
Negli ultimi giorni il centro di Toronto (Canada) è andato riempiendosi progressivamente di una serie di episodi di street art dotati di un insolito “senso civico”.
Si tratta di semplici stencil colorati che contengono delle parole: onomatopee che segnalano un pericolo, perché compaiono sempre in presenza o in prossimità di una buca nell’asfalto, un’irregolarità nelle piste ciclabili: “OUCH!” “THUNK!” “OOF!” “YIPE!”.
Le scritte sono state “rivendicate” da un collettivo di artisti che si chiama, manco a dirlo, Urban Repair Squad.

Jason Polan ha 27 anni e una pazza idea: disegnare un ritratto di ogni newyorkese. Sono circa 8,3 milioni e, per fortuna, il ragazzo ha ancora del tempo.
Non gli sfugge nulla: né la vecchina che sfama i piccioni a Central Park, né tantomeno alcuno dei ragazzini che, perfidi come sanno essere, la deridono dietro la fontana. Il mangiatore di Burrito di Time’s Square; il ricco manager che sgrida la cameriera sulla Madison; la stessa cameriera che ne sparla in cucina.
Il bello è che Jason non fa distinzione fra semplici passanti e i tanti vip che riempiono Manhattan: ad esempio, l’altro giorno pare che abbia ritratto il comico Jerry Seinfeld mentre si grattava la testa da Burger King.
Come potete riscontrare sul blog ufficiale di questo ambizioso progetto, Jason è a circa quota 8300: mille volte tanto e avrà finito. Noi, per il momento, facciamo i migliori auguri al suo talento e alla sua dedizione. Sperando che non ci siano troppi doppioni: fatica sprecata. Una piccola nota: il suo tratto non somiglia molto a quello del nostro vignettista Vincino?

La casa sull’albero più bella del mondo si trova con ogni probabilità a Portland, nell’Oregon (USA) ed è opera di un architetto un po’ artista e un po’ mago, che di nome fa Robert Harvey Oshatz.
E’ stata costruita per una famiglia molto esigente in fatto di abitazioni sugli alberi, dei veri e propri “baroni rampanti” della provincia americama: i Wilkinson. Ci sono voluti 7 anni per realizzare le loro più ardite fantasie ma, come potete vedere nella gallery, il lavoro è stato davvero svolto a pennello.
Le strutture sono tutte studiate per armonizzarsi con la foresta circostante, per migliorare l’acustica degli uccellini, per aiutare nel riposo gli abitanti della casa. Non tutti possono permettersi una casa del genere ma, tra quelli che possono farlo, non tutti hanno il coraggio di inseguire i propri sogno come hanno fatto questi Wilkinson.
Continua a leggere: La casa "biologica" dell'architetto organico Robert Harvey Oshatz

Sono estremamente significative le illustrazioni dell’artista messicano Jose Guadalupe Posada, scelte per decorare una piccantissima salsa chiamata “Fruta del Diablo“.
Bello vedere in marketing attingere dalla creatività di artisti, soprattutto se non sempre i soliti. In questo caso, inoltre, è presente anche una componenete di recupero, essendo gli originali di quei teschi dalla bocca rovente stati concepiti per delle incisioni su legno due secoli fa.
Non c’è alcun dubbio che la Moxie Sozo, la ditta produttrice della Fruta in questione, si sia distinta da qualunque concorrente con questo packaging d’arte e, al tempo stesso, memento mori (almeno se ne mangiate troppa).
Continua a leggere: L'etichette d'arte di una salsa piccante messicana: La Fruta del Diablo

Cresce l’attesa per l’uscita dell’ultima versione cinematografica di Alice nel Paese delle Meraviglie. A vedere dal trailer, quella che ci proporrà Tim Burton sarà una storia magica dal punto di vista delle scenografie e degli effetti speciali.
Nel frattempo, un gruppo di artisti del Progetto Bau propone Facciamo Finta: Il Gioco di Alice, grafica, pittura, scultura articolate installazioni collettive. La mostra prenderà il via lunedi 8 Marzo (h 17) nello spazio MXM Arte Contemporanea a Milano (in Via dei Fontanili 20).
Il percorso espositivo presenta 61 artisti internazionali che rileggono l’universo simbolico e immaginifico ideato da Lewis Carroll in Alice nel paese delle meraviglie e Attraverso lo specchio. L’allestimento procede quindi attraverso tre macro-installazioni (che ripropongono altrettanti capitoli): un volo di carte da gioco, una grande partita a scacchi e la ricostruzione di un immaginario corpo di Alice.

