
E’ la fiera più importante degli Stati Uniti ed è giunta quest’anno alla sua decima edizione, Art Basel Miami non ha deluso le aspettative e anche in tempi di crisi pare che le vendite siano state di tutto rispetto; tanto per avere un’idea, già il primo giorno il White Snow Dwarf di Paul McCarthy è stato acquistato per 900.000 dollari da Hauser & Wirth. Allora facciamo un piccolo tour (in roller sarebbe meglio) lungo la manifestazione conclusa ieri, che ha visto esporre più di 2.000 artisti e che quest’anno più che mai ha coinvolto un po’ tutta Miami Beach.
Tra le cose sicuramente da non perdere quando ci si trova nel magma di cose da vedere in una manifestazione artistica come questa, imperdibile è certamente il corollario di parties, aste, mostre ed eventi, che hanno impazzato in città a ciclo continuo in una sorta di enorme tableaux vivent contemporaneo. Altro must da non mancare, la sezione Art Public in collaborazione con il Bass Museum, che ha riempito il Collins Park delle sculture di artisti internazionali come Anish Kapoor, Antony Gormley, Damien Hirst e Rachel Feinstein, selezionate da Christine Y. Kim. Tappa importante anche al New World Center, già solo per vedere l’edificio disegnato da Frank Gehry -diciamo ancora fresco dell’inaugurazione dello scorso febbraio-, che ospita la sezione Art Video con le video-opere di Alex Hubbard, Matt Saunders, Thomas Julier e Cédric Eisenring, Pierre Bismuth e Jacco Olivier; mentre alla sezione Art Film è stato presentato Gerhard Richter Painting di Corinna Belz.
Entriamo nel clou adesso con uno sguardo d’insieme alle 250 gallerie che hanno partecipato da tutto il mondo; grande prevalenza ovviamente degli americani (su tutte le gallerie newyorkesi capitanate da Mary Boone) e soprattutto del collezionismo sud-americano (tante le presenze da Sao Paulo), che qui diventa un po’ il barometro della situazione; dall’Italia c’erano la Galleria Massimo De Carlo, Kaufmann Repetto, la Galleria Franco Noero, la Galleria Christian Stein, la Prometeogallery e la Galleria Francesca Minini che ha approdato al caldo e alle spiagge di Miami Basel per la prima volta. Dicono che se volevi avere un vero assaggio di novità il posto giusto erano le mostre e gli esperimeni curatoriali di Art Kabinett, ma visto che purtroppo non c’eravamo, consoliamoci dando un’occhiata al video del primo giorno di apertura.
Nei periodi di crisi economica forse anche il mercato dell’arte è attraversato da un diffuso ’sentimento di amor patrio’. In tutto il mondo i collezionisti “di fascia alta” si interessano agli autori locali. Certo, Clyfford Still, pittore dell’espressionismo americano scomparso nel 1980, ha conosciuto un riconoscimento internazionale, ma nessuno si sarebbe aspettato che un suo quadro astratto venisse battuto per 61,7 milioni dollari da Sotheby’s a New York ieri sera (superando il precedente record dell’autore di 21,3 milioni, raggiunto da Christie’s nel 2006).
Dietro all’asta c’è stato anche un buon fine: parte del ricavato dei quattro lotti dell’autore che vedete in galleria qui sotto (114,1 milioni dollari in totale) andrà al proprietario, il Comune di Denver, che sta raccogliendo fondi per il Clyfford Still Museum, che apre a Denver la settimana prossima.
Nonostante ciò, ieri sera un gruppo di manifestanti si è riunito fuori dalla sala d’aste al grido di “Vergogna!”. La Evening Sale ha infatti totalizzato 315,8 milioni di biglietti verdi, mentre fuori c’era gente a cui mancano 300 dollari per pagare le bollette.
Dopo il salto su Continua trovate un video sulle proteste.

