mercoledì 17 marzo 2010

A Genova, Isole mai trovate

pubblicato da michele in: Installazioni Video Fotografia Performance Musei Mostre

Isole mai trovate, Michelangelo Pistoletto

Fino al 13 giugno, palazzo ducale di Genova si riempie di arte contemporanea. “Isole mai trovate” è una mostra dal titolo concettuale: le isole sono quegli spazi in cui gli artisti vivono rappresentando la loro poetica. Dunque, la mostra è un contenitore metaforico che può contenere tutto. E vi si trovano molti artisti che rivestono un ruolo importante nell’arte dell’ultimo decennio.

A partire da Michelangelo Pistoletto, che concepisce la sua isola come un labirinto, anche se di carta (vedi la foto sopra); o l’isola che guarda al futuro con pessimismo, quella di Anselm Kiefer, un buco nero che sta per inghiottire una barca che naviga su una coltre di materia; ma ci sono anche le isole di Marina Abramovic, Louise Bourgeois, Tony Cragg.

Una mostra strana, perché se è vero che propone delle opere veramente interessanti, ha anche un che di pretestuoso, e proprio nel concetto fondante di isola creativa, luogo e spazio individuale dell’artista. O forse, questo, è un merito?

Isole mai trovate

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martedì 16 marzo 2010

Cosas Humanas. José Molina alla Fondazione Mudima

pubblicato da nabis in: Musei Artisti


Josè Molina, artista madrileno (1963) che lavora in Italia, torna alla Fondazione Mudima di Milano, che già aveva ospitato la sua personale, Predatores, nel 2006. Inaugura martedì 23 marzo (h 18:30) Cosas Humanas, a cura di Claudio Composti.

Tra naturalismo e surrealismo Molina disegna mondi fantastici che a volte contengono una possibilità, uno statuto di realtà. Proprio su questo procedimento spiazzante, che impedisce di distinguere chiaramente tra realtà e finzione, si gioca la forza delle sue visioni. Disegni, dipinti, schizzi e grafiche colorate, realizzate con la massima libertà espressiva. Matita, china e ago, bic e matita colorata, olio su tavola, grafite, pastello, non c’è limite alla sperimentazione a livello tecnico.

La tensione è quella tipica e necessaria di chi viaggia all’interno della propria anima, consapevole delle risorse e dei dubbi, le enormi paure a cui può andare incontro. C’è la vita dentro, incessante riproposizione di una linea familiare, la forza di varcare dimensioni e fermarsi a guardare senza bloccare la fantasia, per imparare e riportare qualcosa indietro. La mostra resterà aperta fino al 9 aprile.

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lunedì 15 marzo 2010

Robert Kuśmirowski alla Galleria Civica di Trento

pubblicato da nabis in: Musei Artisti Mostre


La Fondazione Galleria Civica di Trento presenta la prima personale dell’artista polacco classe 1973 Robert Kuśmirowski. L’artista unisce, sul piano concettuale, i suoi pensieri sulla nostra esperienza della realtà e della storia, al ruolo della memoria e dell’immaginazione. Si parte da un accurato lavoro di documentazione, all’interno del quale assume grande importanza il ruolo dei sensi sui documenti di origine. Ne nascono stimoli, attraversamenti, che l’artista presenta al pubblico ricomponendo luoghi ibridi, che corrispondono al punto di incontro tra l’autentico e la copia.

Due disegni (immagini digitali di antiche stampe) e due installazioni: P.A.P.O.P. (2010), un lavoro realizzato in Belgio, di cui è esposta una versione sostanzialmente modificata, la replica di un grande computer analogico degli anni ‘60; Cosmorama (2010), una nuova installazione espressamente concepita per la Fondazione: una scatola delle meraviglie che porta il pubblico in un viaggio nel tempo e nello spazio.

Una sorta di terra di mezzo, incastrata tra verosimiglianza e reinvenzione, i cui abitanti sono persi in un tempo che comunque ci appartiene, perché fa parte parte della memoria collettiva. A livello pratico, Kuśmirowski costruisce tutti gli elementi che formano le sue opere con le mani nude e poi li assembla con altri oggetti di diversa natura e origine. In ogni opera l’artista lascia alcune tracce del suo lavoro, che rivelano la finzione su cui il suo fmeccanismo si basa. Ne esce una realtà, che si fonda anche e soprattutto su meccanismi fantastici ed esplora le potenzialità dei processi di demistificazione dell’arte.

[Nella foto, Robert Kusmirowski, Bunker, 2009. The Curve, photo: Alistair Ramsay. Courtesy Barbican Art Gallery]

giovedì 11 marzo 2010

"Mito e bellezza" a palazzo ducale di Lucca

pubblicato da michele in: Pittura Scultura Musei Artisti Mostre

Mito e bellezza a Lucca

Proseguirà fino all’11 aprile, e non fino al 7 marzo, come previsto, la mostra “Mito e bellezza” a palazzo ducale di Lucca. La mostra, dopo aver girato Parigi e Roma, è giunta a Lucca con i suoi oggetti preziosi, testimoni del rapporto tra Napoleone e Emile Maurice Hermès, inventore della celebre casa di moda. Si tratta di un’esposizione che concede poco (o nulla) al vezzo, ma intende indagare i reali rapporti tra i due.

