Dal 20 febbraio al 27 marzo, la galleria Mondo Arte di Milano, immersa nel caratteristico quartiere di Brera, proporrà una rassegna sui “Maestri del Novecento“. Nonostante questa denominazione, per una mostra, possa apparire troppo onnicomprensiva e vaga, in questo caso le circa 40 opere esposte sono tutte di grande qualità, e sono utili a tracciare dei percorsi nella storia dell’arte dell’ultimo secolo.
Tra le opere comprese in questa rassegna figurano infatti personaggi centrali nell’arte del novecento: si va da Andy Warhol a Mirò, da Giorgio de Chirico a Mimmo Rotella. In particolare, verranno esposte 10 opere su carta che Warhol realizzò tra il 1975 e il 1987 (anno della sua morte), alcune tele di de Chirico degli anni ‘50 e una serie di lavori di Mimmo Rotella dedicati a Marilyn Monroe. Non capita spesso di vedere tanti grandi artisti in un colpo solo…

Abdone Croff fu un mercante di Milano che trattava stoffe e arredi e costruì, tra il 1935 e il 1946, una curiosa collezione di opere d’arte e d’antiquariato, spesso accettate come pagamenti delle proprietransazioni. Senza nessuna conoscenza pregressa Abdone e la moglie Adele Guelpa svilupparono un notevole occhio estetico e si accaparrarono quadri di artisti come Giovanni del Biondo, Neri di Bicci, Bergognone, Annibale Carracci, Giuseppe Palizzi, Filadelfo Simi, Pietro Annigoni, Xavier e Antonio Bueno (nella foto in alto un loro lavoro), Giorgio De Chirico.
La collezione, donata alla città di Ivrea e gestita dalla Fondazione Gulpa, sarà visitabile presso la Fondazione Pietro Accorsi - Museo di Arti Decorative di Torino, fino al 30 maggio. Si tratta di una selezione di una ventina di opere, delle oltre sessanta che troveranno sede definitiva nel Museo Civico P.A. Garda di Ivrea. Molti anche gli eventi collaterali e gli incontri a margine della mostra.

Genova si prepara a dire la sua nell’ambito dell’arte moderna e contemporanea. Mediterraneo da Corot a Monet a Matisse andrà in scena dal 27 novembre 2010 al 1 maggio 2011 a Palazzo Ducale. Un appuntamento importante che ridà spinta all’arte nel capoluogo ligure, dopo l’exploit del 2004 quale Capitale Europea della Cultura.
Un notevole sforzo espositivo, che si concentra su un’ottantina di opere provenienti da musei e collezioni europee e americane. Circa ottanta dipinti, che tracciano un legame tra diverse generazioni di artisti, affascinati dalla linea dell’orizzonte del Mar Mediterraneo, i suoi colori e le sue luci.
La mostra viene promossa dal Comune di Genova, Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura e Linea d’ombra, con la cura scientifica di Marco Goldin.
Si parte dal Settecento, con il classicismo di Joseph Vernet e Hubert Robert, per passare alla scoperta del realismo e la poesia di Courbet e Corot. Tappa obbligata l’impressionismo di Monet, Ce’zanne, Renoir, poi le nuove strade tracciate da Van Gogh, Signac, Munch, i Fauves e Matisse, e poi Derain, Braque, Friesz, Dufy, Valloton, Soutine, Bonnard, fino a Nicolas de Stael, a metà del ‘900.
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La Canestra di Frutta, un famoso dipinto ad olio su tela realizzato tra il 1594 e il 1597 da Caravaggio, si sposterà dalla Pinacoteca Ambrosiana di Milano. Entrato nella collezione del cardinale Federico Borromeo nel 1607, da più di quattrocento anni si trova nella città meneghina.
Domani, lunedì 8 febbraio, verranno rimossi vetro e cornice e la tela verrà fotografata in altissima definizione. Partirà poi per Roma, dove dove dal 20 febbraio sarà visibile presso le Scuderie del Quirinale (della mostra vi abbiamo parlato qui).
La Canestra è l’unica delle due nature morte dipinte da Caravaggio giunta fino a noi. A livello simbolico rimanda ad elementi del culto di Cristo e della Passione. Su un piano più umano la sua posizione - in procinto di cadere - rapppresenta la vanitas umana e la brevità della giovinezza.
Di certo è famoso per ben altro, ma Lawrence Ferlinghetti, e questo in pochi lo sanno, è anche un pittore, e non dell’ultim’ora. Dal 26 febbraio al 25 aprile, al museo di Roma in Trastevere, infatti, si ripercorranno i 60 anni della carriera artistica (e qui intendiamo “pittorica”), del massimo ispiratore della beat generation.
Lawrence Ferlinghetti (classe 1919) è stato infatti il celebre fondatore della libreria City Lights di San Francisco, nata nel 1953, e due anni dopo l’ideatore dell’omonima casa editrice che ha pubblicato per prima, tra tutti, Jack Kerouac e di Allen Ginsberg.
L’irriverente poeta americano, dunque, presenterà a Roma una parte della sua produzione artistica: dalle prime esperienze che risalgono agli anni ‘50 (alcuni suoi quadri del tempo divennero le copertine dei suoi libri), fino a opere recentissime, risalenti a due o tre anni fa, dal carattere sociale, attento alla realtà o più meditativo.
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Pregio e Bellezza – Cammei e intagli dei Medici aprirà i battenti il 25 marzo nel Museo degli Argenti di Palazzo Pitti a Firenze. La mostra riporta alla luce alcune pratiche in voga presso le corti nel Rinascimento, come il collezionismo di gemme, che scatenò il fervore di nobili, papi, e cardinali, pronti ad elargire cifre da capogiro per accaparrarsi cammei e intagli.
Un fenomeno che sicuramente trovò uno dei suoi fondamenti nella maestria degli artigiani orafi e delle pietre preziose di Firenze, capaci di fantastiche incisioni su pietre dure. La collezione dei Medici, voluta da Cosimo, Piero e soprattutto Lorenzo de’ Medici, puntava a riscoprire gemme del passato, come il fantastico Sigillo di Nerone, una corniola con Apollo e Marsia, da cui molti letterati e artisti dell’epoca (Lorenzo Ghiberti, Donatello e Sandro Botticelli, per fare qualche nome), trassero ispirazione.
In mostra ci saranno quindi anche disegni di Leonardo da Vinci e Michelangelo Buonarroti ed un bellissimo quadro a tempera su tavola, Ritratto femminile, di Sandro Botticelli, proveniente dallo Städel Museum di Frankfürt am Main.
Pregio e Bellezza – Cammei e intagli dei Medici



