venerdì 19 marzo 2010

India e Sud-Est asiatico in asta da Sotheby's

pubblicato da nabis in: Pittura Scultura Altri Mondi Artisti


Nell’ambito dell’Asia Week di New York, Sotheby’s mette in vendita alcuni capolavori indiani, dell’Himalaya e del Sud-Est asiatico. L’asta parte il 24 marzo 2010 e presenta miniature indiane, dipinti moderni e contemporanei, tra cui spicca Untitled di Manjit Bawa (nella foto), forse l’opera più grande dell’artista del Punjab morto nel 2008, stimata tra i 200 e 300 mila dollari.

Oltre 184 le opere all’asta che dovrebbero fruttare in totale dai 5 ai 7.3 milioni di euro. Ci sarà un altro Untitled, di Akbar Padamsee (stimato $ 80/120.000), un live painting di Jagdish Swaminathan ( $ 100/150, 000), poi lavori di Sayed Haider Raza e un gruppo di 11 opere dalla Collezione Francisco Capelo, eviaggiatore e collezionista che dal 1999 cerca di educare il pubblico portoghese con il ‘museo Casa Asia’ a Lisbona.

Sotheby’s - India e Sud-Est Asiatico
Sotheby's - India e Sud-Est AsiaticoSotheby's - India e Sud-Est AsiaticoSotheby's - India e Sud-Est AsiaticoSotheby's - India e Sud-Est AsiaticoSotheby's - India e Sud-Est AsiaticoSotheby's - India e Sud-Est AsiaticoSotheby's - India e Sud-Est AsiaticoSotheby's - India e Sud-Est AsiaticoSotheby's - India e Sud-Est Asiatico

sabato 13 marzo 2010

Il Sogno e la Promessa: gli allunaggi di Aleksandra Mir

pubblicato da penelope.di.pixel in: Altri Mondi Creatività Gallerie Artisti Mostre

Dal 16 marzo al 15 aprile la galleria Magazzino d’Arte Moderna (Roma) inaugura “Il Sogno e la Promessa”, prima personale italiana di Aleksandra Mir.

A cura di Valentina Bruschi, la mostra è una selezione di circa 20 opere a tecnica mista su carta incorniciate con la foglia d’oro, che l’artista ha realizzato durante gli ultimi cinque anni vissuti a Palermo. Il tema, sviluppato in modo quasi ossessivo dalla Mir, è la conquista dello spazio. A quanto pare, piccolissima, le immagini del primo sbarco sulla luna si sono depositate indelebilmente nella mente dell’artista, che fra le sue prime performance diventa una “First woman on the Moon” (1999) per il trentennale dell’Apollo 11, mettendo in scena un primo atterraggio “femminile” su una spiaggia olandese, modificata per sembrare la superficie lunare e ripresa dai telegiornali locali. Altre opere simili vengono in seguito riprodotte nel 2004 (Garden of Rockets - Florida), nel 2006 (Gravity: un missile gigante creato con detriti industriali) e nel 2008 (Plane Landing: installazione gonfiabile che replica un aereo di linea lungo 20 metri, ancorato a terra ed in perenne fase di atterraggio).

È questa concatenazione di azioni e immagini che conduce la Mir alla serie Il Sogno e la Promessa in cui, utilizzando la tecnica del collage, due immaginari fortissimi collassano, sovrapponendosi: le raffigurazioni sacre e quelle dei viaggi nello spazio. Recuperate da mercatini dell’usato e negozi di articoli religiosi, le effigi sacre della cultura popolare diventano dei “ready-made” riprogettati a mano. Stampe antiche, ricordi della prima comunione, santini e madonne accostati a ritagli di immagini della NASA, di missili Shuttle e cosmonauti creano assonanze particolari (di forma e contenuto). Come le aureole dei santi così simili ai caschi degli astronauti, o il fumo dei razzi in partenza sosvrapposto alle nuvole celesti. O ancora la raggiera di luce che corona la testa di Gesù bambino identica al contorno dell’oblò di una navicella spaziale…

Gli allunaggi di Aleksandra Mir

Continua a leggere: Il Sogno e la Promessa: gli allunaggi di Aleksandra Mir

PUBBLICITÀ
PUBBLICITÀ

giovedì 11 marzo 2010

Antroposfera, a Bologna arte e scienza si incontrano

pubblicato da nabis in: Altri Mondi Eventi Artisti Mostre


Capita spesso di trovare bravi artisti che dipingono strani esseri, creature mutanti e sintetiche, frutto di strane e particolari ibridazioni della loro immaginazione. Ma cosa succede quando sono gli scienziati a dare il là alla mente dei creativi? Una mostra che apre oggi, giovedì 11 marzo alla Fondazione Marino Golinelli di Bologna, mette a fianco scienziati e artisti per decifrare, argomentare, creare, a partire dall’osservazione della vita animale. Un modello matematico a cui rifarsi o magari un meccanismo che l’artista reinterpreta ed utilizza. È Antroposfera, curata da Cristiana Perrella, che racconta, tra le altre cose, dello studio dei voli degli storni sopra Roma e del loro influenzare i nuovi gusti nella moda (Flocking, di Armin Linke).

