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  <title>artsblog</title>
  <subtitle>Artsblog.it</subtitle>
  <rights type="html"><![CDATA[2004-2011 Blogo.it]]></rights>
  <updated>2012-02-14T05:30:02+00:00</updated>
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    <title type="html">Quarant&#039;anni di patrimonio mondiale dell&#039;UNESCO</title>
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    <author>
      <name>Sara R.</name>
    </author>
    <published>2012-02-13T14:12:30+00:00</published>
    <updated>2012-02-13T14:12:30+00:00</updated>
    <dc:subject>creativita</dc:subject><dc:subject>eventi</dc:subject><dc:subject>barocco siciliano</dc:subject><dc:subject>italia</dc:subject><dc:subject>patrimonio mondiale</dc:subject><dc:subject>pompei ed ercolano</dc:subject><dc:subject>unesco</dc:subject><dc:subject>world heritage convention</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[La lista dei Patrimoni Mondiali dell&amp;#8217;Umanità, decretati e protetti dall&amp;#8217;UNESCO, compie quarant&amp;#8217;anni. Quattro decenni a partire dal lontano 16 novembre 1972 nel quale venne[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.artsblog.it/post/8939/quarantanni-di-patrimonio-mondiale-dellunesco"><![CDATA[<p><iframe width="586" height="390" src="http://www.youtube.com/embed/bzoG_fPyqhI" frameborder="0" allowfullscreen></iframe><br />
La lista dei <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lista_dei_patrimoni_dell%27umanit%C3%A0">Patrimoni Mondiali dell&#8217;Umanità</a>, decretati e protetti dall&#8217;<a href="http://www.unesco.org/new/en/">UNESCO</a>, compie quarant&#8217;anni. <a href="http://whc.unesco.org/en/40years/">Quattro decenni</a> a partire dal lontano 16 novembre 1972 nel quale venne adottata la <a href="http://whc.unesco.org/en/conventiontext">World Heritage Convention</a> Concerning the Protection of the World Cultural and Natural Heritage, che opera ancora oggi per preservare tutti i siti in essa contenuti. Un compleanno davvero importante per la &#8220;prestigiosa dicitura&#8221; che tutela la sopravvivenza di alcuni tra i più importanti luoghi della cultura, dell&#8217;arte e della natura sparsi un po&#8217; ovunque sul globo e una ricorrenza con la quale &#8220;abbiamo molto a che fare&#8221;. </p>
<p>Perché se sono ben centocinquantatre le nazioni che possono vantarsi di avere almeno una delle loro glorie all&#8217;interno del documento, (in gran parte dei casi si tratta di luoghi universalmente conosciuti, di altri non si può affermare lo stesso), la sola Italia, con la bellezza di <a href="http://www.sitiunesco.it/">47 presenze</a>, non solo si &#8220;difende egregiamente&#8221;, ma risulta il paese più rappresentato in assoluto, seguito da Spagna (43) e Cina (41). </p>
<p>Non tutti sanno che l&#8217;intera città di Venezia e la sua laguna, ma anche i Centri storici di Roma, Firenze, Napoli, Siena, San Gimignano, Pienza ed Urbino, sono inclusi nell&#8217;elenco, per non parlare delle numerose bellezze archeologiche della penisola a partire dalle <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Incisioni_rupestri_della_Val_Camonica">incisioni rupestri della Val Camonica</a> per arrivare agli scavi di Pompei ed Ercolano, passando per i capolavori del barocco siciliano della<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Val_di_Noto"> Val di Noto</a>. Dalle estremità settentrionali al profondo Sud, tutta la nostra penisola con il suo immenso valore, è una &#8220;sorvegliata speciale&#8221; della quale andar fieri!</p>
<p>Via | <a href="http://whc.unesco.org/en/40years/">whc.unesco.org</a></p>
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    <title type="html">&quot;L&#039;invention du sauvage&quot; in mostra a Parigi</title>
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    <author>
      <name>Sara R.</name>
    </author>
    <published>2012-02-12T11:16:32+00:00</published>
    <updated>2012-02-12T11:16:32+00:00</updated>
