Una famiglia composta da tre persone e un capitone come animale domestico, una Bari infelice e archetipica che puzza di pesce. E l’arrivo di una nuora, inatteso, desiderato quanto fonte di scompliglio nel traballante equilibri domestico…
È questo lo scenario di “Furie di Sanghe” (letteralmente in barese “emorragie celebrali”), lo spettacolo teatrale, contemporaneo e fortemente performativo, prodotto dalla giovane compagnia Fibre Parallele che debutterà il 13 e 14 marzo presso il Teatro Palladium a Roma, dopo essere risultato fra i vincitori del bando Eti Nuove creatività.
Il video - bellissimo, secondo me - dà un’idea efficace dello spettacolo. La scenografia (essenziale), i volti degli attori e in particolare l’uso della lingua (uno strettissimo barese sincopato e tagliente) sembrano realmente capaci di emozionare e di parlare in modo vivo di una terra aspra, bella e contraddittoria come la Puglia: culturalmente un bel segnale da un sud che ha la forza di autorappresentarsi.

Torna a Milano un festival unico nel suo genere in Italia. Uovo Performing Arts Festival 2010 è lieto di presentare le espressioni più curiose e innovative delle arti performative. L’attenzione è rivolta verso quegli artisti interdisciplinari e indisciplinati.
Uovo è quindi un progetto dentro alle discipline ma senza disciplina, un festival itinerante che va in scena dal 18 al 21 marzo in varie location di Milano (Teatro dell’Arte, Teatro Franco Parenti, la Triennale). Il concetto di performing arts spazia dall’arte, alla moda, al design e alla cultura del clubbing, che questa rassegna include e coinvolge, tenendo coome principale filo conduttore quello dell’ironia e della freschezza.
Si parte giovedì 18 marzo al teatro dell’Arte. Alle 19 e alle 21 Linda Fregni Nagler (I/SE) con Conscious/Unconscious - video loop e alle 21 con Gob Squad (D/GB), Super Night Shot (Italian premiere). Per il palinsesto completo potete seguire questo link di Facebook creato dagli organizzatori o aspettare che il programma definitivo appaia sul sito ufficiale. Esiste anche un videoblog dove vengono pubblicate anteprime degli artisti partecipanti.
photo Giuseppe Chico/Barbara Matijevic
by Julien Correc
Il mito di Greta Garbo è per certi versi intramontabile, consegnato all’eternità del cinema. Milano ne celebra la vicenda intima e biografica, con Greta Garbo. Il mistero dello stile, una mostra voluta e organizzata dalla Salvatore Ferragamo, le cui fortune andarono di pari passo con quelle dell’attrice. L’allestimento inaugura domenica 28 febbraio alla Triennale di Cadorna.
In concomitanza con la settimana della moda, chi si trova a Milano potrà conoscere il guardaroba privato dell’attrice, i suoi costumi di scena più famosi, realizzati da Gilbert Adrian. Il percorso prosegue con una bella serie di fotografie che ritraggono La Divina e una sezione interamente dedicata al volto della Garbo, che il semiologo Roland Barthes ha inserito all’interno dei miti della modernità.
L’allestimento, a cura dello scenografo Maurizio Balò, sarà visitabile fino al 4 aprile e poi proseguirà - da maggio a settembre - al Museo Ferragamo di Firenze.

I visitatori del Palazzo della Secessione di Vienna - appena uscito da un completo restauro - sono rimasti esterrefatti quando, appena calato il sole, hanno visto una vera e propria orgia prendere vita, in una speciale sezione del museo. Accanto a Klimt e a Schiele, amplessi non simulati per tutti.
Quell’ala espositiva si è trasformata in un set da porno sadomaso, con sedie ginecologiche, una sezione piena di specchi e, soprattutto, uomini e donne seminudi che si davano molto da fare per rispettare la commissione che era stata loro assegnata.
Sì, non si trattava di semplice esibizionismo o di vandalismo generico: il gruppo è un’idea dell’artista svizzero Christoph Büchel. Il quale ha pagato, per conto dello stato austriaco, 90.000 euro per far sì un’associazione culturale di amanti del sesso libero - l’Association of Sociable Revellers - si esibisse nello spazio pubblico assegnatole (aperto ai soli adulti, naturalmente). I politici austriaci sono in subbuglio, e la corsa per far chiudere subito quella sezione trova d’accordo quasi tutti il parlamento locale.
Continua a leggere: Sesso al museo nel Palazzo della Secessione di Vienna
Arte Fiera 2010, una delle mostre di arte contemporanea più famose al mondo (ve ne abbiamo parlato qui), si è conclusa da pochi giorni e, per chi non ha potuto vedere di persona le opere esposte, offriamo una nutrita gallery con alcuni dei lavori più interessanti presentati ai padiglioni di Bologna. Ce n’è per tutti i gusti, come è naturale che sia in una fiera di questa grandezza; basta dare un’occhiata per cercare di capire quali siano le tendenze predominanti nell’arte contemporanea: sicuramente, a nostro parere, la scultura e la performance.
Da parte loro i galleristi, sempre entusiasti di partecipare a un evento come questo, hanno più volte puntato il dito sulla crisi del mercato dell’arte; di sicuro occasioni come Arte Fiera sono il trampolino di lancio per rilanciare un mercato sicuramente in difficoltà, come tutti, ma che può contare su parecchi eventi fieristici, vero e proprio stimolo delle vendite.
Gustatevi questa gallery, e chi ha potuto partecipare non si scordi, se vuole, di lasciare nei commenti un parere su questa edizione di Arte Fiera.