La rassegna si inserisce nella quinta edizione de La Scienza in piazza e porterà a Bologna, nelle magnifiche sale di Palazzo Re Enzo, opere di artisti contemporanei ispiratisi alla ricerca degli scienziati. Ogni lavoro presenta un exhibit esplicativo interattivo, in linea con una mostra sperimentale, fatta di incontri, laboratori e conferenze. Poi ci sono gli astucci in larva di tricottero di Hubert Duprat, Biosphere 06 di Tomas Saraceno, l’Happy Fish di Nicola Toffolini.

Dalla sede di Palazzo Re Enzo si sposterà il 22 marzo 2010 per giungere alla Pinacoteca Nazionale di Bologna, dove proseguirà fino al 9 maggio, arricchendosi di opere provenienti dal Gabinetto dei Disegni e delle Stampe: incisioni con animali fantastici realizzate tra il 1400 e il 1700, tra cui spiccano alcune preziose tavole di Albrecht Dürer.

Furie de Sanghe: il debutto di Fibre Parallele al Palladium

pubblicato da penelope.di.pixel in: Performance Altri Mondi Corpi

Una famiglia composta da tre persone e un capitone come animale domestico, una Bari infelice e archetipica che puzza di pesce. E l’arrivo di una nuora, inatteso, desiderato quanto fonte di scompliglio nel traballante equilibri domestico…

È questo lo scenario di “Furie di Sanghe” (letteralmente in barese “emorragie celebrali”), lo spettacolo teatrale, contemporaneo e fortemente performativo, prodotto dalla giovane compagnia Fibre Parallele che debutterà il 13 e 14 marzo presso il Teatro Palladium a Roma, dopo essere risultato fra i vincitori del bando Eti Nuove creatività.

Il video - bellissimo, secondo me - dà un’idea efficace dello spettacolo. La scenografia (essenziale), i volti degli attori e in particolare l’uso della lingua (uno strettissimo barese sincopato e tagliente) sembrano realmente capaci di emozionare e di parlare in modo vivo di una terra aspra, bella e contraddittoria come la Puglia: culturalmente un bel segnale da un sud che ha la forza di autorappresentarsi.

mercoledì 03 marzo 2010

La casa "biologica" dell'architetto organico Robert Harvey Oshatz

pubblicato da Giovanni De Stefano in: Stranezze Altri Mondi Creatività Architettura


La casa sull’albero più bella del mondo si trova con ogni probabilità a Portland, nell’Oregon (USA) ed è opera di un architetto un po’ artista e un po’ mago, che di nome fa Robert Harvey Oshatz.

E’ stata costruita per una famiglia molto esigente in fatto di abitazioni sugli alberi, dei veri e propri “baroni rampanti” della provincia americama: i Wilkinson. Ci sono voluti 7 anni per realizzare le loro più ardite fantasie ma, come potete vedere nella gallery, il lavoro è stato davvero svolto a pennello.

Le strutture sono tutte studiate per armonizzarsi con la foresta circostante, per migliorare l’acustica degli uccellini, per aiutare nel riposo gli abitanti della casa. Non tutti possono permettersi una casa del genere ma, tra quelli che possono farlo, non tutti hanno il coraggio di inseguire i propri sogno come hanno fatto questi Wilkinson.

La più bella casa sull'albero del mondoLa più bella casa sull'albero del mondoLa più bella casa sull'albero del mondoLa più bella casa sull'albero del mondo

Continua a leggere: La casa "biologica" dell'architetto organico Robert Harvey Oshatz

PUBBLICITÀ
PUBBLICITÀ

Play with Food. L'arte del cibo a Torino

pubblicato da nabis in: Fotografia Performance Altri Mondi Creatività Eventi


Alzi la mano e lasci un commento chi di voi conosce i Cuochivolanti… Si tratta di uno strampalato gruppo di chef che promette di trasformare la vostra sala da pranzo nel ristorante più esclusivo della città.

Dall’11 al 14 marzo questa allegra banda organizza Play with Food - La scena del cibo, quattro giorni di arte, musica, performance, cibo e spettacoli, al Circolo dei Lettori di Torino. Un piccolo festival ricco di eventi, che si inserisce all’interno del Programma di Torino European Youth Capital 2010.

To play, giocare col cibo (proprio come si impedisce di fare ai bambini) e recitare, mettere in scena il cibo, nei suoi infiniti significati, fisiologici, comunitari, politici. Si passa quindi dai video-banchetti di Stefania Bonatelli, alla performance gastro-fotografica di Ivan Fantini e Valentina Bianchi. Poi la cucina sonora di Enrico Ascoli, i cibi viaggianti di Elena Pugliese e molto altro. Il programma dettagliato lo trovate a questo indirizzo.

venerdì 26 febbraio 2010

Un collettivo cinese di artisti manifesta in piazza Tiananmen

pubblicato da Giovanni De Stefano in: Varie Installazioni Pittura Fotografia Performance Scultura Altri Mondi Artisti


Questo lunedì più di 100 uomini dal volto nascosto da maschere di colore bianco hanno attaccato e ferito una comunità di artisti di Beijing. Un fotografo di 39 anni che fa parte della comunità, Wu Yuren, ha dichiarato che 6 di loro sono stati ricoverati in ospedale per la gravità delle ferite ricevute.

