Fino al 13 giugno, palazzo ducale di Genova si riempie di arte contemporanea. “Isole mai trovate” è una mostra dal titolo concettuale: le isole sono quegli spazi in cui gli artisti vivono rappresentando la loro poetica. Dunque, la mostra è un contenitore metaforico che può contenere tutto. E vi si trovano molti artisti che rivestono un ruolo importante nell’arte dell’ultimo decennio.
A partire da Michelangelo Pistoletto, che concepisce la sua isola come un labirinto, anche se di carta (vedi la foto sopra); o l’isola che guarda al futuro con pessimismo, quella di Anselm Kiefer, un buco nero che sta per inghiottire una barca che naviga su una coltre di materia; ma ci sono anche le isole di Marina Abramovic, Louise Bourgeois, Tony Cragg.
Una mostra strana, perché se è vero che propone delle opere veramente interessanti, ha anche un che di pretestuoso, e proprio nel concetto fondante di isola creativa, luogo e spazio individuale dell’artista. O forse, questo, è un merito?

Il castello di carte da gioco più grande del mondo lo ha realizzato un architetto americano. E’ fatto di 218.792 carte e riproduce in scala il Venetian Macau, il casinò cinese in cui è esposto.
Bryan Berg ha usato ben 4.051 mazzi di carte e 44 giorni per riuscire nella sua impresa, che è subito entrata nel Guinness dei primati ufficiale.
Nel video dopo il continua potete ammirare Bryan alle prese con un’altra delle sue imprese in giro per il mondo: un filmato di video art in stop motion, naturalmente realizzato con carte da gioco.
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NODE FEST 2009 FORTE PRENESTINO from node fest on Vimeo.
Arriva alla sua terza edizione Node Fest, un festival itinerante dedicato alle arti elettroniche e digitali che per il 2010 si proietta in una dimensione internazionale di ampissimo respiro, attraversando tre caapitali suggestive e molto diverse fra loro: Parigi (20/21 marzo), la “ville lumiére”; Istambul (3/4 aprile), la “porta d’oriente”; Roma (16/17 aprile), la “città eterna”.
Node Fest è il principale prodotto di Trauma Studio, un collettivo e al contempo uno spazio-laboratorio che si rivolge ad artisti, tecnici e curiosi di arte digitale e performativa, produzione audio-video e musicale, nell’intento di incontrarsi, condividere saperi, sviluppare progetti e trovare/inventare gli strumenti necessari per realizzarli, dal punto di vista di chi ha scelto il l’open source, il peer-to-peer e il copy-left come alternativa culturale e politica di fare arte, informazione e cultura dal basso. Non a caso il festival è completamente autoprodotto, mantenendo costi di accesso al pubblico bassissimi (intorno ai 5 euro in totale).
Il programma prevede esposizioni e proiezioni, dj-sets e live-sets, performances e installazioni multimediali, a comporre un’esposizione collettiva fresca e dinamica, come potete vedere nel video-documentario che riassume i principali momenti dell’edizione 2009. A breve un’intervista in cui ci confronteremo con i promotori dell’iniziativa per capire insieme cos’è, come nasce e come si produce un progetto particolare come il Node Fest.
Una famiglia composta da tre persone e un capitone come animale domestico, una Bari infelice e archetipica che puzza di pesce. E l’arrivo di una nuora, inatteso, desiderato quanto fonte di scompliglio nel traballante equilibri domestico…
È questo lo scenario di “Furie di Sanghe” (letteralmente in barese “emorragie celebrali”), lo spettacolo teatrale, contemporaneo e fortemente performativo, prodotto dalla giovane compagnia Fibre Parallele che debutterà il 13 e 14 marzo presso il Teatro Palladium a Roma, dopo essere risultato fra i vincitori del bando Eti Nuove creatività.
Il video - bellissimo, secondo me - dà un’idea efficace dello spettacolo. La scenografia (essenziale), i volti degli attori e in particolare l’uso della lingua (uno strettissimo barese sincopato e tagliente) sembrano realmente capaci di emozionare e di parlare in modo vivo di una terra aspra, bella e contraddittoria come la Puglia: culturalmente un bel segnale da un sud che ha la forza di autorappresentarsi.

L’11 marzo, a partire dalle 18.30 a Torino un evento completamente gratuito all’insegna del remix: Freedom to Remix, promosso dai Magazzini Bresso con la direzione artistica del Piemonte Share Festival, si propone indagare temi come le libertà digitali e in particolare il diritto d’autore, così legati all’emergere e al consolidarsi della cultura di rete.
La serata si apre con la proiezione di Rip! A Remix Manifesto di Brett Gaylor. A seguire si avvicendano quattro dei maggiori nomi legati alla scena artistica torinese elettronica: Eniac (Fabio Battistetti) che ha redatto i contenuti extra del dvd Rip!, Pinguino (Alberto Moretti e Stefano Ame) con la loro commistione tra lirismo e elettricità, Fish and Chip 8bit (Gigi de Martino e Alessandro “FIL” Fileccia) con i suoni ridotti all’osso della musica a 8bit, e in chiusura Titta (storico Dj torinese) con i ritmi del clubbing.
Un evento fresco fra arte e pirateria, musica e diritto d’autore, proprio come lo sono gran parte delle opere prodotte dagli artisti digitali contemporanei e proprio come lo siamo noi, semplici utenti, scaricatori file, frequentatori di reti p2p, liberi diffusori e riutilizzatori di contenuti digitali.
Via | ToShare.it
Sarà con tutta probabilità un record la vendita che Christie’s New York realizzerà per un’opera dell’artista concettuale francese Yves Klein, risalente al 1960.
Si tratta di un’opera della serie “Anthropometrie” (la numero 93) intitolata “il Bufalo”. Valore stimato: 10 milioni di dollari. La messa all’asta avverrà l’11 maggio e l’attesa è tanta. E’ il secondo dipinto più grande della serie: 2,7 metri.
Il bufalo in questione è stato ottenuto usando il corpo nudo di una modella come pennello, intinto nel “blue Klein”, come da marchio di fabbrica del grande maestro francese.

