzano sulla tela come una sciabolata, il gesto libera o cela una misteriosa presenza. Figure che trasudano stati d’animo. Qualità e intelligenza pittorica tentano di contenere immense energie racchiuse nel profondo dell’uomo. L’artista affronta la grande lezione che da Caravaggio a Bacon e Freud manifesta attraverso la pittura la criticità dell’Essere umano”.