    <dc:subject>creativita</dc:subject><dc:subject>musei</dc:subject><dc:subject>artisti</dc:subject><dc:subject>mostre</dc:subject><dc:subject>claude guéant</dc:subject><dc:subject>lilian thuram</dc:subject><dc:subject>museo quai branly</dc:subject><dc:subject>parigi</dc:subject><dc:subject>razzismo</dc:subject><dc:subject>rousseau</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Negli stessi giorni infiammati dalla polemica incentrata sulle scioccanti dichiarazioni del Ministro dell&amp;#8217;Interno francese Claude Guéant, (il quale durante una seduta dell&amp;#8217;Assemblea[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.artsblog.it/post/8931/linvention-du-sauvage-in-mostra-a-parigi"><![CDATA[<p><iframe width="586" height="390" src="http://www.youtube.com/embed/pXE0CvNZZ_w" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Negli stessi giorni infiammati dalla polemica incentrata sulle <a href="http://www.charentelibre.fr/2012/02/06/declaration-choc-sur-les-civilisations,1078287.php">scioccanti dichiarazioni</a> del Ministro dell&#8217;Interno francese <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Claude_Gu%C3%A9ant">Claude Guéant</a>, (il quale durante una seduta dell&#8217;Assemblea Nazionale, ha affermato testualmente &#8220;Tutte le civiltà non si equivalgono&#8221;, scatenando l&#8217;ira della sinistra e non solo) si svolge a Parigi un&#8217;interessante esposizione intitolata <a href="http://www.quaibranly.fr/fr/programmation/expositions/a-l-affiche/exhibitions.html">&#8220;L&#8217;invention du sauvage&#8221;</a>. </p>
<p>Una mostra che si concentra proprio sul &#8220;processo di formazione&#8221; della figura del selvaggio, a partire dagli scritti di Rousseau, nei quali il filosofo esprimeva una nostalgia vicina allo stato di natura, fino ai problemi di integrazione delle immigrazioni di terza generazione, che affliggono ancora oggi, anche paesi dalla pluricentenaria tradizione di meticciato. </p>
<p>Un corpus di ben 600 opere, composto da sculture, quadri, affiche, cartoline, fotografie, costumi, selezionate per la loro valenza simbolica, contribuisce a fare entrare i visitatori nel pieno del soggetto analizzato, ma è anche e soprattutto il sostegno delle pellicole d&#8217;archivio proiettate, a restituire un panorama composito dell&#8217;industria dello &#8220;spettacolo esotico&#8221;. Una fiorente attività commerciale che, oltre ad impiegare la bellezza di 35.000 figuranti in tutto il mondo, è stata uno dei punti focali dell&#8217;intrattenimento a partire dagli inizi del XIX° secolo fino ad oltre la metà del XX°.  Strumento di propaganda dalle dubbie utilità scientifiche, che ha profondamente influenzato la &#8220;maniera occidentale&#8221; di rapportarsi all&#8217;altro.</p>
<p>Il curatore, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lilian_Thuram">Lilian Thuram</a>, ex-calciatore francese originario delle Antille, passato dai campi all&#8217;impegno contro il razzismo, che conduce grazie alla <a href="http://www.thuram.org/site/">fondazione</a> che porta il suo nome. Un volto noto del mondo dello sport per un evento culturale che, a suo stesso dire, vuole far riflettere sul:</p>
<blockquote><p>razzismo come costruzione intellettuale, ma anche sull&#8217;alterità stessa, e sulla natura dei nostri pregiudizi, per comprendere come superarli</p></blockquote>
<p>Video da <a href="http://www.youtube.com/watch?v=pXE0CvNZZ_w&#038;feature=player_embedded">quaibranly</a></p>
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    <title type="html">Rainbow Family Village: il villaggio-murales</title>
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    <id>http://www.artsblog.it/?p=7781</id>
    <author>
      <name>Anna Castiglioni</name>
    </author>
    <published>2012-02-04T16:59:35+00:00</published>
    <updated>2012-02-04T16:59:35+00:00</updated>
    <dc:subject>pittura</dc:subject><dc:subject>street-art</dc:subject><dc:subject>creativita</dc:subject><dc:subject>arte a taiwan</dc:subject><dc:subject>disegni</dc:subject><dc:subject>fumetto</dc:subject><dc:subject>murale</dc:subject><dc:subject>rainbow family village</dc:subject><dc:subject>taiwan</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Il Rainbow Family Village è un piccolo villaggio che si trova a Taichung, in Taiwan. È completamente dipinto come se fosse un enorme murales: muri, pareti, strade, tutto è ricoperto da disegni. I[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.artsblog.it/post/7781/rainbow-family-village-il-villaggio-murales"><![CDATA[<p><iframe width="586" height="427" src="http://www.youtube.com/embed/0XQQvmzmoXU" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Il <strong><em>Rainbow Family Village</em></strong> è un piccolo villaggio che si trova a Taichung, in Taiwan. È