
La Libera Facoltà di Design e Arte di Bolzano si apre a un’esposizione di manifesti di tipografia contemporanea iraniana. Persianissimo, curata da Majid Abbasi, presenta in anteprima a livello europeo l’opera di 28 grafici provenienti dall’Iran. In mostra fino al 27 marzo 50 manifesti al piano terra e in parallelo al primo piano un allestimento di fotografie di Jan Kliewer, a cura di Francesco Jodice, che raccontano il viaggio in Iran di questo giovane fotografo tedesco.
La mostra è partita dalla Colorado State University lo scorso anno e nella tappa italiana si è arricchita di altre 22 opere. Nelle intenzioni di Majid Abbasi c’è l’idea di un frame aperto de itinerante, aggiornato regolarmente dall’ingresso di nuovi progettisti e designer.
L’Iran è un paese composto di diversi gruppi etnici, ciascuno dei quali parla la propria lingua, ma tutti si servono dell’alfabeto Farsi. La storia del disegno grafico attraversa gli ultimi sette secoli di cultura del paese, così come l’avvento graphic design è storia degli ultimi 80 anni del paese, e della sempre più crescente importanza dell’immagine tipografica.
Dal 29 aprile al 12 settembre, i piani dell’hotel Nhow di Milano, in via Tortona, si animeranno grazie a una curiosa mostra di arte contemporanea: “Bad Habits“, cattive abitudini. Opere che scherzosamente cercano di combattere le peggiori abitudini: a seconda della loro gravità, il visitatore è invitato a visitare un piano differente dell’hotel.
Fotografia, pittura, scultura, la mostra vede le opere di artisti emergenti e più noti. Tra tutti: Matco, Luca de Santis, Mimmo di Maggio, Sergio Goglia, Maurato e Rohn Meijer. Una mostra tra il serio e il divertente, che gioca con l’arte e col design cercando di avvicinare il visitatore alla conoscenza di se stesso.

Per festeggiare il lancio del suo film “Exit Through The Gift Shop“, Banksy ha deciso di produrre un nuovo poster “ufficiale” per i tanti fan del suo lavoro che non possono permettersi un’opera frutto diretto della sua mano.
Il titolo del poster è “Forgive Us Our Trespassing” e riprende un graffito di Banksy realizzato presso Salt Lake City, nello Utah.
Il manifesto sarà disponibile gratuitamente presso tutti gli esercizi convenzionati con Don’t Panic, la sigla che certifica i lavori ufficiali del maestro della street art. Gratuitamente, solo in Inghilterra.
Nei giorni scorsi Matthew Queen, socio di una casa d’aste di Falls Church, nell’area di Washington DC, si è ritrovato una bella gatta da pelare. Una cliente gli ha portato un dipinto ad olio di una qualità straordinaria.
Il retro del quadro lo attribuisce nientemeno che a Honoré Daumier, uno dei massimi incisori francesi del XIX secolo. La donna ha sostenuto di averlo ereditato da una zia francese. Non è insolito che a Washington si facciano ritrovamenti del genere, con tutti i viaggi in Europa che compiono i tanti diplomatici della zona.
Il dipinto rappresenta un uomo con cappello a cilindro nell’atto di esaminare delle stampe. Tema decisamente alla Daumier. I dipinti a olio di Daumier sono molto rari e, se se ne potesse provare l’autenticità, il quadro varrebbe almeno 80.000 dollari. Purtroppo, per Queen l’attribuzione non basta: ci vorrebbe una firma sulla tela, ma manca. Dunque, il supposto Daumier sarà venduto con una base d’asta di 6000-8000 dollari. E poi si vedrà, se il pubblico saprà capire il fascino di questo olio - e investirci di conseguenza - al di là delle prove documentarie.

Ieri vi avevo parlato di Richard Hamilton, artista poliedrico che, proprio oggi, compie 88 anni. Dal 3 marzo al 25 aprile 2010 la Serpentine Gallery di Londra gli dedica Modern Moral Matters una grande mostra incentrata sulle sue opere più politiche. Gli scenari internazionali, le rivolte, il terrorismo e la guerra, affrontate con la consapevolezza di un uomo che sa di vivere in un mondo continuamente rappresentato - e quindi dominato - dai media.
L’attività di Hamilton si è estesa alla pittura, l’incisione, il collage, l’installazione, la tipografia, fino al design industriale. Questa esposizione ne celebra anzitutto lo sguardo, quello di un artista che nel 1969 dichiarava: “Negli anni Cinquanta siamo diventati più consapevoli della possibilità di vedere il mondo intero, in un istante, attraverso lagrande matrice visiva che ci circonda, (abbiamo) un’immediata visualizzazione sintetica. Cinema, televisione, riviste e giornali hanno inondato l’artista con un paesaggio totale“.
Un percorso di distruzione, scomposizione e frammentazione delle immagini quello di Richard Hamilton, che fa riferimento a stili e generi diversi. La manipolazione dello spazio si compie all’interno di un lavoro che interroga le rappresentazioni che ci circondano. Dal tuffo nel magma dell’analisi delle immagini emerge la potenza lirico-allegorica della sua opera.
Se capitate a Londra tra marzo e aprile vi consiglio vivamente di farci un salto, l’ingresso è gratuito.