Diamo un’occhiata a Pulse Los Angeles 2011, la fiera dell’arte contemporanea che ha edizioni anche a New York e Miami e che si è svolta dal 30 settembre al 3 ottobre 2011 nel cuore downtown della metropoli; rispetto alle fiere principali delle altre due città, L’Armory Show di New York e Art Basel Miami, questa fiera offre opere più abbordabili dal punto di vista degli acquirenti.
Pulse è una delle fiere d’arte più importanti in America del Nord, ed è interamente dedicata all’arte contemporanea; è una piattaforma per esporre le ultime novità a fianco alle evoluzioni di percorsi artistici già esistenti, attraverso progetti inediti e sperimentali delle gallerie. Nella sezione Impulse poi si trovano le solo exhibition delle varie gallerie, mentre parallelamente vengono allestite varie installazioni “large-scale” (misure extra), la sala video PULSE Play> e la novità più recente PULSE Profiles, che offre monografie su artisti e curatori.
Tra gli artisti presenti quest’anno e di cui vedete una selezione di opere in questa gallery, ci sono Swoon, Mike Stilkey e le sue composizioni di libri dipinti, Jen Stark e i ben noti origami/bassorilievi di carta intagliata, e le sculture da parete di Federico Uribe. Un assaggio insomma, di ciò che si vede oltreoceano, buona visione.
Continua a leggere: Pulse Los Angeles 2011 - Cosa si è visto

E’ possibile condensare la crème de la crème dell’arte italiana del XX secolo in due sale e mezzo? Sotheby’s c’è riuscita a quanto pare e il risultato è stato raggiunto nella sede milanese della celebre Casa d’Aste di Palazzo Broggi. Ci sono Alberto Burri, Emilio Vedova, e l’immancabile Lucio Fontana, Giorgio De Chirico, Marino Marini…insomma le grandi glorie della pittura e della scultura del “secolo breve”, quelle opere che da sole possono restituire il senso di un periodo storico d’eccezione, di un’atmosfera irripetibile che ha nutrito con la sua ricchezza di innovazioni ed azzardi vari, portando ad un evoluzione che ha cambiato per sempre il volto della pratica artistica, traghettandola verso “i bizzarri lidi” odierni.
E’ una ricognizione approfondita e armonica, una passeggiata per tappe fondamentali, estesa quanto efficace, nelle sperimentazioni artistiche. E’ la rivoluzione dello spazio che si reinterpreta nella sua più intima articolazione, è la materia stessa dell’arte che indaga nuove possibilità bruciando i confini assodati dalla storia dell’arte. Si tratta insomma di una “parabola irripetibile”, che dipinge il senso intimamente astorico (come può essere considerato solo ciò che è profondamente calato nella sua realtà produttiva) di opere destinate a rappresentare classici che saranno certamente ricordati oltre ogni luogo ed ogni tempo. Il tutto in occasione dell’asta 20th Century Italian Art Sale che avrà luogo a Londra il 13 ottobre 2011.

Dal 6 al 10 ottobre si svolgerà la nuova edizione di ArtVerona, la fiera delle gallerie italiane di arte moderna e contemporanea, che si accredita ormai come uno dei principali appuntamenti italiani per il mercato. Ma ArtVerona è al tempo stesso una grande manifestazione espositiva e un evento culturale. Non mancano, infatti, mostre, concorsi, premi e sezioni dedicate alla fotografia e alla videoarte. Molto interessante e dal forte impatto sociale è il format Independents2 che ospita, in un contesto inusuale come la fiera, associazioni, fondazioni, collettivi e spazi no profit.
Ma ancora più significativa è la riconferma di quella che si è rivelata un’idea originale e vincente, quella di estendere online gli spazi della fiera. Startcollection - una guida online, facile e sicura, che consente di scoprire opere di costo fino a 6.000 euro - è stata ideata per agevolare l’accesso ai giovani collezionisti e per dare stimoli d’occasione ai collezionisti già esperti.
