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Stranezze

Una Gioconda fatta di chiodi!

pubblicato da Sara R. in: Video Stranezze Creatività

Probabilmente pensavate di averle ascoltate proprio tutte sulla Gioconda, a partire dai segreti nascosti nel suo enigmatico sorriso, passando per l’identità incerta (c’è chi vi avrebbe persino visto un autoritratto che comproverebbe la presunta omosessualità dello stesso Leonardo), Dan Brown l’ha persino utilizzata come chiave di volta in uno dei suoi romanzi dal successo più clamoroso (quel “Il Codice da Vinci”, che pochi possono dire di non aver letto o almeno visto nella sua trasposizione cinematografica).

Il suo stesso nome trasuda mistero e rimanda, alla summa di codici che il suo geniale autore vi avrebbe nascosto un po’ ovunque, ma anche alla tecnica fascinosa dello sfumato. Ne avrete letti talmente tanti articoli in proposito, per non parlare degli innumerevoli documentari che fanno il giro delle reti. Ma non è tutto, soprattutto perché la Gioconda non cessa di essere una fonte di ispirazione per artisti di ogni genere, e il suo bel volto tondeggiante continua ad emergere da ogni tipo di supporto.

La primavera scorsa vi avevamo presentato una versione monumentale di pane tostato realizzata in quel di Matera, oggi vi lasciamo con un video abbastanza originale, solo che in questo caso il materiale di realizzazione è - come dire - parecchio più pungente.

Video da DigitalBlog

Un Giacometti incantato e in versione fumetto

pubblicato da Sara R. in: Stranezze Scultura Artisti


Alberto Giacometti lo conosciamo un po’ tutti. Come dimenticare le sue sculture sottili sulle quali sono stati scritti “fiumi d’inchiostro” e alle quali è stata recentemente dedicata anche una mostra parigina, rilanciante la tesi delle “influenze etrusche”, chiusasi appena qualche giorno fa. Ma la prospettiva di “lettura” dell’artista rientra, molto probabilmente, nei canoni tradizionali. E allora perché non approfittare di una “piccola operazione dissacrante”, per esplorarne un lato originale?

E’ quello che devono aver pensato gli allievi del Corso di Storia dell’Arte che ha realizzato il video che vi riportiamo. Una “collazione di spezzoni” di vario genere che si apre con le immagini della vendita all’asta (per più di 24 milioni di euro da Sotheby’s) dell’opera più celebre del Maestro Giacometti: L’uomo che cammina per proseguire in un crescendo di immagini d’archivio e di intermezzi in versione fumetto.

Disegni animati, nei quali emerge uno scultore dagli occhi grandi e commossi alla vista della sua “creatura” illuminata dalla luce di una candela, che accompagnano un excursus storico-biografico lungo poco più di sette minuti. L’influenza paterna, la formazione accademica, le sperimentazioni cubiste, l’esperienza surrealista (violenta e misogina espressione di una grande preoccupazione personale), della quale diventa uno dei protagonisti principali, gli studi sul movimento, gli incontri celebri con Sartre e Picasso, la svolta degli anni’40 e l’ultimo periodo di “scarnificazione”, fino alla morte sopravvenuta l’11 gennaio del 1966.

Video da juanmifigueira

Damien Hirst, l'ubiquo

pubblicato da Daniele in: Pittura Stranezze Artisti Mostre


Damien Hirst è forse al momento l’autore d’arte contemporanea più conosciuto del mondo. Di sicuro però è il più controverso. I suoi interventi continuano ad alimentare discussioni e polemiche sull’effettivo valore artistico della sua opera, ed è nutrito il gruppo di critici di rango che lo considerano poco più che un impostore. Ciononostante Hirst non solo è sempre sulla cresta dell’onda, ma resta tra tutti protagonisti della scena attuale quello che più ha stretto un patto diabolico tra arte e mercato, al punto tale da rendere perfino sfumati i contorni di questi due ambiti. Si pensi all’ormai celebre For the Love of God, teschio tempestato di 8.601 diamanti al massimo grado di purezza, per un totale di 1.106,18 carati, l’opera d’arte più costosa di sempre.

A confermare i sospetti di quanti ritengono il suo lavoro molto più una forma di esibizionismo e di show-buisness che non una forma d’arte vera propria, arriva ora l’ultimo record segnato da Hirst, quello espositivo. Dal 12 gennaio al 18 febbraio, l’artista sarà in mostra contemporaneamente nelle sedi di Gagosian di New York, Londra, Parigi, Los Angeles, Roma, Atene, Ginevra e Hong Kong, con oltre 300 esemplari della sua serie di spot paintings, dipinti a pois colorati. Pare che l’operazione rientri in una strategia che punta a proteggere il valore dell’opera di Hirst dopo il calo registrato in seguito all’asta Beautiful Inside My Head Forever tenutasi da Sotheby’s nel 2008.

