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Architettura

La storia del Partenone raccontata da Costa-Gavras

pubblicato da Sara R. in: Video Scultura Architettura


Il Partenone non ha bisogno di presentazioni. E’ quasi una sorta di “feticcio”, amato osannato simbolo della più classica delle architetture (e delle arti), che troneggia ancora sull’Acropoli di Atene dopo più di venticinque secoli di vita. Una lunga esistenza nella quale ha conosciuto alterne fortune e ha dovuto far fronte a molteplici attacchi, restauri, modifiche e adattamenti.

A partire dalla nascita, guidata dall’architetto Ictino, e strettamente supervisionata da Fidia, celebre scultore autore della preziosa statua (in oro e avorio) rappresentante la Dea Atena che vi era contenuta, fino alla trasformazione in chiesa e poi in moschea. Dall’apogeo della gloriosa Repubblica ateniese, con le metope sfavillanti di colori, alla distruzione delle statue “nude” da parte dei cristiani.

Il risultato è un cortometraggio di Costantin Costa-Gavras, uno di quelli che non ci si aspetta. Un mini-capolavoro in sé che sembra esplorare tutta un’altra Grecia rispetto a quella del famoso film Z - L’orgia del potere, in cui denunciava la dittatura dei colonnelli e si perdeva nelle vie smunte di manifestanti, “mettendo in scena” la vittoria di una giustizia burocratica, ma non necessariamente meno reale, che qui lascia il posto ad un testimone ben più anziano.

Video da CostaGravas1

Louvre: ancora una settimana per i disegni di Vasari!

pubblicato da Sara R. in: Pittura Architettura Artisti Mostre

Giorgio Vasari al Louvre
Non c’è che dire, cinquecento anni dalla nascita di Giorgio Vasari rappresentano davvero un’occasione di festeggiamento. E quale omaggio sarebbe più gradito alla memoria di un grande pittore molto spesso ricordato più per le opere della sua penna che per quelle del suo pennello, che un’esposizione dei suoi disegni? Devono aver pensato più o meno una cosa del genere al Louvre, e il risultato sarà visibile ancora per una settimana presso in alcune aree del primo piano.

Perché se è vero che i suoi scritti di storia dell’arte, e soprattutto il trattato intitolato “Vite de’ più eccellenti pittori, scultori e architettori italiani, da Cimabue insino a’ tempi nostri”, hanno permesso di gettare le basi della disciplina, inaugurando allo stesso tempo il genere della biografia artistica, ciò non toglie che anche gli schizzi di Vasari, siano opere “pregevoli e gradevolissime.

La mostra ha riunito una cinquantina di esemplari, proprio per mettere in luce la “bella maniera” moderna, che si esprime nel disegno inteso nella sua natura di principio primo alla base di ogni sviluppo creativo futuro e sottolineare la vastità di interessi dell’artista di origini aretine, formatosi sull’antichità classica anche grazie ad una giovinezza di “pellegrinaggi artistici” e all’osservazione delle creazioni di Raffaello e Michelangelo.

Ma fu alla corte fiorentina del granduca Cosimo I de Medici che divenne un vero e proprio punto di riferimento della produzione artistica dell’epoca. Infallibile cortigiano (alla maniera indicata da Baldassarre Castiglione nel suo celebre volume) riuscì persino nella difficile impresa di trasformare il Palazzo della Signoria, tra i più antichi e radicati simboli della Repubblica, in fastosa residenza ed elogio principesco.

Via | italieaparis.net
Giorgio Vasari al Louvre
Giorgio Vasari al LouvreGiorgio Vasari al LouvreGiorgio Vasari al LouvreGiorgio Vasari al LouvreGiorgio Vasari al LouvreGiorgio Vasari al LouvreGiorgio Vasari al Louvre

"Architectural Paintings" in mostra a Madrid

pubblicato da Sara R. in: Pittura Architettura Musei Mostre


Il disegno è uno dei punti di partenza della scultura, dell’architettura e di quasi tutte le arti plastiche e figurative. Ne è quasi il presupposto stesso, l’invenzione trasferita su carta che ne riprende e solidifica precisamente le dimensioni. La pittura costituisce la testimonianza di pensiero, anche e soprattutto, nel caso in cui ci si trovi davanti a soggetti irreali, dallo spessore quasi mistico, come la celebre torre di Babele.