completamente dipinto come se fosse un enorme <a href="http://www.artsblog.it/tag/murales">murales</a>: muri, pareti, strade, tutto è ricoperto da <a href="http://www.artsblog.it/tag/disegni">disegni</a>. I colori che caratterizzano questa opera d&#8217;arte fatta paese sono tutti molto vivaci (rosso, blu, giallo) e i soggetti sono in stile fumetto. Si dice che l&#8217;autore di questo imponente lavoro sia <strong>Huang Yongfu</strong>, un artista originario di Hong Kong, che dipinse l&#8217;allora grigio villaggio quando andò in pensione per renderlo un luogo bello e piacevole. La seconda ipotesi è quella secondo cui Yongfu dipinse l&#8217;antico borgo per evitare che venisse abbattuto per la costruzione di nuovi edifici. </p>
<p>Qualunque sia il motivo che abbia spinto l&#8217;oramai 90enne artista a creare questo piccolo gioiello, ha sortito l&#8217;effetto desiderato. Il rainbow village è diventato una vera e propria attrazione turistica: è visitato quotidianamente da centinaia di turisti, sposi che lo utilizzano come location per le foto o semplici curiosi. Alcuni lo considerano una nuova (o antica?) forma di street art, di certo è un luogo che regala ai visitatori un senso di pace e tranquillità. <a href="http://www.flickr.com/photos/64525258@N00/sets/72157624302214233/">Qui</a> trovate un reportage fotografico completo sul paese dei colori.</p>
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    <title type="html">La bellezza della matematica in mostra a Parigi</title>
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    <author>
      <name>Sara R.</name>
    </author>
    <published>2012-02-01T12:00:52+00:00</published>
    <updated>2012-02-01T12:00:52+00:00</updated>
    <dc:subject>creativita</dc:subject><dc:subject>mostre</dc:subject><dc:subject>attente proporzioni</dc:subject><dc:subject>bellezza della matematica</dc:subject><dc:subject>bellezza e dell'equilibrio</dc:subject><dc:subject>fondazione cartier</dc:subject><dc:subject>parigi</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Devo ammettere di averci messo un po&amp;#8217; ad assimilare l&amp;#8217;idea che in francese, la matematica, si traduca quasi sempre al plurale. Dopo un&amp;#8217;acuta e contorta riflessione, sono[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.artsblog.it/post/8865/la-bellezza-della-matematica-in-mostra-a-parigi"><![CDATA[<p><iframe width="586" height="390" src="http://www.youtube.com/embed/h2S8JtRDbrc" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Devo ammettere di averci messo un po&#8217; ad assimilare l&#8217;idea che in francese, la matematica, si traduca quasi sempre al plurale. Dopo un&#8217;acuta e contorta riflessione, sono arrivata alla conclusione che si tratti di una specie di dovuto riconoscimento, comprensivo della diversità di punti di vista e di teorie che si compenetrano o si escludono, nell&#8217;affascinante universo dei numeri. Detto ciò, il mio contributo scientifico non poteva che arrestarsi ad una considerazione di ordine linguistico, che non esclude il portato di meraviglia derivante dall&#8217;ammirazione della bellezza e dell&#8217;equilibrio basati sulle più attente proporzioni.</p>
<p>Non a caso il titolo della mostra ospitata fino al 18 marzo presso la Fondazione Cartier di Parigi, nella nostra lingua suona un po&#8217; così, Le Matematiche: un improvviso cambiamento di scenario, ma potrebbe anche essere, la bellezza dell&#8217;altrove, avvicinandosi di più alla traduzione in inglese &#8220;A Beautiful Elsewhere&#8221;. In ogni caso l&#8217;evento sarà accompagnato dalle <a href="http://fondation.cartier.com/en/art-contemporain/59/nomadic-nights-activities/202/nights-of-uncertainty/206/introduction/">&#8220;notti dell&#8217;Incertezza&#8221;</a>, una serie di incontri di &#8220;approccio obliquo&#8221; che completeranno il contenuto dell&#8217;esposizione attraverso i punti di vista della musica, della finanza e della cosmologia. In fondo lo aveva già capito Galileo che per comprendere il gran libro dell&#8217;universo, bisognava saper leggere la lingua matematica nella quale è scritto.</p>
<p>Video da <a href="http://www.youtube.com/watch?v=h2S8JtRDbrc&#038;feature=channel_video_title">fondation cartier</a></p>
<p>Via | <a href="http://fondation.cartier.com/">fondation.cartier.com</a></p>
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    <title type="html">Sam Jinks. L&#039;arte di plasmare la natura umana</title>