Non si può proprio dire che l’arte delle illustrazioni e dei fumetti di Bendik Kaltenborn non sia varia e interessante, per tutti gli ambiti che esplora e per tutti i registri che sfiora.
Prova ne sia questa galleria di comic e di copertine per artzine svedesi (Bendik ha studiato graphic design e illustrazione, con distinzione, al Konstfack College of Arts di Stoccolma), nonché i numerosi premi nazionali e internazionali che ha vinto e che sono riccamente elencati nella sezione CV del suo sito personale.
Molte altre meraviglie tratte dal suo repertorio le potete scoprire sul suo account Flickr (sempre un modo vincente per non farsi notare troppo, ma per farsi notare lo stesso).
Continua a leggere: Le illustrazioni e i fumetti di Bendik Kaltenborn
Dal 20 marzo al 18 luglio, la Galleria civica di Modena apre le porte a una mostra tanto inconsueta quanto curiosa, “Pagine da un bestiario fantastico“: opere su carta di artisti italiani che testimoniano la grande attrattiva che questo animale ha e ha avuto nella storia dell’arte di ogni paese e di ogni tempo, a partire, forse, da quel medioevo tanto dedito alla rappresentazione di grifoni e bestie di ogni genere.
De Chirico, Fontana, Mario Merz, Omar Galliani, Enzo Cucchi sono solo alcuni degli autori di questi lavori, con i quali la galleria intende anche promuovere il proprio fondo, la “Raccolta del disegno”, anche se la mostra potrà contare anche su opere provenienti da altre istituzioni.
Una parte della mostra, inoltre, sarà dedicata ai giovani disegnatori italiani, alle “nuove leve”, che così si troveranno faccia a faccia con i maestri più conosciuti e celebrati. Animale com simbolo, animale come metamorfosi, come elemento della natura e come elemento della mitologia: la mostra intende cercare, nei limiti di un argomento sterminato come questo, a gettare un po’ di luce su questo tema e su una tecnica, il disegno, che al giorno d’oggi è spesso considerata minore.
A Modena, un bestiario fantastico
Continua a leggere: A Modena, gli animali nel mondo dell'arte
La neonata Jerome Zodo Contemporary di Milano (ve ne abbiamo parlato qui), dedicherà dall’ 11 marzo al 17 aprile una mostra all’artista statunitense Andrew Schoultz (classe 1975), dal titolo Crisis.
Dodici opere di grandi dimensioni accoglieranno lo spettatore: quadri dalla tecnica mista, nella quale si fondono pittura, intaglio, collage, graffiti, pittura miniaturistica, e tipici dell’artista americano, famoso anche per le sue sculture e per i suoi murales. Una mostra che vuole innanzitutto essere una critica alla società moderna, o quanto meno il simbolo di una crisi che investe l’uomo contemporaneo.
A rappresentare questo concept, le sale della galleria sono state predisposte in maniera molto particolare: delle lamiere, simili a quelle dei tralicci telefonici, saanno accatastate qua e là a simboleggiare non solo la crisi della comunicazione (almeno, di quella vera), ma anche un disastro naturale (quello di Haiti) e politico.
Arte Fiera 2010, una delle mostre di arte contemporanea più famose al mondo (ve ne abbiamo parlato qui), si è conclusa da pochi giorni e, per chi non ha potuto vedere di persona le opere esposte, offriamo una nutrita gallery con alcuni dei lavori più interessanti presentati ai padiglioni di Bologna. Ce n’è per tutti i gusti, come è naturale che sia in una fiera di questa grandezza; basta dare un’occhiata per cercare di capire quali siano le tendenze predominanti nell’arte contemporanea: sicuramente, a nostro parere, la scultura e la performance.
Da parte loro i galleristi, sempre entusiasti di partecipare a un evento come questo, hanno più volte puntato il dito sulla crisi del mercato dell’arte; di sicuro occasioni come Arte Fiera sono il trampolino di lancio per rilanciare un mercato sicuramente in difficoltà, come tutti, ma che può contare su parecchi eventi fieristici, vero e proprio stimolo delle vendite.
Gustatevi questa gallery, e chi ha potuto partecipare non si scordi, se vuole, di lasciare nei commenti un parere su questa edizione di Arte Fiera.
Dal 20 febbraio al 27 marzo, la galleria Mondo Arte di Milano, immersa nel caratteristico quartiere di Brera, proporrà una rassegna sui “Maestri del Novecento“. Nonostante questa denominazione, per una mostra, possa apparire troppo onnicomprensiva e vaga, in questo caso le circa 40 opere esposte sono tutte di grande qualità, e sono utili a tracciare dei percorsi nella storia dell’arte dell’ultimo secolo.
Tra le opere comprese in questa rassegna figurano infatti personaggi centrali nell’arte del novecento: si va da Andy Warhol a Mirò, da Giorgio de Chirico a Mimmo Rotella. In particolare, verranno esposte 10 opere su carta che Warhol realizzò tra il 1975 e il 1987 (anno della sua morte), alcune tele di de Chirico degli anni ‘50 e una serie di lavori di Mimmo Rotella dedicati a Marilyn Monroe. Non capita spesso di vedere tanti grandi artisti in un colpo solo…