
Cari collezionisti….siete così sicuri che i vostri capolavori che mostrate con orgoglio agli amici siano veri? Il Nucleo dei Carabinieri a Tutela del Patrimonio Culturale di Firenze ha scoperto la bellezza di 21 dipinti falsi, firmati da maestri dell’arte moderna come Ottone Rosai, Giorgio De Chirico, Pietro Annigoni, Ruggero Panerai e Mino Maccari. I quadri non erano nascosti in qualche scantinato, o nella soffitta dell’appartamento di un noto truffatore, ma erano conservati in bella vista presso una nota Galleria d’Arte della città gigliata.
Un corpus di opere realizzate minuziosamente da maestri contraffattori, che, una volta immesso sul mercato, avrebbe fruttato la bellezza di cinquecentomila euro. Le indagini erano partite nel luglio dello scorso anno, quando un noto professionista fiorentino si era rivolto a degli esperti per far analizzare 4 dipinti che aveva aquistato presso la stessa galleria, i cui titolari sono stati adesso denunciati per contraffazione.
“L’arte contemporanea è come una consolle di montaggio alternativa che turba le forme sociali, le riorganizza o le inserisce in scenari originali”
[nel video Bourriaud spiega il concetto di Altermodern]
Alcuni di voi forse lo conosceranno per aver studiato sui suoi libri, Gillo Dorfles, triestino classe 1910, è una figura importante nel panorama della cultura italiana. Pittore, critico d’arte, massmediologo ed estetologo, laureato in medicina e psichiatria, tra i fondatori del Movimento per l’Arte Concreta, Dorfles viene celebrato a Milano con una grande retrospettiva in programma dal 25 febbraio (inaugurazione h 18) a Palazzo Reale di Milano.
Gillo Dorfles. L’avanguardia tradita va in scena a Palazzo Reale, con la collaborazione della Fondazione Antonio Mazzotta e la cura di Luigi Sansone. Circa 200 opere che documentano un’attività intensa, tra dipinti, disegni, sculture, grafiche, gioielli e ceramiche. Dalla prima infatuazione per la pittura metafisica e surreale, passando per l’Arte Concreta, fino alle ultime produzioni, sottili ed ironiche.
Le opere, in mostra fino al 23 maggio, provengono dalla collezione dell’artista, da collezioni private e da musei italiani, tra cui il CSAC - Centro Studi e Archivio della Comunicazione di Parma. Un approfondimento con fotografie e una video intervista ripercorre la vicenda biografica dell’artista.

Giacomo Balla pittura dinamica = simultaneita’ delle forze sarà inaugurata giovedì 11 febbraio presso la Galleria F. Russo di Roma. Una mostra per indagare intorno al Manifesto del Colore, uno scritto sull’utilizzo del colore nella pittura d’avanguardia, pubblicato da Balla il 4 ottobre 1918 all’interno del catalogo di una mostra alla Galleria Bragaglia di Roma. Il testo analizza il ruolo del colore nella pittura d’avanguardia.
Curata da Elena Gigli, la mostra sarà visitabile fino al 6 marzo e raccoglie una ventina di opere realizzate tra gli anni ’10 e gli anni ’20, provenienti da Casa Balla. Il pittore aveva cominciato col bianco e nero e dopo la guerra era passato al colore, tanto da definirne i sette punti nel Manifesto del Colore:
1. Data l’esistenza della fotografia e della cinematografia, la riproduzione pittorica del vero non interessa ne’ può interessare più nessuno.
2. Nel groviglio delle tendenze avanguardiste, siano esse seni-futuriste o futuriste, domina il colore. Deve dominare il colore poiché privilegio tipico del genio italiano.
3. L’impotenza coloristica e il peso culturale di tutte le pitture nordiche, impantanano eternamente l’arte, nel grigio, nel funerario, nello statico, nel monacale, nel legnoso, nel pessimista, nel neutro o nell’effeminatamente grazioso e indeciso.
Continua a leggere: Il Manifesto del Colore di Giacomo Balla a Roma

Ila Beka e Louise Lemoine continuano a far danni, coi loro documentari, nel mondo ultrasnob della grande architettura contemporanea europea. Tutto iniziò con “Koolhaas Houselife“, nel 2008.
Un film dedicato alle difficoltà di coniugare l’idealismo di certi architetti e le esigenze delle vita pratica. In quel caso, l’idealismo di Rem Koolhaas e le esigenze del padre paraplegico di Louise stessa.
Oggi per il duo si annunciano nuovi ed entusiasmanti traguardi e “vittime”. Un documentario in mostra in questi giorni a New York (allo Storefront for Art and Architecture) riguarda il Guggenheim di Bilbao, un altro la chiesa Dives in Misericordia di Roma (progetti di Frank Gehry e Richard Meier, rispettivamente).

