Inaugura venerdì 26 febbraio a Palazzo Strozzi di Firenze Uno Sguardo nell’Invisibile, un percorso che prende le mosse dall’intuizione metafisica di De Chirico. In un pomeriggio dei primi del novecento in Piazza Santa Croce a Firenze, il pittore ebbe quella visione che avrebbe condensato ne L’enigma di un pomeriggio d’autunno (1909-1910).
La mostra passa in rassegna quei pittori che James Thrall Soby definì after Picasso. Lasciata per un istante da parte la ricerca nel campo della forma, della luce e del movimento, la nuova pittura si nutriva di quella radice letteraria, filosofica, concettuale e fantastica scoperta da De Chirico. Accompagnano De Chirico René Magritte (La condizione umana, Il senso della notte, La chiave dei sogni), Carlo Carrà (Il gentiluomo ubriaco, L’ovale delle apparizioni, Il figlio del costruttore), Giorgio Morandi, Max Ernst (Oedipus Rex, Visione notturna della Porta Saint Denis), Balthus, Arturo Nathan, Pierre Roy, Alberto Savinio, Niklaus Stoecklin.
Curato da Paolo Baldacci, Guido Magnaguagno e Gerd Roos, il percorso si presenta come uno dei più grandi appuntamenti espositivi della primavera (oltre 100 le opere in mostra), visitabile fino al 18 luglio 2010. Assieme alla mostra su Caravaggio e i Caravaggeschi, Firenze ritrova finalmente la sua passione per l’arte moderna.
« Durante un chiaro pomeriggio d’autunno ero seduto su una panca in mezzo a Piazza Santa Croce a Firenze. Non era certo la prima volta che vedevo questa piazza…
Uno Sguardo nell’Invisibile - Palazzo Strozzi Firenze




Continua a leggere: Uno Sguardo nell'Invisibile. De Chirico, Max Ernst, Magritte a Firenze

Dal XVI secolo ad oggi i territori degli indios (indiani d’America) sono stati oggetto di furto e distruzione ad opera dei colonizzatori. Fra gli abitanti di queste terre ci sono i Tairona, popolazione di Santa Marta, zona montuosa e innevata nella Sierra Nevada, costretta a migrare con l’arrivo dei conquistadores: gli indigeni Kogui, Wiwa, Arhuaco (Ijka, Ifca) e Cancuamo sono i loro probabili discendenti.
Il progetto “Jumeleizhi - Recovering the Ancestral” è toccante. Sotto la guida dei Tairona Mamos, massime autorità spirituali della Sierra Nevada, i discendenti delle popolazioni indigene stanno cercando di riequilibrare il passato e i torti subiti: in senso ecosistemico e simbolico. Non si tratta di punire “l’uomo bianco” (the Yungers Brothers, come ci chiamano), quanto prendere coscienza che è necessario per il “bene” di entrambi ristabilire un equilibrio spezzato. Il discorso di Mama Pedro Juan riportato sul sito ne è una vivida testimonianza.
In quest’ottica i promotori di Jumeleizhi lavorano congiuntamente per restituire alle popolazioni autoctone oggetti di arte spesso sacri saccheggiati e sparsi in musei, gallerie e collezioni private. Grazie a questo lavoro alcuni oggetti sacri sono stati restituiti ai Mamos a Santa Marta proprio a febbraio: l’evento è stato celebrato con una cerimonia, mentre fra il 19 e il 21 febbraio Cluj (Romania) una prima expo’ di E-Tribal Art ha è stata realizzata con l’obiettivo di raccontare la storia dei Tairona.
Partecipare a Jumeleizhi è possibile attivandosi in molti modi attraverso la piattaforma: trovate qui tutte le principali indicazioni per avviare la collaborazione.
La notizia è trapelata proprio in questi giorni. Montepulciano, lo splendido borgo medievale situato a sud-est di Siena, ospiterà dal 24 aprile prossimo un grande evento espositivo dedicato ai macchiaioli.
L’appuntamento propone molti dipinti inediti provenienti da collezioni private. Più di cento opere con cui seguire, attraverso i Macchiaioli, un periodo storico di fondamentale importanza per l’Italia, quello che va dall’Unità d’Italia agli anni ‘20 del novecento.
Spazio ai grandi nomi e agli autori meno conosciuti (Fattori, Signorini, Lega, Gelati, Abbati, Borrani, Cabianca, Gioli, Boldini, Cannicci, Cecconi, Adolfo Tommasi, Nomellini) per una mostra che si lega indissolubilmente al territorio che la ospita. Montepulciano offre la bellezza della Val di Chiana, il paesaggio protetto dall’Unesco della Valdorcia, la gioia del Vino Nobile e, in estate, l’eccezionale appuntamento con il Cantiere d’Arte Inernazionale, un grande simposio dedicato alla musica e alle arti performative che va in scena da più di trent’anni ormai.
I Macchiaioli a Montepulciano (la mostra sarà presentata ufficialmente questo sabato 20 febbraio) sarà visitabile per tutta l’estate, fino al 24 settembre 2010, al Museo Civico - Pinacoteca Crociani e nelle attigue Logge della Mercanzia.
Per cominciare devo ammettere di non essere un grande esperto di ‘queer art’. Quello che so è che è sempre stata forte ed importante la presenza di artisti omossessuali, dagli albori dell’arte, fino alla scena internazionale contemporanea (Andy Warhol, Keith Haring, Robert Mapplethorpe, solo per fare qualche nome).
Con queste premesse non potevo mancare di segnalarvi la prossima edizione dell’Internazionale d’arte LGBT, che si svolgerà in parallelo al Torino LGBT Film Festival. Dal 15 aprile al 15 maggio Torino ospiterà i lavori di artisti selezionati attraverso un bando pubblico. “Sono come sono” (questo il claim di quest’anno) chiama a raccolta artisti “che vogliano mettersi in discussione, disfare il concetto di genere”. Il bando, promosso dall’Associazione Koinè in collaborazione con la Fondazione Artèvision ed AV Art Gallerie, è aperto fino al 28 febbraio 2010.
L’aspetto partecipativo del concorso di idee e la mission stessa della mostra - promuovere una coscienza civile e una sensibilità verso le tematiche gay e transgender, fanno dell’Internazionale LGBT un evento da tenere in considerazione, che non mancherà di includere, a fianco di nuove proposte, artisti il cui valore è già riconosciuto. Per il programma e maggiori dettagli, vi rimandiamo alle prossime settimane su queste pagine. Stay tuned!

