
Sebastiaan Van Doninck è senza dubbio un astro nascente dell’illustrazione belga (è di Antwerp e ha 31 anni). Crescere in una famiglia che lui autodefinisce di “hippies” con 12 fratelli e sorelle deve aver dato un contributo molto positivo alle sue capacità immaginative.
Sebastiaan spazia dall’illustrazione per libri d’infanzia a soggetti più cupi, misteriosi, ma molto espressivi che gli vanno a genio soprattutto a inchiostro, come potete vedere nella gallery.
Ama farsi chiamare “illustrative illusionist” e già decine e decine di titoli con la sua firma. Se capite il belga o volete apprezzare la sua genialità grafica tout court. Qui c’è il suo blog personale.
Continua a leggere: Sebastiaan Van Doninck, "illustratore illusionista" dal Belgio, con 12 fratelli
Saranno tre Russie quelle che si potranno osservare alla Cà Foscari Esposizione di Venezia, tra il 21 aprile e il 25 luglio. La mostra “Russie! Memoria/Mistificazione/Immaginario“, infatti, vuole mostrare in oltre cent’anni d’arte la Russia delle avanguardia, quella del realismo socialista degli anni ‘30-’50, fino all’underground e agli anni ‘90.
E lo fa con le opere messe a disposizione da due grandi collezioni, quella di Morgante e quella di Sandretti. Per la parte del realismo socialista, ovviamente, largo spazio troveranno i manifesti, con il quale il potere mistificava, illudeva, creava aspettative paradisiache per il popolo russo. Ma ad affiancare queste opere ci saranno anche preziose opere del periodo prerivoluzionario.
Le più attese, probabilmente, saranno quelle di Chagall e di Kandinskij; ma ci saranno, tra gli altri, anche Benois, Tatlin e Fal’k. Per la parte underground, verrà ricreata una parte di quella che nel 1977 venne definita la “Biennale del dissenso”, e che consacrò l’underground moscovita all’attenzione di tutti. Per la prima volta, tre Russie (diverse? e se sì, in cosa?) ci parlano dallo stesso luogo.

Jason Polan ha 27 anni e una pazza idea: disegnare un ritratto di ogni newyorkese. Sono circa 8,3 milioni e, per fortuna, il ragazzo ha ancora del tempo.
Non gli sfugge nulla: né la vecchina che sfama i piccioni a Central Park, né tantomeno alcuno dei ragazzini che, perfidi come sanno essere, la deridono dietro la fontana. Il mangiatore di Burrito di Time’s Square; il ricco manager che sgrida la cameriera sulla Madison; la stessa cameriera che ne sparla in cucina.
Il bello è che Jason non fa distinzione fra semplici passanti e i tanti vip che riempiono Manhattan: ad esempio, l’altro giorno pare che abbia ritratto il comico Jerry Seinfeld mentre si grattava la testa da Burger King.
Come potete riscontrare sul blog ufficiale di questo ambizioso progetto, Jason è a circa quota 8300: mille volte tanto e avrà finito. Noi, per il momento, facciamo i migliori auguri al suo talento e alla sua dedizione. Sperando che non ci siano troppi doppioni: fatica sprecata. Una piccola nota: il suo tratto non somiglia molto a quello del nostro vignettista Vincino?
Dall’11 marzo al 6 giugno, la Casina di Raffaello nello splendido parco di villa Borghese dedicherà un’intera mostra a Quentin Blake, uno dei più celebri e riconosciuti illustratori. Lui, inglese di nascita, è famoso in tutto il mondo soprattutto per aver illustrato i capolavori di Roald Dahl, dagli “Sporcelli” alle “Streghe”, dalla “Fabbrica di Cioccolato” al “GGG”.
Solo in Inghilterra ha illsutrato oltre 300 titoli, e per il suo tratto, ruvido e allo stesso tempo grazioso, ha conquistato il cuore di migliaia di lettori e illustratori. Nel 2002 ha vinto il celebre Hans Christian Andersen Award, un premio dedicato all’arte e alla letteratura per ragazzi, e ora finalmente anche l’Italia gli dedica una mostra, che non fa che che avvicinare i più piccoli al mondo dell’arte.
UGBOT è il nom de plume dietro al quale si nasconde un illustratore di base a Londra, di nome Gavin Edwards. Il suo blog personale, con appuntamenti e novità, potete trovarlo qui. Il suo account Flickr è questo. Il suo portfolio non trova migliore sistemazione di
questa.
Detto questo, lasciatevi andare nel suo mondo di Looney Tunes inquieti e inquietanti; di idolatrie consumistiche (di cui la divinità principale è il “flying bun” di tante rappresentazioni - tutte nella nostra gallery - il panino volante); genealogie di eroi nerd che non hanno nulla da invidiare all’epica greca, se non per il fatto che sono fluorescenti e vivono al meglio le loro avventure su una maglietta.
Il suo antieroe principale - un nerboruto individuo con un cappello a cilindro che sembra un condom - non ci ispira niente di buono. Fortuna che UGBOT in persona, con tre occhi, è pronto a tutto pur di difendere il suo spazio vitale su una delle 25 stampe di ogni soggetto, disponibili “a un prezzo ragionevole” contattando l’artista via mail.
Continua a leggere: Il mondo di UGBOT disegnato da Gavin Edwards