Il motivo dell’aggressione - avvenuta tramite perlopiù mazze di ferro - sarebbe la resistenza degli artisti nei confronti dell’idea che lo spazio da loro gestito possa essere riassegnato a un complesso residenziale. Le maschere bianche sarebbero state inviate da chi vuole radere al suolo lo spazio, per poi costruirci sopra. Il giorno dopo, gli artisti che potevano permettersi di camminare sulle proprie gambe hanno manifestato in piazza Tiananmen, anche se rapidamente dispersi dalle forze dell’ordine.

Nonostante questo, l’artista cinese Ai Weiwei, che era presente alla dimostrazione, pur non facendo parte del collettivo, ha dichiarato:

“E’ stato istintivo, partecipare. Abbiamo fatto molto rumore e credo che la cosa avrà un grosso impatto”.

I De Agostini e la Cartografia a Milano

pubblicato da nabis in: Illustrazione Altri Mondi Tecnica


Nell’epoca di Google Maps, dei navigatori satellitari e del geotaggin’, a me capita ancora di aver a che fare con le vecchie cartine stradali. Sarà che sono affezionato al vecchio supporto cartaceo, perché le distanze le calcolo a palmo di mano. Ancor più mi piacciono le mappe grandi e quelle antiche.

Faccio queste premesse per parlarvi di una mostra che apre domani, sabato 27 febbraio, al Campus Bovisa (via Durando 10) a Milano. I De Agostini e la Cartografia – Centoventi anni di cartografia in Italia. Un allestimento dedicato alla famiglia De Agostini, un viaggio nel tempo e nella nostra storia, che ci riporta la natura, la morfologia, l’identità della nostra terra. La cartografia è un mix tra conoscenza scientifica ed immaginazione, che si concretizza nella capacità di scrivere il territorio.

Cinque le sezioni: si parte da Tolomeo, passando per la cartografia araba e quella tardo medioevale, per arrivare a Giovanni De Agostini. In mostra i suoi atlanti e le sue carte geopittoriche, con esempi di pietre litografiche, strumenti di lavoro ad incisione ed attrezzature per il disegno. La terza sezione è dedicata all’opera di Padre Alberto Maria De Agostini, alle sue foto, i suoi video tra le Prealpi lombarde e la Patagonia. Poi si passa a Federico De Agostini ed infine alle Nuove Cartografie, la sezione dedicata al presente e alle tecnologie.

I De Agostini e la cartografia
I De Agostini e la cartografiaI De Agostini e la cartografiaI De Agostini e la cartografia

Michael Hussar da Mondo Bizzarro a Roma

pubblicato da nabis in: Altri Mondi Gallerie Artisti


La pittura brucia con il fuoco, stilla come gocce di sangue, penetra nella terra, è tenera e crudele allo stesso tempo. Michael Hussar la popola di essere fantastici, demoni, creature che emergono dall’ombra, dalle tenebre. C’è la paura, l’angoscia, la rabbia, ma sempre l’ironia, sottile, velata.

I suoi dipinti ad olio ed una serie di litografie ad edizione limitata saranno in mostra da sabato 27 febbraio (inaugurazione h 18:00) alla Galleria Mondo Bizzarro di Roma. Hussar, nato in California nel 1964, parla del suo lavoro come di “uno scatto voyeuristico all’umanità percepita, un mondo meraviglioso gotico illuminato dall’area grigia tra la verità e la menzogna”.

La mostra prosegue fino al 4 marzo 2010, alla Mondo Bizzarro Gallery, dove fino al 4 marzo è ancora visitabile la collettiva UltraErotica, che comprende, tra gli altri, opere dello stesso Hussar. Come diceva Baudelaire: “In art only the bizarre is beautiful“.

Michael Hussar
Michael HussarMichael HussarMichael HussarMichael Hussar

lunedì 22 febbraio 2010

Street With A View

pubblicato da penelope.di.pixel in: Street Art Digital Art Performance Altri Mondi Creatività Web&Blog


Street With a View
è un progetto realizzato da Robin Hewlett Ben Kinsley nella cittadina di Pittsburgh.

In cosa consiste? Molto semplice e ingegnoso: trasformare la venuta di Google Street View in un evento performance. Ma definire il tipo di operazione non è così semplice. Robin e Ben hanno lavorato su due livelli: informare e coinvolgere il team di Google; informare e coinvolgere i residenti. In questo modo Sampsonia Way si è trassformata in una street-parade in cui i personaggi della vita reale hanno messo in scena una finta vita di strada, immortalata dagli occhi eletronici di Google.

Risultato: le foto così ottenute sono diventate la rappresentazione che ogni cittadino del globo vedrà di quella strada andando su Google Street View. Trovate a questi link inoltre fotoreportage, video e credits dei partecipanti.

Network Blogo