Come sapete lo scorso weekend mi trovavo a Berlino per Transmediale 10 e come sapete negli stessi giorni si svolgeva il festival The Influencers: scelte complicate che spesso vengono decise daeel prenotazioni aeree e purtroppo non ho ancora il dono dell’ubiquità.
Saranno questi un sabato e una domenica all’insegna del reportage (a seguire arriveranno i pezzi di Transmediale), del racconto vivo di un evento che rimane forse il documento più prezioso di un lavoro giornalistico. Grazie a Luca Lo Coco, che ha acconsentito a rispondere ad alcune mie domande, ecco dunque un racconto vivido e brillante della tre giorni di Barcellona: lo ringraziamo anche per le gli scatti che ci ha generosamente regalato.
Detto ciò, prima di lasciarvi alle sue parole, mi sento di dover fare una parentesi: conoscevo il lavoro di Luca tramite la piattaforma QuitMag, ma questa intervista mi ha colto un po’ di sorpresa. Vengo infatti a sapere che Luca è coinvolto in una diatriba legale a causa di un suo lavoro, che va avanti dal 2007 e che si concluderà nel 2010, come leggerete nelle presentazioni: cercheremo eventualmente di saperne di più di questa storia.
Intanto buona lettura.
The Influencers 2010 by Luca Lo Coco




Continua a leggere: The Influencers 2010: intervista/reportage con Luca Lo Coco

Pittore, disegnatore, incisore e scultore, Albert Müller, morto prematuramente all’età di 29 anni (1897-1926), viene considerato uno dei principali esponenti dell’Espressionismo made in Swiss.
Müller ha ricevuto la sua prima formazione artistica nella sua città natale, a Basel, in uno studio di pittura e lavorazione del vetro. La sua pittura si fece presto ammaliare dai colori luminosi, che divergono fortemente dai toni dark tipici dei pittori della zona.
In sette anni di carriera Müller ha prodotto una rapida successione di paesaggi e di variazioni sul tema della figura umana, spesso utilizzando la sua famiglia come modello.