Ancora una volta, quindi, un connubio tra arte e mercato talmente stretto da lasciare perplessi. Non solo. L’ansia da prestazione di Hisrt, la sua ossessione di superare i limiti, battere i record, lo ha portato a dipingere in totale 1.400 opere di questa sola serie, i cui dipinti sono talmente simili tra loro da apparire intercambiabili e oggettivamente superflui (noi preferiamo infatti la parodia che ne ha fatto Banksy). La ragione di questo exploit produttivo la spiega lui stesso al Times in questi termini: “Ho contato quante opere ho creato nella mia vita: circa 4.800, senza includere le stampe. So che Warhol ne ha fatte 10mila senza includere le stampe, e Picasso 40mila. Quindi mi resta una lunga strada da fare”. Ma da questa impresa, viene da chiedersi, l’arte ci guadagnerebbe davvero? Forse l’arte no, ma il signor Hirst certamente sì.

La storia delle streghe tra mito e realtà

pubblicato da Sara R. in: Pittura Stranezze Artisti Mostre

La storia delle streghe tra mito e realtà
La storia delle streghe tra mito e realtà (traduzione italiana dell’originale Sorcières. Mythes et réalités) è un’esposizione tutta dedicata al mondo della stregoneria femminile e alle sue numerosissime rappresentazioni artistiche. Si trova al Musée de la Poste di Parigi, spazio che occupa con una noncuranza che ha dell’incredibile, fino alla fine di marzo.

Si può (e forse a rigore si deve persino) ammettere che il soggetto abbia dello “scabroso”, nel senso più intenso del termine. Le streghe hanno sempre fatto parlare di loro, dalla bellezza alla bruttezza leggendaria, dagli immensi poteri alle misteriose pozioni. Ogni modo di fare, atteggiamento, abitudine è stato traslato dalla scrittura e dalla pittura, fino a fissarsi nell’immaginario collettivo, costruendo dei ritratti ricchi e a tratti inquietanti.

Una molteplicità d’aspetti che viene scandagliata, in continuità con gli studi sociologici e etnografici in prospettiva storico-evolutiva, fino a raccordarsi con l’attuale attrazione, soprattutto giovanile, per fate, streghe & affini. In fondo le Witch che fanno impazzire le bambine non sono che “versioni glamour” delle nostre care vecchie streghe, senza nasone con verruca e scopa ovviamente!

La storia delle streghe tra mito e realtà
La storia delle streghe tra mito e realtàLa storia delle streghe tra mito e realtàLa storia delle streghe tra mito e realtàLa storia delle streghe tra mito e realtà

L'Arte e le rappresentazioni dell'assenzio

pubblicato da Sara R. in: Pittura Stranezze Artisti

L'assenzio nei quadri
L’Assenzio non è solo un distillato dei tempi andati che riporta alla mente l’epoca d’oro della Parigi sulla Butte de Montmartre, del Moulin Rouge, degli artisti e del can-can. La sua è ben più che una storia strana di corsi e ricorsi, è piuttosto una “vicenda singolare” che affascina ancora oggi. Si tratta di un elemento imprescindibile della stessa “atmosfera pittorica” di inizio secolo, di una specie di “ironico accompagnamento” che si trasforma in “bestia nera” della salute e dell’ordine pubblico, pur restando “musa ispiratrice” per una folta schiera di creativi dalle vite “leggermente sregolate”.

Quel che resta di questa misteriosa bevanda, da molti associata per gli effetti leggermente allucinogeni all’ambrosia, il leggendario nettare degli Dei, è una serie di ritratti famosi, di rappresentazioni celebri che gettano uno sguardo storto sui devastanti effetti derivanti dal suo abuso. Sono “cronistorie di un eccesso”, moniti su tela che più che spaventare possono risultare quasi affascinanti. Perché se la solitudine degli sguardi persi dei personaggi di Degas non può non toccare il cuore, il divertimento cieco dei frequentatori del Moulin Rouge descritti da Toulouse-Lautrec, la luce delle “nature vive” di Van Gogh, la sfrontatezza e l’aria sognante del bevitore di Manet, suscitano almeno un po’ di desiderio.

L’assenzio nei quadri
L'assenzio nei quadriL'assenzio nei quadriL'assenzio nei quadriL'assenzio nei quadriL'assenzio nei quadri

MuMo, il Museo mobile dei bambini!

pubblicato da Sara R. in: Stranezze Creatività Musei Artisti

MuMo, il Museo mobile dei bambini!

