Yoshi Akai è un designer e artista giapponese di 39 anni che attualmente vive, studia e lavora in Svezia. Ho scoperto recentemente il suo lavoro, che trovo molto bello.
Negli ultimi anni Akai si è concentrato nella creazione di originali strumenti musicali, come quello che vedete nel video. Lego Sequencer crea infatti composizioni musicali sovrapponendo blocchetti di lego associati a note e suoni.
Con questi suoi “gadget musicali”, l’artista ha iniziato a realizzare performance ed esposizioni che sembrano riscuotere una certa attenzione in Svezia.

Ne sentiamo sempre di più sul mistero dietro al sorriso della Gioconda di Leonardo da Vinci. Dopo il nutrizionista siciliano, ecco che arriva anche il neurologo austriaco.
Il quale, però, pare avere delle argomentazioni piuttosto serie riguardo alla bella dama fiorentina. Secondo il Professor Florian Hutzler del Centro di Studi Neurocognitivi dell’Università di Salisburgo, infatti, il segreto dell’ambiguità del sorriso di Monna Lisa del Giocondo sta tutto nelle sue differenti “reazioni” ai diversi punti di vista che possiamo avere su di esso.
“Monna Lisa cambia espressione a seconda di quale punto del suo viso stiamo guardando. [… ] E’ un trucco molto intelligente da parte di Leonardo. Se la fissate negli occhi, un sorriso tenue appare sulla sua bocca. Ma quando vi spostate sulla bocca, e ne osservate i finissimi dettagli, il sorriso svanisce e non ne rimane che un’espressione neutrale, grazie a dei leggerissimi tratti di chiaroscuro, che non possono essere visti altrimenti”.

A Palazzo Te di Mantova apre i battenti domenica 14 marzo Gli arazzi dei Gonzaga nel Rinascimento - Da Mantegna a Raffaello e Giulio Romano. Gli arazzi erano dei veri e propri affreschi mobili, che gli aristocratici si portavano da una casa all’altra. Oltre a riparare dal freddo offrivano un buon diversivo per gli occhi nei gelidi inverni. Vi erano rappresentate scene di vita nei campi, ma molti erano personalizzati a seconda dei gusti del committente.
In mostra a Mantova fino al 27 giugno 34 tra i più affascinanti arazzi dei Gonzaga, una parte esigua – se pensiamo che solo Federico II mise insieme una collezione di centinaia di pezzi, ma una testimonianza comunque importante. Manufatti realizzati da artigiani fiamminghi, che al tempo avevano fatto di Bruxelles un centro di produzione d’eccellenza.
Nove arazzi sono quelli che rapresentano gli Atti degli Apostoli e sono copie della serie della Cappella Sistina realizzati su cartoni di Raffaello. Meritano di essere ricordati alcuni pezzi unici come l’Annunciazione di Chicago (1470-71 ), considerato il più antico arazzo di gusto rinascimentale a noi giunto e poi il magnifico arazzo della Storia di Giasone. A margine della mostra al Museo Diocesano Francesco Gonzaga di Mantova, saranno in esposizione altri 6 arazzi delle Storie di Cristo e dei Santi mantovani.
Nell’epoca di Google Maps, dei navigatori satellitari e del geotaggin’, a me capita ancora di aver a che fare con le vecchie cartine stradali. Sarà che sono affezionato al vecchio supporto cartaceo, perché le distanze le calcolo a palmo di mano. Ancor più mi piacciono le mappe grandi e quelle antiche.
Faccio queste premesse per parlarvi di una mostra che apre domani, sabato 27 febbraio, al Campus Bovisa (via Durando 10) a Milano. I De Agostini e la Cartografia – Centoventi anni di cartografia in Italia. Un allestimento dedicato alla famiglia De Agostini, un viaggio nel tempo e nella nostra storia, che ci riporta la natura, la morfologia, l’identità della nostra terra. La cartografia è un mix tra conoscenza scientifica ed immaginazione, che si concretizza nella capacità di scrivere il territorio.
Cinque le sezioni: si parte da Tolomeo, passando per la cartografia araba e quella tardo medioevale, per arrivare a Giovanni De Agostini. In mostra i suoi atlanti e le sue carte geopittoriche, con esempi di pietre litografiche, strumenti di lavoro ad incisione ed attrezzature per il disegno. La terza sezione è dedicata all’opera di Padre Alberto Maria De Agostini, alle sue foto, i suoi video tra le Prealpi lombarde e la Patagonia. Poi si passa a Federico De Agostini ed infine alle Nuove Cartografie, la sezione dedicata al presente e alle tecnologie.