E sono stati rapporti molto stretti, a quanto pare: ad essere esposti saranno gli oggetti preziosi e le opere d’arte del periodo imperiale direttamente ispirate alla figura e al clima culturale napoleonico. Non solo, dunque, i quadri di Alexandre Sauerweid e di Pierre Marinet, ma anche i piatti dell’imperatore realizzati dalle celebri manifatture di Sèvres.

E non potevano mancare i foulards che Hermès inventò prendendo spunto dal fazzoletto da collo indossato ancora oggi dai soldati, e che nel tempo è diventato un’icona degli accessori femminili. 900 metri quadri di esposizione per ripercorrere opere d’arte, moda, e storia tra le sale di uno splendido palazzo.

Mito e bellezza a Lucca

Mito e bellezza a Lucca Mito e bellezza a Lucca Mito e bellezza a Lucca

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mercoledì 10 marzo 2010

A Torino, l'arte Rājpūt

pubblicato da michele in: Pittura Musei Artisti Mostre

l'arte Rājpūt

Circa 150 minature, dal 12 marzo al 6 giugno, orneranno le sale del Mao (Museo di arte orientale) di Torino. Si tratta della collezione Ducrot, che raccoglie dei preziosissimi a tempera su carta risalenti a un periodo compreso tra il XVII e il XIX secolo, quando nell’area nord-occidentale e centrale del sub-continente indiano la resistenza dei principi indiani Rājpūt si contrappose all’impero musulmano Mugal.

Si tratta di un patrimonio inestimabile: questa tecnica è erede della tradizione religiosa dei testi miniati, una delle più raffinate tra quelle orientali. Tratti netti, campiture di colore, una iconografia classica e ben definita mettono in scena soggetti della tradizione religiosa indiana. Un modo per immergersi nella tradizione di un popolo antico attraverso la bellezza delle sue arti e della cultura.

Infatti, non si apprezza soltanto la tecnica o la fattura delle miniature, ma ciò che ci esse ci possono restituire dei costumi e delle credenze religiose di questo popolo: i loro modi di produrre musica, i testi poetici, la vita di corte: tutto è filtrato attraverso l’eleganza e la semplicità formale di queste composizioni pittoriche.

A Torino, l’arte Rājpūt

l'arte Rājpūt l'arte Rājpūt l'arte Rājpūt

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martedì 09 marzo 2010

Ripensare il Guggenheim

pubblicato da nabis in: Digital Art Architettura Musei

Fondato nel 1959 a New York il Frank Lloyd Wright- Guggenheim Museum è stato progettato per divenire esso stesso fonte di ispirazione per l’invenzione, lanciando la sfida ad artisti ed architetti: reagire al suo design eccentrico ed organico. Soprattutto la parte centrale della rotonda, vuota, ha stimolato installazioni e progetti site-specific, ispirando opere indimenticabili di autori come Matthew Barney, Cai Guo-Qiang, Frank Gehry, Jenny Holzer e Nam June Paik.

Per il cinquantesimo anniversario della sua costruzione, il Guggenheim ha invitato circa duecento tra artisti, architetti e designer a proporre interventi immaginari per la mostra Contemplating the Void: Interventions in the Guggenheim Museum, organizzata da Nancy Spector, vice direttore e Chief Curator, e David Van Der Leer, assistant curator per l’Architettura e Design. Tra i progetti visionari in mostra fino al 28 aprile 2010, merita sicuramente una segnalazione quello dell’Olson Kundig Architects di Seattle, Helixmart.

In un futuro (2060) reso problematico dalla sovrappopolazione, in cui ampie fasce della popolazione soffrono la fame o vivono sotto la soglia di povertà, lo spazio del museo rappresenta un nuovo vuoto urbano, in netto contrasto con l’ambiente circostante. Così i venditori con le loro bancarelle cominciano a riempirlo, il bestiame transita e il museo è riconquistato nel suo valore di spazio coperto. Si produce energia con fonti rinnovabili e un mulino a vento, raccogliendo l’acqua piovana in un serbatoio, riutilizzando i rifiuti come fertilizzante. Il nuovo Guggenheim è il mercato di Central Park, invaso dalle piante.

Olson Kundig Architects - Helixmart
Olson Kundig Architects - Helixmart

lunedì 08 marzo 2010

Art@network, collettiva di arte telematica al MLAC

pubblicato da penelope.di.pixel in: Net Art Musei Mostre

mlac

Parte domani 9 marzo la collettiva Art@network a cura di Serena Pisano. La mostra, realizzata presso il MLAC (Museo Laboratorio di Arte Contemporanea) dell’Università di Roma La Sapienza, ospita numerose opere di net.art visitabili online, alcune istallazioni riprodotte in locale e una serie di video ricostruendo attraverso gli autori le principali fasi della net.art e del media hacktivism dagli anni ‘90 ad oggi.