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    <author>
      <name>Sara R.</name>
    </author>
    <published>2012-01-31T10:17:51+00:00</published>
    <updated>2012-01-31T10:17:51+00:00</updated>
    <dc:subject>scultura</dc:subject><dc:subject>creativita</dc:subject><dc:subject>corpi</dc:subject><dc:subject>artisti</dc:subject><dc:subject>artista ausraliano</dc:subject><dc:subject>esina e silicone</dc:subject><dc:subject>india art fair</dc:subject><dc:subject>sam jinks</dc:subject><dc:subject>scultore di pelle</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Sam Jinks è un&amp;#8217;artista australiano che non ha esitato a lanciarsi nella più acuta delle riproduzioni delle umane fattezze. Si fa un po&amp;#8217; fatica a definirlo scultore, non[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.artsblog.it/post/8859/sam-jinks-larte-di-plasmare-la-natura-umana"><![CDATA[<p><a href="http://www.artsblog.it/galleria/sam-jinks-03/"><img class="post" src="http://static.blogo.it/artsblog/sam-jinks-03/SamJinks_IndianArtFair.jpg" alt="Sam Jinks" width="586" height="286" /></a><a href="http://samjinks.com">Sam Jinks</a> è un&#8217;artista australiano che non ha esitato a lanciarsi nella più acuta delle riproduzioni delle umane fattezze. Si fa un po&#8217; fatica a definirlo scultore, non c&#8217;è dubbio, l&#8217;iconografia classica della plastica &#8220;per levare&#8221;, tenacemente realizzata dall&#8217;azione di martello e scalpello su un materiale duro e resistente, cozza completamente con le delicatezza apparente dei suoi lavori. E la ragione emerge dalle sue stesse opere che sembrano fatte di carne. Hanno il colore della pelle, le piccole pieghe che si formano sulle palpebre, e tutto quell&#8217;apparato di ciglia, sopracciglia, capelli e peli che le avvicinano immensamente ai modelli reali, come nel caso del bambino esposto all&#8217;<a href="http://www.indiaartfair.in/">India Art Fair </a>(fiera d&#8217;arte moderna di Nuova Delhi), conclusasi solo ieri. </p>
<p>Ne avevamo già parlato <a href="http://www.artsblog.it/post/4410/l-iperrealismo-di-sam-jinks">qualche anno fa</a> e lo ritroviamo ancora oggi intento a riprodurci. Ci sono anche alcuni animali nella produzione di Jinks, ma sembrano quasi intervenire come &#8220;soggetti accessori&#8221;, variazioni di madre natura che non fanno altro che concentrare ancora di più l&#8217;attenzione su quei &#8220;ritratti inalienabili&#8221; la cui illusione nasce da una pratica sapientissima capace di unire resina e silicone, restituendo l&#8217;illusione delle cellule, dell&#8217;apparenza e dell&#8217;umano, colto in tutta l&#8217;estensione delle sue forme, senza l&#8217;ombra moralista delle volontà di abbellimento. </p>
<p><a href='http://www.artsblog.it/galleria/sam-jinks-03/'>Sam Jinks</a><br />
<a href="http://www.artsblog.it/galleria/sam-jinks-03/1"><img class="gallerythumb" src="http://static.blogo.it/artsblog/sam-jinks-03/thn_SamJinks_IndianArtFair.jpg" alt="Sam Jinks" width="130" height="63" /></a><a href="http://www.artsblog.it/galleria/sam-jinks-03/2"><img class="gallerythumb" src="http://static.blogo.it/artsblog/sam-jinks-03/thn_SamJinks_embrace.jpg" alt="Sam Jinks" width="130" height="107" /></a><a href="http://www.artsblog.it/galleria/sam-jinks-03/3"><img class="gallerythumb" src="http://static.blogo.it/artsblog/sam-jinks-03/thn_SamJinks_donnaconbambino.jpg" alt="Sam Jinks" width="86" height="130" /></a><a href="http://www.artsblog.it/galleria/sam-jinks-03/4"><img class="gallerythumb" src="http://static.blogo.it/artsblog/sam-jinks-03/thn_SamJinks_testadiuomo.jpg" alt="Sam Jinks" width="93" height="130" /></a></p>
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    <title type="html">I Creative Mornings di Tina Roth Eisenberg</title>
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    <id>http://www.artsblog.it/post/8855/i-creative-mornings-di-tina-roth-eisenberg/</id>
    <author>
      <name>Barbara</name>
    </author>
    <published>2012-01-30T11:47:27+00:00</published>
    <updated>2012-01-30T11:47:27+00:00</updated>