I problemi tecnici per Burj Khalifa - l’edificio più alto del mondo, una torre di 828 metri costruita a Dubai - si sono intensificati talmente, negli scorsi giorni, che l’unica soluzione possibile è stata quella di chiudere ai visitatori anche l’unico piano fino ad ora disponibile per loro, a partire dal 4 gennaio 2010: il 124esimo.
Questo esempio di architettura ultramoderna e pretenziosissima, forse, non sta corrispondendo alle aspettative dei suoi committenti. Prima arrivano i problemi con gli ascensori, con i turisti chiusi dentro per un guasto per ore (e, in un edificio del genere, c’è da ammettere che non sia uno scherzo la cosa).
Poi, un portavoce dei committenti - le Emaar Properties - annuncia che “per motivi di difficoltà con l’impianto elettrico” chiuderà per un periodo indefinito. Effetto Torre di Babele in vista?

L’artista canadese Luanne Martineau si è fatta conoscere per aver creato un’interessante tecnica di assemblaggio di sculture in feltro e lana. Esseri umanoidi, con tratti animali e vegetali presenti insieme, producono nell’osservatore un’esperienza che oscilla tra il fascino e la repulsione.
A livello tecnico si combinano le esperienze dell’artigianato e le eredità dell’arte degli anni 1960, che ripensa i materiali. Così a livello estetico la Martineau rende labili i confini tra lo stile e l’ideologia, tra la presupposta ‘altezza’ dell’arte contemporanea e la bassezza del corpo.
Ci sono riferimenti all’Espressionismo Astratto, al Postminimalismo, al femminismo e alla cultura popolare e fattori estetici, sociali e psicologici vengono trattati con un leggero tocco umoristico.
Chi non riesce a immaginare quanto tempo e quanto lavoro ci voglia per realizzare un murales di grosse dimensioni, guardi questo video. Si tratta di un lavoro di Blu, realizzato a Berlino nel 2008. Le immagini velocizzate rivelano comunque (se non erro) che ci siano voluti ben tre giorni.
Un video che è anche una testimonianza di quale metodo e di quali strumenti si serva Blu: la figura umana prende vita lentamente, a partire da una lunga mano di bianco fin verso, poi, ai dettagli. Sorprendono sempre i suoi murales, quanto di meglio la street art italiana possa vantare.
Roberto Rizzato si diletta con Photoshop e Flickr, e i risultati che ottiene a volte sono notevolissimi. In particolare, gli riescono molto bene le contaminazioni fra la storia della ritrattistica e il mondo del cinema contemporaneo.
Guardate sul suo photostream come sono venuti bene Christopher Walken, Gene Hackman e soprattutto Jack Nicholson. La fusione fra pittura e fotografia è davvero interessante, in certi casi.
Ci aspettiamo che la serie si arricchista presto di nuovi episodi, magari anche con qualche contaminazione dal mondo della musica (e qualche volto italiano, perché no).

Francis Geaorge Mento, meglio noto come FraGMento, è una singolare figura di artista. Nato a Riga nel 1960 da padre italiano e da madre lettone, negli anni 70 studia come elettricista fin quando non emigra negli USA per approdare negli anni ‘80 in Italia a Prato, dove si stabilisce. Sarà proprio l’Italia a fargli scoprire la fotografia.
A Firenze lavora come aiutante di un noto fotoriparatore (ormai scomparso) e le sue doti emergono spontaneamente. Da una finestra dello studio scatta foto per testare le macchine da riconsegnare ai clienti. Inizia così ad elaborare una tecnica che lo accompagnerà per tutta la vita. Fotografare pezzi di mondo, scomporli in scatti e rimontarli generando nuove forme. Il risultato sono originali collage da cui emergono animali preistorici, umaniodi, robot, forme organiche e astratte e nuove architetture. Dai 90 scatti di un antica fabbrica può dunque emergere un coccodrillo; da una distesa d’immondizie un feroce dinosauro, da un edificio sbrecciato un vascello infantile e così via, come vedete negli esempi.
Fino al 15 febbraio a Portodimarelive (ViaPisana128 Firenze) la mostra “The unusual work of Francis George Mento” raccoglie una ventina dei suoi lavori. FraGMento sembra lasciare un messaggio, tutto racchiuso nel suo nome d’arte: la vita è un puzzle di foto 10×15 da ricomporre. Istruzioni per il montaggio…
La mostra è a ingresso libero.
ToonLoop è un software per realizzare animazioni live in stop motion realizzato da Alexandre Quessy e Tristan Matthews.
Come vedete in questo interessante video, consente di mostrare contemporaneamente al pubblico il processo di creazione e il risultato del processo, caratteristica che lo rende uno strumento perfetto per insegnare ai bambini, ma utilizzabile anche a livello professionale specie per performance dal vivo.