Ne abbiamo già parlato diverse volte di Spencer Tunick, fotografo e videomaker americano capace di sorprendere con le sue gigantesche installazioni umane.
Adesso Tunick torna in Australia e fa spogliare la bellezza di duemila persone davanti alla Sidney Opera House. In concomitanza con il carnevale, i primi di marzo, creerà una nuova scultura fatta di corpi nudi. Niente di pornografico ma l’idea, come dice lui: ‘Mi piace lavorare con il corpo umano in un modo che non sia sessuale, e che presupponga uno spazio pubblico. Aiuta a rompere molte barriere nella nostra societa”.

Apre domani venerdì 18 dicembre a Castel dell’Ovo a Napoli (fino al 10 gennaio) Il Grifo: storia di una rivista - Il fumetto è arte. Tutta una mostra dedicata alla letteratura disegnata da un manipolo di autori che hanno fatto la storia del fumetto italiano e mondiale e il cui valore artistico fino ad oggi risulta misconosciuto.
A curare l’evento il giornalista Vincenzo Mollica, che diresse la storica rivista dal 1991 al 1995 e che ci conduce per mano in un percorso che va, tra gli altri, da Federico Fellini a Mino Manara, da Hugo Pratt a Guido Crepax. Oltre a loro in mostra le tavole originali di Dino Battaglia, Enki Bilal, Giorgio Cavazzano, Moebius, Andrea Pazienza, Sergio Staino, Danijel Zezelj, Jacovitti e molti altri.
Fervente collaboratore e appassionato sostenitore di quella avventura editoriale fu proprio il regista Federico Fellini, superbo disegnatore, a cui è dedicata un’intera sezione della mostra. In occasione di questa antologica, la Grifo Edizioni, casa editrice specializzata in fumetto d’autore, ha pubblicato un catalogo che ripercorre i 36 numeri della rivista attraverso le immagini e i testi più rappresentativi.
La scorsa settimana ero a Milano per AHAcktitude ‘09. Domenica si chiudevano i lavori di questa intensa tre giorni. Così intensa che sono tornata a Roma lunedì con 39° di febbre, bronchite e un’affascinante complicazione finora a me sconosciuta: il broncospasmo.
Il primo dato è che, nonostante l’influenza e gli antibiotici che non prendevo da anni, sono ancora convinta che ne sia valsa la pena. Il secondo dato, anch’esso assai rilevante, è che grazie allo splendido lavoro del Cantiere, il giovanissimo centro sociale che ha ospitato l’evento, abbiamo a disposizione riprese di ogni intervento, che vi invito a consultare a questo link. E li ringrazio perché mi consentono di tralasciare la parte “didascalica” del reportage, concentrandomi su qualche riflessione personale.
Detto ciò, il terzo dato riguarda la mia sorpresa per la ricchezza, il livello di contenuti e di partecipazione e il clima generale che ho respirato: nettamente al di sopra delle mie aspettative iniziali e nettamente al di sopra del primo meeting della lista a Venezia.
[Video in alto: promo di Giacomo Verde per AHAcktitude ‘09; riprese con video-cellulare]

Emma Hack è esattamente ciò che s’intende quando di parla di ‘body artist’. Il corpo umano è il suo ‘foglio bianco’. Utilizzando carta da parati disegnata da Florence Broadhurst, la Hack dipinge direttamente sul corpo di modelli facendoli scomparire nel muro. In questo senso il suo lavoro ricorda quelli di Liu Bolin, della cui ‘arte mimetica’ vi avevamo parlato qualche tempo fa.
La Hack si definisce un’illustratrice della pelle, ma è anche una fotografa e una scultrice. Spesso infatti i suoi corpi dipinti vengono fotografati in pose plastiche all’interno di luoghi naturali come i deserti australiani, terra d’origine dell’artista. Qui trovate un vecchio post con alcune sue creazioni.

Dal 27 al 29 novembre prossimo, gli iscritti della lista AHA convergono presso il CS “Il Cantiere” per il secondo incontro nazionale, seguendo il modello utilizzato da HackMeeting.
Qualcuno di voi ricorderà probabilmente il primo incontro, avvenuto ai primi di Novembre presso i Magazzini del SALE a Venezia. Ma quest’anno ci sono molte novità, a partire dal nome. AHActitude unisce, in un fresco gioco di parole, la sigla della lista al concetto di attitudine: a mio modo di vedere una scelta efficace per un evento che intende collocarsi in quella zona dove l’arte si incontra con l’attivismo sociale e tecnologico nel tentativo di aprire un dialogo e condividere pratiche, concetti e azioni con i movimenti di base. In quest’ottica AHActitude ‘09 ospiterà ad esempio un collegamento in diretta con le mobilitazioni universitarie tedesche, che in questi giorni hanno occupato circa 30 università in tutta la Germania.
Artisti, attivisti, hackers - in una parola gli “artivisti” - organizzano una tre giorni di attività, studio, condivisione e divertimento. Fra seminari, workshop, presentazioni e performance, un programma denso declinato all’insegna dell’opensource, dove si esploreranno tematiche legate ai social network, al cyberpunk, al fake e ai nomi collettivi, fino ad arrivare alla realtà aumentata.
La partecipazione e l’ingresso all’evento sono, naturalmente, aperti e gratuiti.
Continua a leggere: AHAcktitude '09. A Milano tre giorni all'insegna di Activism, Hacking e Artivism