E se lo sviluppo dell’idea nasce prima dalla mente, come fascio di “eccezionali riunioni neuronali” è proprio nel suo crescere bidimensionale nel tratto di colui che l’ha partorita, che diventa interessante e fruibile. E’ così che sono nati i capolavori di “invenzione dello spazio” esposti presso il Museo Thyssen-Bornemisza, Fundación Caja di Madrid, fino al 22 gennaio 2012. Delle “pitture architetturali” che restituiscono un mondo, assurdo o reale che sia, ma in ogni caso ammantato del fascino insostituibile dell’immaginario.

Via | museothyssen.org

A Tokyo, una retrospettiva sui "metabolisti" giapponesi

pubblicato da Daniele in: Altri Mondi Architettura Mostre


Fino al 15 gennaio il Mori Art Museum di Tokyo presenta al pubblico una grande esposizione sul movimento “metabolista”, che ha segnato in profondità l’architettura giapponese del dopoguerra. “Più che un movimento culturale”, spiega uno dei curatori, Maeda Naotake, “si è trattato di un gruppo di architetti visionari, tra cui Kenzo Tange e Arata Isozaki, che hanno dato corpo a un’esigenza ambientale”. Dopo la seconda guerra mondiale e la tragedia dell’atomica, il movimento giapponese ha inteso di riconsiderare le funzioni architettoniche sulla base di una categoria inedita, quella appunto del metabolismo.

Il processo che trasforma le cellule in energia per la sopravvivenza e l’evoluzione dell’organismo, è in questo senso metafora di un pensiero del riuso, dell’adattamento e dell’elaborazione sistemica. Ultima e più importante voce del modernismo la corrente metabolista è stata nel corso degli anni ingiustamente trascurata se si considera la sua importanza e la sua influenza sulle generazioni future. Lo dimostra il caso emblematico delle Torri di Nakagin, uno straordinario complesso residenziale vittima dell’incuria e perfino del disprezzo dei cittadini, che nel 2007 votarono per la sua demolizione. Per fortuna, l’eventualità - considerata da Nicolai Ouroussoff, critico del New York Times - “non solo una tragedia per l’architettura, ma anche una grave perdita per la storia” è stata scampata, ma ancora adesso l’edificio soffre della mancanza di fondi destinati alla sua conservazione.

"Adaptive Reuse Projects" di Joy Holland

pubblicato da Sara R. in: Architettura Artisti Mostre

Joy Holland in mostra
Gli edifici hanno un’anima che vive stagioni diverse e si reinterpreta grazie alla sensibilità di artisti e architetti che ne colgono le sfumature. E’ proprio in questa direzione che guardano i “progetti di riadattamento” dell’americana Joy Holland, in mostra presso l’Associazione Culturale Arte e Creatività di Pero, fino al 31 dicembre. Un’opportunità garantita dal fiuto del suo Presidente Italo Mazzei e sostenuta dalla grande occasione offerta all’artista dalla prestigiosa borsa di studio della Commissione Fulbright (il programma che da più di sessant’anni promuove concretamente gli Scambi Culturali fra l’Italia e gli Stati Uniti).

Si tratta insomma di “una serie di nuove proposte, opere fotografiche e un prototipo tridimensonale” che trasmettono immediatamente lo spirito di “felice e cortese riadattamento” che pervade il lavoro della Holland, costantemente alla ricerca dell’equilibrio (perfetto solo per chi ci crede in questa “dannata perfezione”, ma più sinceramente “tenerissimamente umano”) tra il “restauro e lo svelamento della nuova identità”. Un’utopia reale che si apprezza ancora di più nelle stesse parole che sono state scelte per presentarla.

[…] un intervento di ristrutturazione e soprattutto riutilizzazione dei vecchi edifici per consentirne nuovi utilizzi, pur mantenendo invariate le caratteristiche storiche. Con la presentazione di queste fotografie, ci troviamo di fronte a due diversi punti di vista. Da una parte possiamo notare la prova tangibile di una forte crisi economica, dall’altra la presenza della corrente architettonica della California del Sud, che ancora oggi fa sognare i cittadini che, dal momento in cui vanno oltre lo stato di degrado dell’edificio, ne riescono a vedere la vera e meravigliosa essenza. Inoltre, l’artista ha proposto alcuni progetti per la tinteggiatura ispirati a Piet Mondrian da apportare ad entrambi gli edifici, che fino ad oggi non sono mai stati realizzati. […]

Via | joyholland.com

Joy Holland in mostra
Joy Holland in mostraJoy Holland in mostraJoy Holland in mostraJoy Holland in mostra

Gli interventi urbani di Clemens Behr

pubblicato da Barbara in: Installazioni Street Art Architettura


Confesso che l’iconografia teschiforme ultimamente inizia ad annoiarmi, ma qui devo fare un’eccezione. L’installazione berlinese a Postbahnhof di Clemens Behr ha davvero qualcosa di emozionante; Behr sarebbe uno street-artist, tecnicamente proviene dal mondo dei graffiti, ma le sue installazioni hanno il plusvalore di una profonda, ricca plasticità.