Mentre Artfaironline è l’ originale fiera digitale dove si incontrano, si conoscono e possono relazionarsi tra loro galleristi e collezionisti. L’edizione online della fiera è molto più estesa: va dal 10 settembre 2011 fino al 30 giugno 2012 e consente di individuare attraverso semplici filtri di ricerca, opere e gallerie di interesse.

Nel 1998 il dipinto su pergamena che vedete qui sopra è stato venduto dalla casa d’aste Christie a New York per 21.850 dollari. L’opera era catalogata come un dipinto di anonimo di scuola tedesca, datato agli inizi del XIX secolo. Ma l’anno scorso Martin Kemp, professore emerito di storia dell’arte all’Università di Oxford, ha pubblicato un libro in cui sostiene che in realtà questo Profilo nuziale di giovane dama è opera di Leonardo da Vinci.
L’analisi scientifica ha trovato un frammento di impronta digitale che sembra corrispondere a quello trovato su un altro quadro del maestro rinascimentale, mentre la datazione al carbonio ha svelato che la pergamena è stata realizzata da tra il 1440 e il 1650. Ora gli avvocati di Jeanne Marchig, che possedeva l’opera prima della vendita del 1998, hanno presentato una denuncia presso il tribunale federale di New York in cui accusano Christie di non aver saputo adottare la tecnologia scientifica per determinare l’identità dell’opera, vendendola così ad un prezzo insignificante rispetto al suo valore reale.
Tant’è che oggi il dipinto è quotato 127 milioni di euro, per la gioia del suo attuale possessore e il tormento della Marching. Alcuni esperti esperti tuttavia non sono molto convinti: sostengono che Leonardo non ha mai prodotto un lavoro su pergamena, e che le prove delle impronte digitali sono estremamente incerte. Ma uno studioso di Leonardo di fama mondiale come Carlo Pedretti è pronto a metterci la mano sul fuoco: «L’opera costituisce, almeno per il momento, il ritrovamento più importante dopo il riconoscimento, all’inizio del Novecento, della “Dama con l’ermellino” come opera di Leonardo».
Via | The Guardian

Con la crisi finanziaria che, come un virus, affetta molti settori dell’economia reale, come è messo il mercato dell’arte? I segnali che sono arrivati dalle aste di quest’estate non sono incoraggianti: c’è un crollo nelle vendite. Basti pensare che dal 7 luglio scorso, il titolo Sotheby’s ha perso il 37% del suo valore sulla borsa di New York, passando da 47,8 dollari a meno di 30 dollari.
Alcuni addetti ai lavori però pensano possa ripetersi quel fenomeno di crescita che si verificò dopo la crisi del 2008-09. A tal proposito, sarà interessante vedere come si comporteranno alcuni mercati in espansione, come quello cinese e brasiliano. I segnali, avverte Francesco Outred, responsabile del settore arte contemporanea di Christie’s a Londra, ci sono. Arrivano dalle stime di vendita – in salita, per la prossima edizione di Frieze Art Fair.
Si tratta d’altronde di una crisi che colpisce proprio l’arte contemporanea, le cui sorti sono tradizionalmente più legate ai saliscendi dei mercati azionari. L’arte moderna e soprattutto quella classica reggono infatti meglio, perché sono investimenti più sicuri. Un fenomeno rinforzato anche dall’incertezza globale sugli investimenti, che ha portato molti risparmiatori a tornare ad investire sull’oro. Ecco, proprio come l’oro, l’arte è un bene di lusso, molto raro, e le sue quotazioni potrebbero risalire proprio con l’incedere di un nuovo ‘gold standard‘.

Una battaglia legale su un presunto commercio di quadri contraffatti sta rivelando il lato più oscuro del mercato dell’arte. Da documenti di tribunale emerge che una delle gallerie d’arte leader a livello mondiale, la Knoedler di New York, è coinvolta nella vendita di presunte opere false di importantissimi artisti del Novecento americano, tra cui Jackson Pollock, Richard Diebenkorn e Robert Motherwell.