Alzi la mano e lasci un commento chi di voi conosce i Cuochivolanti… Si tratta di uno strampalato gruppo di chef che promette di trasformare la vostra sala da pranzo nel ristorante più esclusivo della città.
Dall’11 al 14 marzo questa allegra banda organizza Play with Food - La scena del cibo, quattro giorni di arte, musica, performance, cibo e spettacoli, al Circolo dei Lettori di Torino. Un piccolo festival ricco di eventi, che si inserisce all’interno del Programma di Torino European Youth Capital 2010.
To play, giocare col cibo (proprio come si impedisce di fare ai bambini) e recitare, mettere in scena il cibo, nei suoi infiniti significati, fisiologici, comunitari, politici. Si passa quindi dai video-banchetti di Stefania Bonatelli, alla performance gastro-fotografica di Ivan Fantini e Valentina Bianchi. Poi la cucina sonora di Enrico Ascoli, i cibi viaggianti di Elena Pugliese e molto altro. Il programma dettagliato lo trovate a questo indirizzo.

Torna a Milano un festival unico nel suo genere in Italia. Uovo Performing Arts Festival 2010 è lieto di presentare le espressioni più curiose e innovative delle arti performative. L’attenzione è rivolta verso quegli artisti interdisciplinari e indisciplinati.
Uovo è quindi un progetto dentro alle discipline ma senza disciplina, un festival itinerante che va in scena dal 18 al 21 marzo in varie location di Milano (Teatro dell’Arte, Teatro Franco Parenti, la Triennale). Il concetto di performing arts spazia dall’arte, alla moda, al design e alla cultura del clubbing, che questa rassegna include e coinvolge, tenendo coome principale filo conduttore quello dell’ironia e della freschezza.
Si parte giovedì 18 marzo al teatro dell’Arte. Alle 19 e alle 21 Linda Fregni Nagler (I/SE) con Conscious/Unconscious - video loop e alle 21 con Gob Squad (D/GB), Super Night Shot (Italian premiere). Per il palinsesto completo potete seguire questo link di Facebook creato dagli organizzatori o aspettare che il programma definitivo appaia sul sito ufficiale. Esiste anche un videoblog dove vengono pubblicate anteprime degli artisti partecipanti.
photo Giuseppe Chico/Barbara Matijevic
by Julien Correc

Un grande happening cittadino per la città di Pisa. All’interno del programma TemporaneArte (che celebra il ventennale di Tuttomondo di Keith Haring) 26 artisti si esibiranno in un grande live painting alla Residenza Artistica, in via Francesco da Buti angolo Via Vespucci (vicino alla ex-stazione Leopolda), sabato 27 febbraio, dalle 11 alle 18.
TemporaneArte non è solo live painting, ma anche un grande dj set con contest di breakdance, che cerca di ricomporre la frattura tra arte e tessuto urbano. A livello curatoriale una scelta precisa, quella di utilizzare tre colori principali con cui creare le opere: il bianco, il nero e il rosso. Ecco i nomi dei live painter, per avere maggiori informazioni visitate questa pagina: Amina Barosi, Luca Batoni, Luna Colombini, Jacopo Da San Martino, EDFcrew, Liliana Giannecchini, Mirko Giannessi, Sara Lestini, Mauro Mandracchia, Ilenia Rosati, Raffaele Santalucia, Tommaso Santucci, Luca Scopetti, Caterina Siragusa, The Mammaluks.
La nuova Residenza Artistica per studenti, costruita secondo le ultime tecnologie dell’edilizia biosostenibile, indirà nel prossimo futuro un bando, per individuare l’artista che ne dipingerà la facciata principale.

Questo lunedì più di 100 uomini dal volto nascosto da maschere di colore bianco hanno attaccato e ferito una comunità di artisti di Beijing. Un fotografo di 39 anni che fa parte della comunità, Wu Yuren, ha dichiarato che 6 di loro sono stati ricoverati in ospedale per la gravità delle ferite ricevute.
Il motivo dell’aggressione - avvenuta tramite perlopiù mazze di ferro - sarebbe la resistenza degli artisti nei confronti dell’idea che lo spazio da loro gestito possa essere riassegnato a un complesso residenziale. Le maschere bianche sarebbero state inviate da chi vuole radere al suolo lo spazio, per poi costruirci sopra. Il giorno dopo, gli artisti che potevano permettersi di camminare sulle proprie gambe hanno manifestato in piazza Tiananmen, anche se rapidamente dispersi dalle forze dell’ordine.
Nonostante questo, l’artista cinese Ai Weiwei, che era presente alla dimostrazione, pur non facendo parte del collettivo, ha dichiarato:
“E’ stato istintivo, partecipare. Abbiamo fatto molto rumore e credo che la cosa avrà un grosso impatto”.