Si chiama MuMo ed è un museo mobile dedicato ai piccoli amanti dell’arte. Costituito da un camion che può essere facilmente trasportato sotto forma di container anche in nave, e sormontato, una volta “ancorato nel luogo di sosta” grazie ad un ingegnoso sistema idraulico, dalla scultura monumentale dello statunitense Paul Mc Carthy. Si sposterà infatti su 8000 km per raggiungere un pubblico di 11.500 persone comprese nella fascia di età dai 6 ai 12 anni.

Sessanta le scuole che hanno accolto l’iniziativa, promossa da importanti sponsor tra i quali il ministero della cultura francese e l’UNESCO, facend0 partecipare i loro allievi all’originale “museo ambulante” che è partito alla fine di ottobre di quest’anno e prolungherà il suo “pellegrinaggio” fino a giugno del 2012, passando dall’Inghilterra alla Francia all’Africa settentrionale e occidentale (Cameroun, Costa d’Avorio, Benin e Senegal), ma promette di raggiungere il mondo intero. L’idea che ha dato origine al progetto è nata nel 2010 dalla convinzione che l’arte sia “uno strumento di apertura e di condivisione capace di abbattere le frontiere e trasformare la nostra visione delle cose”.

A questo scopo dopo ogni visita al MuMo, i giovani apprendisti sono invitati a trasferire l’esperienza vissuta attraverso il disegno (alcuni dei quali sono riportati in un’apposita sezione del sito) o esprimendo un piccolo commento. Venti artisti celebri (tra i quali l’italiano Maurizio Cattelan e l’americano James Turrell), hanno deciso di apportare il proprio contributo legato alla tematica sociale del “Vivere insieme” proprio per accentuare la capacità di “risveglio” legata alla potenza del linguaggio artistico. Come si suol dire: piccole teppe crescono, e imparano ad affinare il loro gusto estetico!

Via | musee-mobile.fr

MuMo, il Museo mobile dei bambini!
MuMo, il Museo mobile dei bambini!MuMo, il Museo mobile dei bambini!MuMo, il Museo mobile dei bambini!MuMo, il Museo mobile dei bambini!MuMo, il Museo mobile dei bambini!MuMo, il Museo mobile dei bambini!MuMo, il Museo mobile dei bambini!MuMo, il Museo mobile dei bambini!

Gli strani rapporti con l'autostima dei geni dell'arte

pubblicato da Sara R. in: Stranezze Ipse dixit Artisti

Le foto dei geni dell'arte

Sono stati, sono considerati ancora oggi, e lo saranno ancora per tantissimi anni, tra i più importanti artisti di sempre. Eppure ebbero vite difficili, a volte segnate dal successo, altre funestate dalla sciagura dell’incomprensione. Si confrontarono costantemente con le critiche dell’ambiente che li circondava, e che, in certi casi, si divertivano a shoccare, ma, in maniera ancora più devastante, furono spesso vittime della loro stessa mancanza di autostima. Modesti congeniti, megalomani malcelati, a volte entrambe le cose allo stesso tempo, in una specie di “originalissima schizofrenia” che tanto ha saputo creare in termini di capolavori. Eccone qualche esempio:

Vincent Van Gogh

  • Faccio sempre ciò che non so fare, per imparare come va fatto.
  • Così il pennello sta alle mie dita come l’archetto al violino e assolutamente per mio piacere.
  • Se oggi non valgo nulla, non varrò nulla nemmeno domani; ma se domani scoprono in me dei valori,
    vuole dire che li posseggo anche oggi. Poiché il grano è grano, anche se la gente dapprima lo prende per erba.

Pablo Picasso

  • Credo di sapere cosa si prova ad essere Dio.
  • Datemi un museo e ve lo riempirò.
  • Oggi io sono celebre e ricco. Ma quando sono solo con me stesso, non ho il coraggio di ritenermi un artista nel grande e dignitoso senso della parola. Grandi artisti furono Giotto, Tiziano, Rembrandt, Goya….Io sono soltanto un pagliaccio pubblico, che comprende il suo tempo e che ha sfruttato con ogni possibilità l’idiozia, l’avidità e la vanità dei propri contemporanei. Certo la mia confessione è amara e più dolorosa di quanto sembri, ma ha il merito di essere sincera.

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Opere d'arte idiote!

pubblicato da Sara R. in: Varie Stranezze Adv

Opere d'arte idiote

Si chiama “opere d’arte idiote” ed è un profilo da social network. Le opere che “espone” non sono originali, e fin qui non c’era neanche da dirlo, visto che si tratta di capolavori dell’arte universalmente riconosciuti, sono piuttosto delle “rielaborazioni” scovate navigando nella rete e “collezionate” nello spazio degli album fotografici dal profilo blu, che tutti sappiamo riconoscere. Parola d’ordine: citare la fonte, è per questo che riconoscono l’importanza di siti come freakingnews e worth1000.