Una mostra a Milano celebra il Futurismo e la sua storia, attraverso i documenti che questo movimento ha prodotto. Dal 4 al 21 febbraio a Palazzo Reale in esposizione manifesti, libri (le Edizioni Futuriste di ‘Poesia’), lettere cartoline, fotografie, cataloghi di mostre e riviste.
Un grande convegno internazionale, Il futurismo nelle avanguardie, si svolgerà in contemporanea con l’apertura della mostra, dal 4 al 6 febbraio.
L’allestimento curato da Luigi Sansone esplora l’universo tipografico dei libri futuristi, che introdussero molte innovazioni. Zang Tumb Tumb. Adrianopoli ottobre 1912. Parole in liberta’ (1914); Romanzo esplosivo (1919); Les mots en liberte’ futuristes (1919) e molti altri titoli. Libri in edizione speciale, autografi e con dediche, appartenuti agli stessi artisti. Completa il percorso un documentario di Rai Teche dal titolo Futurismo che passione! di Silvana Palumbieri.
Quando la politica incontra l’arte, molto spesso sono danni. Accade a Trezzo sull’Adda che Gioxe e Anna, figli di Ada e Mario De Micheli, scrittore, critico e storico dell’arte scomparso nel 2004, vogliano donare la sua collezione di opere al Comune, che la respinge. La raccolta contiene 800 opere tra dipinti, sculture e disegni di artisti come Guttuso, Morlotti, Sassu, Treccani, Trubiani e Dova e il suo valore è incodizionatamente riconosciuto.
La scusa ufficiale presentata dal sindaco Danilo Villa, eletto in quota Lega Nord, risiede nella mancanza di spazio, “non c’è posto”. Siamo alle comiche. Ma potrebbe esserci dell’altro dietro, visto che il buon Mario De Micheli è stato un partigiano, ha lavorato per l’Unità, ha tradotto Majakovskij. Insomma un uomo di sinistra, il cui valore intellettuale è riconosciuto a livello bipartisan. De Micheli infatti ha insegnato per lunghi anni al Politecnico di Milano ed ha scritto libri di storia dell’arte del Novecento che molti di noi hanno letto.
La vicenda va avanti ed i figli di De Micheli sono intenzionati a onorare la memoria del padre, sepolto a Trezzo e già donatore di molti volumi alla Biblioteca Comunale. Se l’Amministrazione continuerà a rifiutarsi, i figli di De Micheli potrebbero regalare la collezione ai trezzesi, che non si lasceranno sfuggire l’opportunità (anche a livello di turismo culturale) di collocare un patrimonio così prezioso nel cuore della loro città.

Victims / Vittime è una raccolta di interviste, saggi, dichiarazioni di artisti, opere d’arte concettuale e definizioni da glossario. Si tratta originariamente di un progetto lanciato sul web. Partito nel 2007, ha riunito diversi siti attuali di conflitto e situazioni di guerra legate al passato, come Srebrenica, la Palestina, il Kosovo.
Animano la piattaforma segnalazioni di diversi (e talvolta contrastanti) punti di vista internazionali che si concentrano su un aspetto dei conflitti quasi mai messo al centro, le vittime. Vittima è una delle parole più utilizzate dalle agenzie di stampa di diversi paesi, ma di vittime poi non si occupa nessuno.
Sul sito sono presenti testi di Sezgin Boynik, Adila Laidi Hanieh, Geert Lovink, Ana Peraica, Stevan Vukovic e numerosi artwork realizzati per il progetto, per ognuno dei quali è stata aperta una discussione.

Seix6: sei domande per sei Fondazioni - La lente convessa sulle Fondazioni di Roma è un’iniziativa che mette insieme artisti, curatori ed enti deputati alla conservazione e alla promozione dell’arte. Una tavola rotonda di presentazione del progetto è prevista per martedì 2 febbraio alle 17, nell’Aula I dell’Università La Sapienza di Roma, a cura di Ilaria Caravaglio, Chiara Miglietta, Valentina Pugliese e Giovanna Sarno.
Un confronto tra Fondazioni quindi, che nasce da un’idea degli studenti dei Master (I e II livello) in Curatore di Arte Contemporanea insieme a Fondazione Barruchello, Fondazione Cerere, Fondazione MAXXI, Fondazione Nomas, Fondazione Quadriennale, Fondazione Volume! Non un tradizionale convegno, ma un punto di partenza per inaugurare una progettualità comune, che si concretizza subito con AGIta, mostra cheparte il 2 febbraio (h 19) negli spazi espositivi del MLAC.
AGIta - Arte Giovane Italiana prevede la partecipazione di Aurora Meccanica, Niccolò Angeli, Antonio Bardino, Alessandro Battisti, Ludovico Bomben, Anna Di Prospero, Massimiliano Pelletti, Paolo Pennuti, Giulia Ravazzolo, Alberto Scodro, con interventi curatoriali di Silvia Bucchi, Lincoln Dexter, Diego Marchi, Laura Laruffa, Simona Raho, Ersilia Rossini, Valentina Trisolino.

La notizia è trapelata in serata. Farà molto piacere ad alcuni e ‘rivoltare le viscere’ ad altri. Noi ci limitiamo a darvela. Vittorio Sgarbi, noto presenzialista televisivo, ex Ministro della Cultura ed attuale sindaco di Salemi, è stato nominato curatore del Padiglione Italiano della Biennale 2011.
Gli artisti che rappresenteranno l’Italia nella 54ima edizione dell’evento d’arte più visitato nella penisola, saranno quindi scelti da Sgarbi, nominato da Sandro Bondi. Sempre al Vittorio nazionale è stato poi affidato l’incarico di vigilare sull’acquisto di nuove opere d’arte contemporanea per il nascente Maxxi.