A New York da Eli Klein Fine Art c’è una mostra interessante, la prima personale negli Stati Uniti di Zhang Gong. L’artista è conosciuto per le sue parodie della cultura dei fumetti e dei cartoons occidentali, immediatamente riconoscibili e identificabili. Sono i personaggi della tv, mescolati con altre immagini della cultura pop.
Nella serie Miss Panda Zhang Gong gioca su vari registri linguistici: la satira è rivolta verso alcune icone della cultura pop giovanile, ma al contempo la composizione del quadro parla anche dell’impeto artistico e del processo della creatività occidentale. Scene campali, dove si incrociano i destini che, con la cessazione negli ultimi anni del blocco culturale imposto dal regime cinese, sono entrati a far parte anche della memoria collettiva cinese.
Si uniscono dunque l’arte storica e quella contemporanea in dialogo serrato sulla società cinese che attraverso l’umorismo messo in gioco, ha anche implicazioni globali.

Scoperta su Flickr della settimana: Rand Renfrow, texano di San Marcos.
Una fantasia macabra senza limiti, nelle sue illustrazioni per libri, magazine ed eventi di ogni tipo. Stupendo l’Occhio Che Tutto Vede, racchiuso nel triangolo, che però ha anche Tutto Mangiato, visto che rimette un arcobaleno di vomito da cui si genera, miracolosamente, un uomo barbuto.
Ma niente male neanche la sua personalissima versione del Giudizio Universale (sezione inferno), con le braccia dei dannati protese verso un uomo di lava, che ancora sperano: “Un abbraccio ci salverà”. Noi lo speriamo davvero tutti.
Continua a leggere: Il moralismo macabro nelle illustrazioni di Rand Renfrow
Un classico racconto di Jack London e le immagini di uno dei migliori illustratori sulla scena. Il racconto è “L’ombra e il bagliore“, e l’artista Fabian Negrin. Il libro, invece, è quello che la Orecchio Acerbo ha appena pubblicato, e che ancora una volta conferma l’attenzione che la casa editrice romana dedica ai libri per ragazzi.
Libri per ragazzi che sono in sé dei libri d’arte: le immagini nella gallery non rendono giustizia al libro, che si lascia sfogliare con estremo piacere e che presenta strategie di illustrazione molto varie: dalla carta da lucido alle sovrapposizioni di pagine a creare un’unico disegno.
La storia è quella di due ragazzi, di fisico molto simile, che tentano di diventare invisibili, ed è racconta da un terzo personaggio, del tutto diverso, fisicamente, dai due. Un racconto molto bello illustrato con grazia e imprevedibilità.

Sono estremamente significative le illustrazioni dell’artista messicano Jose Guadalupe Posada, scelte per decorare una piccantissima salsa chiamata “Fruta del Diablo“.
Bello vedere in marketing attingere dalla creatività di artisti, soprattutto se non sempre i soliti. In questo caso, inoltre, è presente anche una componenete di recupero, essendo gli originali di quei teschi dalla bocca rovente stati concepiti per delle incisioni su legno due secoli fa.
Non c’è alcun dubbio che la Moxie Sozo, la ditta produttrice della Fruta in questione, si sia distinta da qualunque concorrente con questo packaging d’arte e, al tempo stesso, memento mori (almeno se ne mangiate troppa).
Continua a leggere: L'etichette d'arte di una salsa piccante messicana: La Fruta del Diablo

Apre ufficialmente oggi a Roma, negli spazi della Redazione di Fefè_Biblioteca Ied l’allestimento dedicato all’artista israeliano Hanoch Piven. Nato nel 1963 in Uruguay e residente a Barcellona, Piven si è fatto conoscere come illustratore e caricaturista per riviste americane ed europee come Newsweek, Rolling Stone, The Times, Der Spiegel.
Si tratta di grande retrospettiva che raccoglie il meglio della produzione di questo artista mixed-media. Dai libri per bambini ai famosi ritratti di personaggi famosi (come Woody Allen, Ronaldinho, Obama e Homer Simpson), realizzati con ironia, pieni di colore e di sollecitazioni per lo sguardo. La mostra, visitabile fino al 2 aprile, è l’occasione per presentare il nuovo spazio di Fefè Project, la piattaforma creativa che edita l’omonima rivista, giunta al numero 11.
Un’attività intensa la sua, in giro per il mondo a realizzare workshop e laboratori creativi con i bambini. Tra alcuni mesi per la prima volta la sua produzione entrerà in un museo americano, a Los Angeles, con la mostra Making Faces.