    <dc:subject>creativita</dc:subject><dc:subject>eventi</dc:subject><dc:subject>attività per creativi</dc:subject><dc:subject>creative mornings ispirazioni</dc:subject><dc:subject>incontri tra artisti</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Il vero creativo si nutre costantemente di ispirazioni, spesso e volentieri ha la necessità di metabolizzare in solitudine gli input ricevuti magari dopo aver visto una mostra, o un concerto, o meglio[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.artsblog.it/post/8855/i-creative-mornings-di-tina-roth-eisenberg"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/artsblog/creativemornings.png" class="post" border="0" width="586" height="296" alt="" /><br clear="all" /></p>
<p>Il vero creativo si nutre costantemente di ispirazioni, spesso e volentieri ha la necessità di metabolizzare in solitudine gli input ricevuti magari dopo aver visto una mostra, o un concerto, o meglio ancora dopo una semplice ma chiarificante passeggiata. Ma l&#8217;essere umano -checchè se ne dica- è un animale sociale e anche il creativo doc sta meglio se incontra altri suoi simili.</p>
<p>Questo almeno dev&#8217;essere quello che ha pensato Tina Roth Eisenberg, ideatrice di <a href="http://www.creativemornings.com/">Creative Mornings</a>, un programma di lectures e incontri tenuti da specialisti di varie discipline creative e artistiche, al motto di: <strong>Education, Ispiration, Caffeination</strong>. Perchè i personaggi di cui sopra non fanno le ore piccole, o almeno per una volta al mese non disdegnano il risveglio la mattina presto per incontrarsi e scambiarsi idee senza sborsare un soldo e sorseggiando caffè (infatti a ben guardare, la maggior parte degli artisti più geniali era gente alquanto disciplinata, che si metteva al lavoro ogni giorno molto presto).</p>
<p>Partito da Atlanta, il progetto si è subito allargato a macchia d&#8217;olio e ad oggi conta 18 città (in Italia ce n&#8217;è appena stato uno a <a href="http://creativemorningsmilan.eventbrite.com/">Milano</a>) in cui i Creative Mornings regalano spunti e idee nuove ai frequentatori. Su <a href="https://twitter.com/#!/creativemorning">Twitter</a> le novità in divenire e le città che via via aderiscono all&#8217;iniziativa (nella mappa sopra, quelle attuali).</p>
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    <title type="html">La nuova vita del Plart di Napoli</title>
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    <id>http://www.artsblog.it/?p=8847</id>
    <author>
      <name>Sara R.</name>
    </author>
    <published>2012-01-29T13:31:23+00:00</published>
    <updated>2012-01-29T13:31:23+00:00</updated>
    <dc:subject>creativita</dc:subject><dc:subject>musei</dc:subject><dc:subject>design polimeri</dc:subject><dc:subject>maria pia incutti</dc:subject><dc:subject>materie plastiche</dc:subject><dc:subject>museo napoletano</dc:subject><dc:subject>plart</dc:subject><dc:subject>sostanza funzionale</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[L&amp;#8217;idea fondante del Museo napoletano tutto dedicato alle materie plastiche, passa per una passione personale, quella di Maria Pia Incutti, imprenditrice e collezionista d’arte che si è[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.artsblog.it/post/8847/la-nuova-vita-del-plart-di-napoli"><![CDATA[<p><a href="http://www.artsblog.it/galleria/plart-di-napoli/"><img class="post" src="http://static.blogo.it/artsblog/plart-di-napoli/PlartdiNapoli.jpg" alt="Plart di Napoli" width="586" height="390" /></a><br />
L&#8217;idea fondante del Museo napoletano tutto dedicato alle materie plastiche, passa per una passione personale, quella di Maria Pia Incutti, imprenditrice e collezionista d’arte che si è dedicata  per ben trent&#8217;anni (sotto la curatela dell’arch. Nunzio Vitale) al &#8220;mondo dei polimeri&#8221; raccogliendo oltre 1.500 oggetti che sono entrati a far parte della <a href="http://www.plart.it/pagina2.asp?MenuID=6&#038;hl=it">collezione permanente</a> del <a href="http://www.plart.i">Plart</a>. La missione di questa singolare istituzione, nata nel 2008 nel cuore pulsante del tessuto metropolitano partenopeo, passa proprio per &#8220;l&#8217;innovazione tecnologica, il recupero, il restauro e la conservazione delle opere d’arte e di design in materiale plastico&#8221;, e si propone come luogo d&#8217;incontro tra le &#8220;diverse anime&#8221; che circondano questo universo affascinante e colorato.</p>