I visitatori del Palazzo della Secessione di Vienna - appena uscito da un completo restauro - sono rimasti esterrefatti quando, appena calato il sole, hanno visto una vera e propria orgia prendere vita, in una speciale sezione del museo. Accanto a Klimt e a Schiele, amplessi non simulati per tutti.
Quell’ala espositiva si è trasformata in un set da porno sadomaso, con sedie ginecologiche, una sezione piena di specchi e, soprattutto, uomini e donne seminudi che si davano molto da fare per rispettare la commissione che era stata loro assegnata.
Sì, non si trattava di semplice esibizionismo o di vandalismo generico: il gruppo è un’idea dell’artista svizzero Christoph Büchel. Il quale ha pagato, per conto dello stato austriaco, 90.000 euro per far sì un’associazione culturale di amanti del sesso libero - l’Association of Sociable Revellers - si esibisse nello spazio pubblico assegnatole (aperto ai soli adulti, naturalmente). I politici austriaci sono in subbuglio, e la corsa per far chiudere subito quella sezione trova d’accordo quasi tutti il parlamento locale.
Continua a leggere: Sesso al museo nel Palazzo della Secessione di Vienna

Il Dipartimento di Stato americano ha scelto lo studio KieranTimberlake di Philadelphia come progettista per la sua nuova ambasciata di Londra.
L’architettura proposta dallo studio è un grande cubo di vetro trasparente, molto somigliante - a dire il vero - a un Apple Store.
I sostenitori di questa scelta sono entusiasti del suo tentativo arditissimo di “camouflage” (per dirla alla Lapo Elkann). In pratica, è concepito idealmente come una specie di fortezza, con tanto di fossati intorno. Un simbolo di difesa contro il terrorismo, secondo gli stessi sostenitori. L’edificio del 1960 nella centralissima Grosvenor Square che questo cubo andrà a sostituire, almeno da qualche uscita secondaria, grida vendetta.

A maggio, come forse non tutti sanno, si terrà a Londra una straordinaria parata di elefanti in plastica: la London Elephant Parade.
250 elefantini-scultura che saranno personalizzati da altrettanti artisti, il tutto per raccogliere fondi da destinare alla tutela dell’elefante indiano. Quello vero.
Nel video dopo il continua, guardiamo insieme il dietro le quinte della creazione di Phoolan, l’elefante frutto della creatività di Carrie von Reichardt, The loving Mr Spunky ed Eugene Eebrill.
Continua a leggere: Un'anteprima della London Elephant Parade
Vi avevamo parlato delle scarpe di Andy Warhol, riprodotte in serie limitata da Ferragamo, poi la serie che Tommy Hillfiger ha creato con i quadri di Keith Haring, oggi vi voglio presentare un’intera linea di vestiti dedicata ai lavori di Andy Warhol e prodotta da Pepe Jeans London. Ogni singolo capo ha naturalmente ricevuto l’avallo della Andy Warhol Foundation.
Per quanto riguarda i prezzi, il pezzo più abbordabile è un cappellino invernale modello ‘ciuccia’ venduto a 70 euro. Una cintola ne costa 105. Le t-shirt, molto belle, partono da 140 euro, mentre per i jeans (che sinceramente non mi fanno impazzire) ce ne vogliono addirittura 330.
Oltre a Pepe jeans nel 2008 era stata la stilista Diane Von Furstenberg a presentare alcuni abiti che riproducevano le textures warholiane e nel 2007 il marchio Hysteric Glamour. Dopo il salto potete vedervi il video di una presentazione della collezione di Pepe Jeans per Andy Warhol.

Così giuro di non averla mai vista. L’artista brasiliano Vik Muniz ha deciso di riprodurre la Gioconda usando lo zucchero caramellato, e questo che vedete è il risultato. Quest’opera, come tante altre di Muniz, sarà esposta niente meno che al museo Oscar Niemeyer di Curitiba, nel Paranà, in una mostra che fino al 7 marzo cercherà di fare il punto sulla sua produzione artistica.
E Muniz non è nuovo a queste provocazioni, o meglio, a questi “divertissement”. Altre sue opere sono un ritratto di Liz Taylor realizzato con diamanti, o ancora una Gioconda fatta con la marmellata, o il volto della Medusa di Caravaggio con degli spaghetti al pomodoro…