La selezione degli artisti è significativa: Roy Ascott, Maurizio Bolognini, Chaos Computer Club, Vuk Cosic, GMM, Jaromil, Jodi, Olia Lialina, Mark Napier, Claudia Quintieri, Alexei Shulgin, Strano Network, Tommaso Tozzi, Ubermorgen.

Art@network sarà aperta al pubblico fino al 26 marzo 2010.

venerdì 05 marzo 2010

A Napoli apre il Museo del '900

pubblicato da nabis in: Pittura Musei Artisti


Apre ufficialmente oggi venerdì 5 marzo a Castel Sant’Elmo, Novecento a Napoli (1910 / 1980) – Per un Museo in progress. Pittura, scultura e sperimentazioni grafiche, vanno a comporre il nuovo Museo con 170 opere realizzate da 90 artisti napoletani e alcuni forestieri.

Opere
provenienti dalla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, dal Museo d’Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto, donazioni e opere in comodato. L’allestimento è curato da Angela Tecce e Nicola Spinosa e si snoda attraverso diverse sezioni: la Secessione dei ventitré (1909); il primo Futurismo a Napoli (1910-1914); il movimento dei Circumvisionisti e il secondo Futurismo (1920 - 1930); il secondo dopoguerra (1948-1958); il Gruppo Sud; il Neorealismo, il gruppo M.A.C.; l’Informale e il Gruppo ’58.

Una sezione a parte è dedicata agli anni Settanta, con le sperimentazioni della poesia visiva e i suoi risvolti sociali. L’ultima parte dell’allestimento si confronta invece con la contemporaneità più prossima, a partire dai segni lasciati negli anni ‘80. Tra gli artisti in mostra ricordiamo: Enrico Baj, Tommaso Marinetti, Giovanni Brancacci, Edoardo Pansini (nella foto), Edgardo Curcio, Edoardo Giordano (Buchicco) e davvero molti altri. Artisti maggiori e minori, ma soltanto nella fama, che non hanno nulla da invidiare per poetica e stile ai grandi maestri del ‘900. Un Museo che dà nuova linfa alla città di Napoli e finalmente spazio a tante voci che rischiavano di essere dimenticate.

Foto in galleria di Luciano Pedicini, via Civita

Il Museo del ‘900 a Napoli
Il Museo del '900 a NapoliIl Museo del '900 a NapoliIl Museo del '900 a NapoliIl Museo del '900 a NapoliIl Museo del '900 a NapoliIl Museo del '900 a NapoliIl Museo del '900 a NapoliIl Museo del '900 a NapoliIl Museo del '900 a NapoliIl Museo del '900 a Napoli

giovedì 04 marzo 2010

Gli sconti per la festa della donna

pubblicato da michele in: Musei Mostre NEWS

Festa delle donne

Ecco la nuova proposta del ministero per i beni e le attività culturali in occasione della Festa della donna, lunedì 8 marzo: sabato 6 e domenica 7 le donne potranno accedere gratis ad alcuni musei (la lista completa la trovate qui). I siti e i musei coinvolti nell’inizativa sono quelli a carattere comunale o statale (quindi, sono escluse le numerose e interessanti mostre che ci sono in questo periodo, una tra tutte quella di Lichtenstein in Triennale).

Non mi stancherò mai di dire quanto demagogiche e inutili siano queste iniziative, che servono più a lustrare la reputazione e l’operato di chi le promuove piuttosto che a incentivare seriamente gli italiani a frequentare i musei. Tant’è, e dunque accontentiamoci. Ma è chiaro che non si sensibilizzano le persone all’arte con queste iniziative sporadiche (ne ho parlato anche qui e qui).

mercoledì 03 marzo 2010

Medvedev e Sarkozy visitano in anteprima la mostra di arte sacra russa al Louvre

pubblicato da Giovanni De Stefano in: Pittura Musei Mostre


Dopo il dovere, il piacere. Anche a Parigi. Un piacere insolito, per due capi di stato, almeno secondo la tendenza italiana. Al termine di un importantissimo incontro fra Nicolas Sarkozy e il Presidente russo Dmitry Medvedev, i due si sono rivolti alle bellezze del Museo del Louvre per la parte più informale della giornata.

In particolare, sono state delle antiche icone (alcune, con 1000 anni di storia alle spalle) ad interessare Medvedev. Di norma, il martedì il Louvre è chiuso, e dunque ieri è stato aperto appositamente per i due uomini di stato. Per loro, l’anteprima della grande mostra di arte sacra proveniente dalla Russia: “Sainte Russie“, che aprirà il 5 marzo.

La mostra è stata accuratamente messa insieme raccogliendo preziosi stralci della produzione dell’arte cristiana ortodossa, fra monasteri e chiese di tutta la Russia. Sono presenti anche opere quattrocentesche di Andrei Rublev, considerato uno dei massimi produttori di icone.

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