<p>Perché se questa &#8220;moderna creta&#8221; al servizio della creazione contemporanea, è soggetta allo scorrere del tempo e necessità di opportune pratiche di manutenzione, ciò non toglie che il Plart ne esplori anche le innumerevoli potenzialità suggestive ed aggregative. Si tratta, in poche parole, di uno spazio polifunzionale che intreccia prospettive provenienti dal design con l&#8217;attenzione scientifica nei confronti della plastica, considerata non solo nella sua natura di materia prima, ma soprattutto nell&#8217;accezione di sostanza funzionale all&#8217;espressione artistica; configurandosi come nuova meta artistica nel variegato panorama all&#8217;ombra del Vesuvio.</p>
<p>Via | <a href="http://www.plart.it">plart.it</a></p>
<p><a href='http://www.artsblog.it/galleria/plart-di-napoli/'>Plart di Napoli</a><br />
<a href="http://www.artsblog.it/galleria/plart-di-napoli/1"><img class="gallerythumb" src="http://static.blogo.it/artsblog/plart-di-napoli/thn_PlartdiNapoli.jpg" alt="Plart di Napoli" width="130" height="86" /></a><a href="http://www.artsblog.it/galleria/plart-di-napoli/2"><img class="gallerythumb" src="http://static.blogo.it/artsblog/plart-di-napoli/thn_PlartdiNapoli_scaffale.jpg" alt="Plart di Napoli" width="130" height="86" /></a><a href="http://www.artsblog.it/galleria/plart-di-napoli/3"><img class="gallerythumb" src="http://static.blogo.it/artsblog/plart-di-napoli/thn_PlartdiNapoli_plastichealchemiche.jpg" alt="Plart di Napoli" width="130" height="87" /></a><a href="http://www.artsblog.it/galleria/plart-di-napoli/4"><img class="gallerythumb" src="http://static.blogo.it/artsblog/plart-di-napoli/thn_PlartdiNapoli_sala.jpg" alt="Plart di Napoli" width="85" height="130" /></a></p>
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    <title type="html">AAA Cercasi artisti amanti dell&#039;ambiente </title>
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    <author>
      <name>Sara R.</name>
    </author>
    <published>2012-01-29T12:01:24+00:00</published>
    <updated>2012-01-29T12:01:24+00:00</updated>
    <dc:subject>creativita</dc:subject><dc:subject>artisti</dc:subject><dc:subject>arte &amp; ambiente</dc:subject><dc:subject>cnap</dc:subject><dc:subject>ecologia</dc:subject><dc:subject>edizione 2012</dc:subject><dc:subject>prix coal</dc:subject><dc:subject>sviluppo sostenibile</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Cercasi artisti con spiccata sensibilità ecologista, per partecipazione a prestigioso premio internazionale. 
Probabilmente suonerebbe un po&amp;#8217; così se si trattasse di un annuncio stile[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.artsblog.it/post/8845/aaa-cercasi-artisti-amanti-dellambiente"><![CDATA[<p><a href="http://www.artsblog.it/galleria/prix-coal-arte-ambiente/"><img class="post" src="http://static.blogo.it/artsblog/prix-coal-arte-ambiente/PrixCoalArteAmbiente_visuel.jpg" alt="Prix Coal Arte &#038; Ambiente" width="586" height="432" /></a></p>
<blockquote><p>Cercasi artisti con spiccata sensibilità ecologista, per partecipazione a prestigioso premio internazionale. </p></blockquote>
<p>Probabilmente suonerebbe un po&#8217; così se si trattasse di un annuncio stile agenzia immobiliare. E invece l&#8217;appello ha un suo reale spessore artistico. La questione nasce proprio dall&#8217;adunanza, invocata in occasione della ricerca di aderenti all&#8217;edizione 2012 del <a href="http://www.projetcoal.org/coal/category/prix-coal-2012/">Prix Coal</a>, un&#8217;iniziativa annuale che gratifica gli artisti impegnati sullo spinoso fronte delle questioni ambientali, e che sarà incentrata sul tema della ruralità. </p>
<p>La manifestazione, creata nel 2010 dalla Coal, (coalition pour l’art et le développement durable - Coalizione per l&#8217;Arte e lo sviluppo a lungo termine) eroga un primo del valore di 10.000 euro, e si avvale dell&#8217;alto patronato di alcuni importanti Ministeri d&#8217;oltralpe, tra i quali il dicastero della Cultura e della Comunicazione e quello dell’Ecologia, nonché del sostegno del <a href="http://www.cnap.fr/">CNAP</a> (Centro Nazionale delle Arti Plastiche). Proprio allo scopo di &#8220;incitare al confronto con i grandi temi sociali e ecologisti contemporanei&#8221;, prosegue nel suo percorso di &#8220;provocazione di coscienze&#8221; e si schiera sempre di più verso un&#8217;ottica di impegno e di compartecipazione. </p>