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Si preannuncia di certo un’asta molto interessante quella che l’11 maggio, a New York (Christie’s International), cercherà di piazzare quattro dipinti di grandi maestri contemporanei, tutti appartenenti allo scrittore Michael Crichton, scomparso poco più di un anno fa.
Si tratta di un Jasper Johns (una delle sue celeberrime bandiere americane) di un Picasso, di un Robert Rauschenberg e di un Roy Lichtenstein.
Il valore totale dei 4 dipinti è stimato intorno ai 30 milioni di dollari. Il pezzo forte dell’asta, com’è prevedibile, sarà il Picasso. “Femme et Fillettes” è il titolo dell’opera in questione, che non ha ancora mai ricevuto una stima ufficiale.
Dal 10 febbraio al 5 aprile, Roma celebra il carnevale con una mostra dedicata ai costumi, alle usanze, alla tradizione di questa festività nella storia della pittura. Circa 90 opere, al Museo di Roma (Palazzo Braschi), ripercorreranno dei momenti salienti di quella che, fino alla fine dell’800, era considerata anche nella capitale una festa da esaltare con i colori che, oggi, contraddistinguono praticamente solo Venezia.
Tra gli artisti più rappresentativi per la città, figurano senz’altro Bartolomeo Pinelli e il figlio Achille, che con i loro acquerelli furono tra gli interpreti più famosi di questa festa. Ma la città di Roma, gemellata per il carnevale 2010 con Venezia, ha voluto proporre anche le opere di un pittore francese, Jean Louis Baptiste Thomas, grande frequentatore del carnevale romano.
Per l’occasione, verrà mostrato per la prima volta a Roma la “Donna-Gioiello”, l’abito scultura realizzato da Roberto Capucci nel 1984 e donato alla città di Venezia, un costume di estrema fantasia che verrà presentato insieme al bozzetto originale e ad altri disegni ispirati al tema.
Dal 28 marzo al 4 luglio il forte di Bard (Aosta) ospiterà le opere di due dei più interessanti protagonisti dell’arte contemporanea: il fotografo e filmmaker canadese Mark Lewis e il fotografo e scultore inglese David Tremlett. “Space Change”, il titolo della mostra, ben rende il carattere del lavoro di entrambi gli artisti.
David Tremlett è infatti intervenuto direttamente sugli spazi, o per meglio dire, sulle mura delle sale della Cannoniere: questi nuovi wall drawings sono realizzati con pastelli e pigmenti stesi a piene mani sulle pareti (questo è il suo stile, d’altra parte); per rendere omaggio al passato guerriero della fortezza, inoltre, è stato steso del grasso, successivamente graffiato per creare un effetto di usura, l’impressione di una lotta.
E sullo spazio lavora anche Mark Lewis: nel nuovo film che viene presentato ha sorvolato in elicottero questa magnifica zona, dando così un nuovo sguardo sulla grandezza di questa storica rocca; si potranno vedere, inoltre, altri suoi cortometraggi, come Algonquin Park, Early March, 2002, e Algonquin Park, September, 2001.
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In concomitanza con Arte Fiera, la galleria Oltre Dimore di Bologna presenta i lavori di Ewa Bathelier. La mostra “Parure et Absence”, visitabile fino al 6 marzo, l’artsita polacca espone al pubblico i suoi ultimi suoi lavori , ispirati chiaramente ai costumi nipponici e, in particolare, al kimono.
Attraverso la rappresentazione del kimono, la Bathelier mette in scena una sorta di esaltazione al negativo della femminilità: sempre inseriti su fondo neutro, i kimono lasciano nello spettatore il desiderio di completarli con una figura umana, mai riprodotta.
I lavori qui esposti fanno parte di un ciclo più ampio, denominato “Dresses”: abiti che sembrano ombre, che ammiccano più che definire, e che coi colori definiscono soltanto diverse tonalità di un’unic riflessione: sul corpo e la femminilità.