Anche la Fondazione Dedalus - dedicata proprio all’opera di Motherwell, uno dei massimi esponenti dell’espressionismo astratto - è coinvolta nel caso. Il mercante d’arte Julian Weissman sostiene che la Fondazione gli autenticò un dipinto di Motherwell, della serie Elegia spagnola (1953), il che gli consentì di vendere l’opera nel 2007 per 650mila dollari alla Killala Fine Art, una società irlandese, che ora ha sporto denuncia nei confronti di Dedalus e Weissman. La Dedalus ha ritirato la sua autenticazione soltanto in un secondo momento e i test scientifici effettuati quest’anno hanno rivelato in effetti la presenza nel dipinto di un tipo di colore che nel 1950 non era in uso.
Dedalus dice che il dipinto è un falso senza alcun valore. E accusa Weissman di “frode e disonestà”, perché non rivelò di aver acquistato l’opera da un mercante legato a persone accusate pubblicamente di presunto traffico di falsi. Weissman, dal canto suo, sostiene di averlo avuto da una principessa del Kuwait e nota collezionista. Il dipinto è solo uno dei sette Motherwells di dubbia autenticità che vengono citati nei documenti legali, tre venduti attraverso Weissman e quattro attraverso Knoedler. Killala Fine Art ora protesta per aver ricevuto un quadro senza valore, acquistato in seguito al giudizio positivo espresso dalla Fondazione Dedalus, espressamente “deputata a autenticare le opere di Motherwell” secondo Killala. Dedalus risponde di aver rilasciato soltanto una lettera con la propria, opinabile, valutazione e non una garanzia con valore legale, negando così ogni responsabilità.
Continua a leggere: New York, un'ombra sul mercato dell'arte
Si tiene da oggi al 31 luglio 2011 Art Fair Tokyo che a causa dei terribili eventi dello scorso aprile, quest’anno è stata posticipata a fine luglio; in origine infatti la fiera, nata nel 2005, è stata collocata in aprile perchè è il mese della fioritura dei ciliegi.
Arte moderna e contemporanea si accostano alle forme creative più tradizionali come il nihonga (dipinti) e l’ukiyoe (stampe con i blocchi di legno). Seguendo il motto “l’arte è qualcosa che si può anche comprare, e non soltanto guardare”, l’evento è il più importante del paese; nel 2010 si è registrato un afflusso di 50.000 persone.
Oltre alla partecipazione di gallerie giapponesi e internazionali, ci saranno eventi paralleli come Programmi di Beneficenza, proiezioni di video, tavole rotonde per dialogare sull’arte. Inoltre cade oggi l’ultimo giorno della mostra celebrativa dei 150 anni di amicizia tra Germania e Giappone, che vede esposti i lavori di Gerhard Richter & Naoya Hatakemaya.
Gran chiusura per Art Basel 42 che fa ben sperare per il mercato dell’arte, la tendenza parla chiaro: artisti -di rilievo- in esposizione in crescita, vendite in crescita, visitatori in crescita (si parla di 65.000 presenze), prestigio in crescita (perchè alla fine è qui e solo qui che si stabilisce il valore ultimo di un artista) e via così con l’entusiasmo dei collezionisti. Ma chi sono stati gli artisti o le opere superstar di questa edizione?
Sono andati forte Lygia Clark, Matts Leiderstam e Paul McCarthy, i neon di Jason Rhoades,
il calamaro gigante di David Zink Yi, Fred Sandback e l’astro nascente dell’est europeo Goshka Macuga questi ultimi bere e proprie star di Art Unlimited.
Art Unlimited, fucina di creatività all’ennesima potenza, che ha visto anche la partecipazione di artisti primari come Hans-Peter Feldmann, Dan Flavin, Mona Hatoum, Robert Rauschenberg, Carl Andre, John Baldessari, Daniel Buren, Anish Kapoor, Thomas Schütte, Rirkrit Tiravanija. Ma tenete comunque d’occhio Jennifer Allora e Guillermo Calzadilla, Sarah Morris, Robert Kusmirowski e Mark Leckey.
Immagini | Grazia.it