Sono interventi su spazi pubblici e privati, intercettazioni di frequenze digitali applicate al mondo fisico, di solito realizzate con dei semplici moduli irregolari di cartone, grezzo o colorato. Guardate i suoi lavori, è come entrare in un negozio di caramelle: ne vuoi vedere sempre di più.

La curiosità e la meraviglia incalzano perchè non puoi fare a meno di chiederti come mai non è venuta anche a te un’idea così semplice e geniale: ricamare degli origami sulle architetture, far sembrare un effetto 3D una scultura applicata a una parete. No, non è semplice, ci mancherebbe; per favi un’idea della complessità di questi lavori date un’occhiata al video di Avalanche, l’installazione presentata a Dortmund nel 2010 in cui si percepisce molto bene il suo concetto di distorsione e di evoluzione -futuristica- degli spazi.

"Gaudí e la Sagrada Familia. Arte, scienza e spiritualità" in mostra a Roma

pubblicato da Sara R. in: Architettura Artisti Mostre

Gaudí e la Sagrada Familia in mostra a Roma

La Sagrada Familia è un’opera incompiuta, ma non lo resterà per molto a quanto pare. Il completamento delle volte della navata centrale che ne ha recentemente permesso la consacrazione e la conseguente apertura al culto, fa ben sperare e merita di riportare al centro dell’attenzione la ampia vicenda che la circonda. Non a caso la mostra “Gaudí e la Sagrada Familia. Arte, scienza e spiritualità”, organizzata presso la Città del Vaticano che aprirà i battenti giovedì 24 novembre, è una ricognizione nel più grande lavoro di Antonì Gaudì e allo stesso tempo una specie di omaggio all’intera città di Barcellona che lo ospita.

Fino al 15 gennaio 2012, presso l’area espositiva Braccio di Carlo Magno della Basilica di San Pietro, sarà infatti possibile intraprendere un vero e proprio “viaggio nella lunga storia” della cattedrale, per conoscerne angoli spettacolari ed apprezzarne al meglio l’atmosfera di intenso misticismo che la pervade. Perché oltre a rappresentare il più grande dei sogni del visionario Gaudì, la costruzione è un “distillato ascensionale” che non manca di accattivare anche gli spiriti più refrattari.

L’esposizione, oltre a presentare delle diverse fasi costruttive della Sagrada Familia, le prodezze della tecnica in essa contenute, le innumerevoli bellezze artistiche e l’intensa spiritualità, si concentrerà sulla grandiosità degli spazi racchiusa in un video, “registrato il giorno della dedicazione, che ripercorre le sue facciate e in particolare i suoi interni, offrendone una visione finora sconosciuta”; per terminare con un excursus sulla figura del grande architetto e sugli altri edifici che ha realizzato.

Via | gaudiaroma.cat

Gaudí e la Sagrada Familia in mostra a Roma
Gaudí e la Sagrada Familia in mostra a RomaGaudí e la Sagrada Familia in mostra a RomaGaudí e la Sagrada Familia in mostra a RomaGaudí e la Sagrada Familia in mostra a RomaGaudí e la Sagrada Familia in mostra a RomaGaudí e la Sagrada Familia in mostra a RomaGaudí e la Sagrada Familia in mostra a RomaGaudí e la Sagrada Familia in mostra a Roma

La Vitra Hause di Herzog & de Meuron

pubblicato da penelope.di.pixel in: Architettura


Un grande incendio, nel 1981, ha cambiato per sempre il volto di una azienda tedesca, la Vitra. L’incendio si è infatti trasformato nell’occasione per dare corpo ad un ambizioso progetto di architettura contemporanea il cui risultato più alto è il Vitra Campus, un museo di architettura contemporanea che ospita firme di architetti del calibro di Frank Ghery, Zaha Hadid, Alvaro Siza, Tadao Ando, Jean Pruvé, Nicholas Grimshaw, Buckminster Fuller.