<p>Non ci si limita a registrare e acclamare l&#8217;avvento di una nuova cultura ecologista, l&#8217;idea è ben più ambiziosa e si basa sulla completa adesione alla sfida della promozione di una &#8220;profonda coalizione&#8221;, tra la potenza del mezzo artistico e l&#8217;intensità del messaggio dello sviluppo sostenibile. L&#8217;artista prescelto riceverà il suo riconoscimento in un cerimonia che si terrà fra qualche mese nella cornice inusuale del <a href="http://www.lelaboratoire.org/">Laboratoire</a> di Parigi.</p>
<p>Via |  <a href="http://www.projetcoal.org/coal/category/prix-coal-2012/">projetcoal.org</a></p>
<p><a href='http://www.artsblog.it/galleria/prix-coal-arte-ambiente/'>Prix Coal Arte &#038; Ambiente</a><br />
<a href="http://www.artsblog.it/galleria/prix-coal-arte-ambiente/1"><img class="gallerythumb" src="http://static.blogo.it/artsblog/prix-coal-arte-ambiente/thn_PrixCoalArteAmbiente_visuel.jpg" alt="Prix Coal Arte &#038; Ambiente" width="130" height="96" /></a><a href="http://www.artsblog.it/galleria/prix-coal-arte-ambiente/2"><img class="gallerythumb" src="http://static.blogo.it/artsblog/prix-coal-arte-ambiente/thn_PrixCoalArteAmbiente_ArtnotOil.jpg" alt="Prix Coal Arte &#038; Ambiente" width="130" height="87" /></a><a href="http://www.artsblog.it/galleria/prix-coal-arte-ambiente/3"><img class="gallerythumb" src="http://static.blogo.it/artsblog/prix-coal-arte-ambiente/thn_PrixCoalArteAmbiente_marbredici.jpg" alt="Prix Coal Arte &#038; Ambiente" width="130" height="87" /></a><a href="http://www.artsblog.it/galleria/prix-coal-arte-ambiente/4"><img class="gallerythumb" src="http://static.blogo.it/artsblog/prix-coal-arte-ambiente/thn_PrixCoalArteAmbiente_nuageverte.jpg" alt="Prix Coal Arte &#038; Ambiente" width="94" height="130" /></a></p>
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    <title type="html">La prigione che è anche galleria d&#039;arte</title>
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    <id>http://www.artsblog.it/post/8841/la-prigione-che-e-anche-galleria-darte/</id>
    <author>
      <name>Sara R.</name>
    </author>
    <published>2012-01-27T11:33:12+00:00</published>
    <updated>2012-01-27T11:33:12+00:00</updated>
    <dc:subject>creativita</dc:subject><dc:subject>gallerie</dc:subject><dc:subject>artisti</dc:subject><dc:subject>fresnes</dc:subject><dc:subject>le monde</dc:subject><dc:subject>macc</dc:subject><dc:subject>mamadou cissé</dc:subject><dc:subject>prigione trasformata</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Di spazio ce n&amp;#8217;è parecchio, con i corridoi ampi ed alti e le pareti vuote. Se si escludono le reti visibili non appena si alza la testa, si potrebbe quasi pensare ad un comune magazzino. Ma[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.artsblog.it/post/8841/la-prigione-che-e-anche-galleria-darte"><![CDATA[<p><a href="http://www.artsblog.it/galleria/mamadou-cisse_opere-in-prigione/"><img class="post" src="http://static.blogo.it/artsblog/mamadou-cisse_opere-in-prigione/mamadouciss_citt.jpg" alt="mamadou cissé_opere in prigione" width="586" height="414" /></a><br />
Di spazio ce n&#8217;è parecchio, con i corridoi ampi ed alti e le pareti vuote. Se si escludono le reti visibili non appena si alza la testa, si potrebbe quasi pensare ad un comune magazzino. Ma le celle tradiscono la vera funzione del luogo. Perché quella di <a href="http://www.fresnes94.fr/">Fresnes</a>, cittadina situata poco a sud di Parigi, è una prigione, che però ospita alcuni importanti eventi artistici. Grazie all&#8217;iniziativa dell&#8217;<a href="http://www.fresnes94.fr/demarches-et-services/annuaires/annuaire-des-associations/ficheAnnu/association-pour-la-collaboration-de-tous-les-intervenants-a-fresnes-actif/">ACTIF</a> (Associazione dei visitatori di Fresnes) presieduta dall&#8217;architetto <a href="http://www.pss-archi.eu/architecte/6120/">Claude-Yves Mazerand</a>, e alla collaborazione con il Servizio di inserimento penitenziario locale, sei quadri sono già stati collocati la scorsa estate nella zona tra l&#8217;infermeria e il parlatorio, un punto studiato per conciliarsi con le esigenze di sicurezza del luogo ed esser allo stesso tempo alla &#8220;portata visiva&#8221; del personale e dei detenuti.</p>