Giacomo Balla pittura dinamica = simultaneita’ delle forze sarà inaugurata giovedì 11 febbraio presso la Galleria F. Russo di Roma. Una mostra per indagare intorno al Manifesto del Colore, uno scritto sull’utilizzo del colore nella pittura d’avanguardia, pubblicato da Balla il 4 ottobre 1918 all’interno del catalogo di una mostra alla Galleria Bragaglia di Roma. Il testo analizza il ruolo del colore nella pittura d’avanguardia.
Curata da Elena Gigli, la mostra sarà visitabile fino al 6 marzo e raccoglie una ventina di opere realizzate tra gli anni ’10 e gli anni ’20, provenienti da Casa Balla. Il pittore aveva cominciato col bianco e nero e dopo la guerra era passato al colore, tanto da definirne i sette punti nel Manifesto del Colore:
1. Data l’esistenza della fotografia e della cinematografia, la riproduzione pittorica del vero non interessa ne’ può interessare più nessuno.
2. Nel groviglio delle tendenze avanguardiste, siano esse seni-futuriste o futuriste, domina il colore. Deve dominare il colore poiché privilegio tipico del genio italiano.
3. L’impotenza coloristica e il peso culturale di tutte le pitture nordiche, impantanano eternamente l’arte, nel grigio, nel funerario, nello statico, nel monacale, nel legnoso, nel pessimista, nel neutro o nell’effeminatamente grazioso e indeciso.
Continua a leggere: Il Manifesto del Colore di Giacomo Balla a Roma

KORF è un collettivo transmediale di artisti formato da Tingis (Giuseppe Cirrito), ManUel BOzzo, Emanuele Giannelli e Stefano Daveti (con Pixel, Mario Pischedda). Dal 13 febbraio saranno al Camec di la Spezia a presentare Arte Avanzata, a cura di Mara Borzone.
L’intervento si concretizza in una grande installazione collocata al piano terra del centro, che utilizza oggetti mai adoperati: catalogati, imbustati, codificati e collocati in espositori. Il risultato è la scaffalatura di un piccolo supermercato impossibile, dove sono esposti in vendita oggetti inutilizzati e per questo tristi. Componenti meccaniche ed elettroniche, apparecchiature obsolete e materiale bellico, insieme ad un’installazione audiovisiva anch’essa realizzata con suoni ed immagini di recupero. Il risultato è uno sforzo utopico e antiminimalista di rappresentare l’eccesso e l’abbondanza dei consumi.
In due salette laterali sarà collocata l’installazione Ricostruendo il cronovisore di Candida TV che riflette sull’esperienza di questa Telestreet romana e sull’uso indipendente degli strumenti di comunicazione.
Dopo la mostra dedicata ad Alan Rankle e Kirsten Reynolds, aprirà il prossimo 25 marzo alla Fondazione Stelline una collettiva curata da Giorgio Verzotti sul tema dell’essenzialità nella pratica artistica.
50 le opere in mostra, e i nomi degli artisti non lasciano dubbi sulla “semplicità” dei lavori: da Richard Long a Niele Toroni, da Alberto Burri a Lucio Fontana, da Tony Cragg a Bruce Nauman, da Grazia Toderi a Luca Trevisani. Semplicità nelle relazioni e nei significati, semplicità nei materiali e semplicità nell’approccio creativo caratterizzano da sempre i percorsi degli artisti in mostra, ma le loro opere presentano sicuramente una complessità che emerge nel loro lato concettuale e nella reazione emotiva dello spettatore.
Sulla carta, un’esposizione necessaria e più che interessante, in tempi di espressioni artistiche spesso forzatamente complesse e incomprensibili alla maggior parte del pubblico. Inaugurazione il 24 marzo alle ore 18.30, mostra aperta fino al 20 giugno.

Il 23 febbraio la Galleria MondoPop di Roma presenta Urban Superstar Suite part III, la terza ed ultima parte di un progetto espositivo nato in collaborazione col Madre, che ha portato al museo di Napoli gli artisti della galleria nella primavera del 2009.
In esposizione un buon numero di voci da tutto il mondo: Tokidoki, creatore di una propria linea di abbigliamento e di toys, lo street artist americano Bigfoot e la pittura new pop-espressionista della parigina Zelda Bomba. Poi due nomi storici dell’Urban Art, la marchigiana Allegra Corbo, AlePOP, Scarful, Cesko e Camilla Falsini con Giò Pistone del collettivo artistico Serpeinseno.
La mostra, curata da David Vecchiato, sarà visitabile fino all’8 maggio.
Urban superstar suite part 3