Nel 2010 il complesso di arricchisce di una nuova arteria, la VitraHaus (foto in alto), complesso espositivo ideato per ospitare Vitra Home Collection, collezione composta da pezzi di design classico, riedizioni e produzioni di designer contemporanei. Il progetto è stato realizzato da Herzog & de Meuron, ipirandosi a una casa archetipale che si sovrappone in un coplesso intrecchio di tetti disposti su ben cinque piani. L’idea di “casa archetipale” è ricondotta al fatto che ogni stanza riproduce le proporzioni e le dimensioni tipiche di ordinari edifici residenziali, secondo una scala che i due architetti chiamano “scala domesica”. Questo proprio perchè VitraHause nasce come spazio espositivo per mobili da casa, che potranno essere così fruiti in un ambiente raffinato ma il più possibile “naturale”.

A questo link potrete visitare il Campus e trovare maggiori informazioni sull’intero progetto.

Londra scopre l'architettura sovietica d'avanguardia

pubblicato da Daniele in: Fotografia Architettura Mostre

Building the Revolution
Una nuova mostra alla Royal Academy di Londra, Building the Revolution: Soviet Art and Architecture, 1915 to 1935 esamina l’avanguardia nell’architettura russa, ispirata alla pittura costruttivista che incarnava l’energia e l’ottimismo del nuovo stato socialista sovietico. La mostra è aperta dal 29 Ottobre 2011 al 22 Gennaio 2012.

La spinta a creare una nuova società socialista in Russia incoraggiò il tentativo di individuare una sintesi tra arte radicale e architettura. Questa reciprocità creativa si riflette nelle idee architettoniche e nei progetti di artisti come Kazimir Malevic, Vladimir Tatlin, Liubov Popova, El Lizzitsky, Ivan Kluin e Gustav Klucis, e nei disegni di architetti come Konstantin Melnikov, Moisei Ginsburg, Ilia Golosov ei fratelli Vesnin, così come Le Corbusier e Erich Mendelsohn, gli architetti europei che furono arruolati per contribuire a plasmare la nuova utopia.

La mostra accosta fotografie di grandi dimensioni degli edifici con i relativi disegni e dipinti di stampo costruttivista, fotografie d’epoca e periodici. Molte delle opere non sono mai state mostrate al pubblico inglese. In concomitanza con la mostra, è stata installata nel cortile Annenberg della Royal Academy una ricostruzione del monumento di Vladimir Tatlin per la Terza Internazionale, conosciuto come Torre di Tatlin, appositamente commissionato da Jeremy Dixon di Dixon Jones Architects. Una mostra di supporto nello Spazio Architettura (23 settembre - 29 gennaio 2012) esplora la visione e la concezione simbolica della Torre di Tatlin e svela l’affascinante processo intrapreso per la sua ricostruzione speciale alla Royal Academy.

Building the Revolution
Building the RevolutionBuilding the RevolutionBuilding the RevolutionBuilding the Revolution

The Patient Gardener, un progetto da qui a 60 anni

pubblicato da Barbara in: Architettura

The Patient Gardener costruire con la crescita di un albero

Il gruppo di architetti Visiondivision, nato in Svezia nel 2005 e attivo soprattutto in Olanda e Sudamerica, è una delle entità di design più rilevanti in Europa e progetta qualsiasi aspetto inerente all’architettura. The Patient Gardener è il loro progetto più recente e prevede la realizzazione di un luogo per studiare molto particolare.

L’idea è il risultato di un workshop di una settimana dal titolo Miaw2, che si è tenuto al Politecnico di Milano; il workshop è stato un momento di analisi del concetto di green design, teoria del riciclo e consapevolezza riguardo alle problematiche dell’ecologia. Così ha preso forma il progetto di un luogo di pace da costruire con molta pazienza, con l’aiuto dell’ambiente, intervenendo solo dove serve e in maniera non invasiva per creare una situazione “sostenibile” a livello ambientale.

La pazienza viene intesa come l’attitudine maggiormente rilevante in questo caso, perchè attraverso di essa si eviteranno sprechi di materiale e inutili trasporti; mentre orientando la crescita naturale di alberi di ciliegio giapponese (attraverso varie tipologie di intervento sulla direzione dei rami), per esempio, avremo nell’arco di 60 anni una strepitosa struttura naturale creata dalle piante stesse. Ci saranno le scale per salire e gli intrecci al piano superiore per non rischiare di cadere di sotto, il luogo perfetto per studiare o ricaricarsi prima di una session importante. Ma poi in aprile, quando si verifica l’Hanami, la fioritura, lo spettacolo sarà proprio di tutti.

The Patient Gardener costruire con la crescita di un alberoThe Patient Gardener costruire con la crescita di un alberoThe Patient Gardener costruire con la crescita di un alberoThe Patient Gardener costruire con la crescita di un alberoThe Patient Gardener costruire con la crescita di un albero