<p>L&#8217;esperimento condotto sotto la direzione artistica di Marcel Lubac, guida del <a href="http://www.maccfresnes.com/">MACC</a> (Maison d&#8217;art contemporain Chaillioux) di Fresnes, ha contribuito ad alleggerire il clima e continuerà grazie ai finanziamenti della Fondazione <a href="http://www.fondationdefrance.org/La-Fondation-de-France/Fonds-et-fondations-sous-egide/Toutes-les-fondations/Daniel-Martine-Raze">Daniel &#038; Martine Raze</a>. E&#8217; attualmente in corso la prima vera esposizione delle opere di <a href="http://maccfresnes.com/?Mamadou-Cisse">Mamadou Cissé</a>. Un &#8220;osservatore della notte&#8221; che traccia ritratti di città stravaganti e coloratissime. Esattamente il tipo di immagini che può risollevare, con i suoi grandi contrasti cromatici, la tristezza uniforme dei muri grigi e gialli, aumentando il contrasto con l&#8217;ambiente e obbedendo alle intenzioni di base enunciate dallo stesso Mazerand:</p>
<blockquote><p>Abbiamo voluto creare uno spazio particolare e completamente antagonista rispetto a quest&#8217;universo chiuso.</p></blockquote>
<p>Via | <a href="http://www.lemonde.fr/culture/article/2012/01/26/a-fresnes-la-prison-se-transforme-en-galerie-d-art-contemporain_1635092_3246.html">lemonde.fr</a></p>
<p><a href='http://www.artsblog.it/galleria/mamadou-cisse_opere-in-prigione/'>mamadou cissé_opere in prigione</a><br />
<a href="http://www.artsblog.it/galleria/mamadou-cisse_opere-in-prigione/1"><img class="gallerythumb" src="http://static.blogo.it/artsblog/mamadou-cisse_opere-in-prigione/thn_mamadouciss_citt.jpg" alt="mamadou cissé_opere in prigione" width="130" height="91" /></a><a href="http://www.artsblog.it/galleria/mamadou-cisse_opere-in-prigione/2"><img class="gallerythumb" src="http://static.blogo.it/artsblog/mamadou-cisse_opere-in-prigione/thn_mamadouciss_opereinprigione.jpg" alt="mamadou cissé_opere in prigione" width="130" height="65" /></a><a href="http://www.artsblog.it/galleria/mamadou-cisse_opere-in-prigione/3"><img class="gallerythumb" src="http://static.blogo.it/artsblog/mamadou-cisse_opere-in-prigione/thn_prigionediFresnes.jpg" alt="mamadou cissé_opere in prigione" width="130" height="87" /></a></p>
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    <title type="html">L&#039;essenza della libertà fatta scultura</title>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.artsblog.it/post/8827/lessenza-della-liberta-fatta-scultura" />
    <id>http://www.artsblog.it/?p=8827</id>
    <author>
      <name>Sara R.</name>
    </author>
    <published>2012-01-26T11:18:29+00:00</published>
    <updated>2012-01-26T11:18:29+00:00</updated>
    <dc:subject>scultura</dc:subject><dc:subject>creativita</dc:subject><dc:subject>artisti</dc:subject><dc:subject>concretizzazione artistica</dc:subject><dc:subject>l'essenza della libertà</dc:subject><dc:subject>magico meccanismo</dc:subject><dc:subject>origine greca</dc:subject><dc:subject>zenos frudakis</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Se la libertà ha davvero una sua forma oggettuale, potete star certi che si tratta di una concretizzazione artistica. Proprio come accade nell&amp;#8217;opera che vi presentiamo. L&amp;#8217;autore si[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.artsblog.it/post/8827/lessenza-della-liberta-fatta-scultura"><![CDATA[<p><iframe width="586" height="390" src="http://www.youtube.com/embed/iuWBVADYJQ0" frameborder="0" allowfullscreen></iframe><br />
Se la libertà ha davvero una sua forma oggettuale, potete star certi che si tratta di una concretizzazione artistica. Proprio come accade nell&#8217;opera che vi presentiamo. L&#8217;autore si chiama <a href="http://www.zenosfrudakis.com/">Zenos Frudakis</a>, un americano dell&#8217;Indiana nato in una famiglia di origine greca, che ha cominciato a realizzare le prime sculture da bambino, quando, direttamente sotto il tavolo della cucina, forgiava formine antropomorfe con la pasta del pane donatagli dalla madre&#8230; </p>
<p>&#8230;si potrebbe quasi pensare che anche oggi, a distanza di anni da quei primi esperimenti, il sentimento che lo anima sia lo stesso. Se i materiali e le tecniche sono evidentemente cambiati, ciò non toglie che i suoi lavori siano ancora animati dalla medesima volontà di riprodurre quel &#8220;magico meccanismo&#8221;, che sottende la vita e i suoi sentimenti più profondi, che guidava le se mani già all&#8217;epoca dei primi tentativi. Guardare per credere!</p>
<p>Video da <a href="http://www.youtube.com/watch?v=iuWBVADYJQ0">wworldp</a></p>
<p>Via | <a href="http://www.zenosfrudakis.com/">zenosfrudakis.com</a></p>
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