Spesso si creano dei veri e propri ibridi tra personaggi dipinti e icone pop (tratte dai cartoni animati o dall’immaginario collettivo odierno), delle specie di “mitici centauri contemporanei” che starebbero bene sui muri più beffardi. Quel che è certo è che piacciono, come dimostra lo score della pagina in questione: ben 23.311 membri hanno cliccato mi piace, 833 ne stanno parlando, e destano per di più una certa attesa negli utenti che fanno a gara per segnalare le loro “scoperte” in proposito. Un’opera al giorno per occhi affamati di curiosità, vi sarà sicuramente già capitato di vederne qualcuna, ma eccovi un bel ricettacolo!

Opere d’arte idiote
Opere d'arte idioteOpere d'arte idioteOpere d'arte idioteOpere d'arte idioteOpere d'arte idiote

Nello spazio di qualche ora, quando l'arte è una protesta effimera!

pubblicato da Sara R. in: Performance Stranezze Artisti

L'ipocrisia condivisa del mondo!

Camminavo a passo veloce nei pressi del Centre Pompidou ieri sera poco prima delle sette. Sotto una pioggerellina autunnale Parigi dava il meglio dei suoi colori e una specie di bruma rosacea avvolgeva delicatamente le persone. Camminavo a passo leggero e mi sono arrestata di botto: un disegno enorme stava per essere profanato dai miei piedi. Ci ho messo un po’ a distinguere cosa rappresentasse, le dimensioni ampie impedivano una vista completa e soprattutto la folla che si accalcava non lasciava spazio ad uno sguardo d’insieme.

Avrei potuto proseguire, girare le spalle a quello strano tratto sul selciato e ritornare alle mie occupazioni di un sabato sera qualunque. La sola parte che riuscivo a scorgere bene (una specie di insieme di radici) mi inquietava. In fondo, non avevo nessun posto da raggiungere con urgenza, e per di più mi accattivava l’idea di osservare un elemento dalla vita così breve. Ho atteso per lunghi minuti, ma niente arrestava la curiosità dei passanti e l’immagine non solo stentava a completarsi, ma cominciava lentamente a confondersi nella pioggia caduta. Mi sono abbassata e ho scoperto che la polvere scura era caffè macinato, l’immagine lo conferma e le parole scritte in corsivo aprivano molteplici universi di senso:

L’ipocrisia condivisa del mondo!

Poco a poco sono comparsi alcuni dettagli, si delineava una specie di pianeta tondeggiante con degli alberi, degli esseri armati e degli animali minacciati. Una rappresentazione tutt’altro che paradossale di un luogo che conosciamo bene!

Scarpe in mostra a Londra

pubblicato da Daniele in: Stranezze Mostre


Sulla scia di alcune celebrità che ritengono che la scarpa ideale dovrebbe assomigliare a una chela di granchio ingioiellata arriva una mostra dedicata alle scarpe progettate per essere quasi del tutto non indossabili. Shoes for Show: the Sculptural Art of High Heels, che si apre a Londra il mese prossimo, dimostra che le scarpe possono offuscare il confine tra arte e moda.

“Non volevo evitare rifiutare la funzionalità [delle scarpe], ma concentrarmi sulla loro bellezza inserendole nel contesto di una galleria come fossero pezzi d’arte scultorea”, ha spiegato il curatore della mostra, Shonagh Marshall. “Volevo evidenziare la proporzione matematica e la precisione che c’è nello shoe design”. Tra gli oggetti esposti vi sono le scarpe indossate da Beyoncé nel video di Run the World (immagine sopra): create dal designer inglese Maverick Gareth Pugh, assomigliano ad armature dall’aspetto medievale.

E la prova che l’ossessione per le scarpe bizzarre pervade ogni grado della cultura sta nella forma di un paio di sandali d’oro disegnati da Rupert Sanderson per l’Aida di Verdi in scena alla Royal Opera House lo scorso anno. Ma che le scarpe “impraticabili” non siano appannaggio della modernità lo dimostra il premio-scarpa, prestato dalla collezione di scarpe del museo di Northampton, che risale all’Expo del 1851. Con un tacco da quattro pollici e ricami incredibilmente raffinati, l’oggetto è stato progettato per dimostrare il talento del suo anonimo creatore, piuttosto che per essere indossato.

Poi c’è il designer di scarpe Christian Louboutin - le cui en pointe tempestate di Swarovski sono incluse nella mostra - che ha sollevato polemiche mettendo in relazione i tacchi alti con la libido femminile. Pare che Louboutin abbia detto che “infilare il piede in una scarpa col tacco vi porta in una situazione potenzialmente orgasmica”, affermazione che ha fatto roteare gli occhi alle femministe.

Via | The Guardian