
Il 23 febbraio la Galleria MondoPop di Roma presenta Urban Superstar Suite part III, la terza ed ultima parte di un progetto espositivo nato in collaborazione col Madre, che ha portato al museo di Napoli gli artisti della galleria nella primavera del 2009.
In esposizione un buon numero di voci da tutto il mondo: Tokidoki, creatore di una propria linea di abbigliamento e di toys, lo street artist americano Bigfoot e la pittura new pop-espressionista della parigina Zelda Bomba. Poi due nomi storici dell’Urban Art, la marchigiana Allegra Corbo, AlePOP, Scarful, Cesko e Camilla Falsini con Giò Pistone del collettivo artistico Serpeinseno.
La mostra, curata da David Vecchiato, sarà visitabile fino all’8 maggio.
Urban superstar suite part 3






Fino ad oggi li abbiamo visti in mostra nelle vetrine di negozi di giocattoli o in quelli di modellismo dal sapore un po’ vintage. Oggi hanno una mostra tutta loro ‘Once Upon A Time Playmobil‘, inaugurata proprio ieri al museo delle arti decorative di Parigi.
Superata ormai la classica contrapposizione Lego vs Playmobil (dove i primi erano considerati più nobili in quanto frutto di un’operazione di montaggio dei mattoncini), la Francia rende omaggio alla Playmobil. La ditta tedesca produttrice dei famosissimi toys è nata nel 1974 e da allora ha prodotto qualcosa come 2,2 miliardi di pezzi.
La mostra sarà aperta fino al 9 maggio e si sviluppa all’interno di quattro grandi ambientazioni che corrispondono agli universi immaginari in cui vivono i personaggi della Playmobil.

Scopriamo oggi meglio chi è El Gato Chimney, artista delle cui mostre vi abbiamo parlato spesso. Marco Campori, aka El Gato Chimney, nasce nel 1981 a Milano, dove ancora oggi vive e lavora. Si avvicina all’arte da autodidatta e vive in pieno la ‘Belle époque’ del writing e dei graffiti nella città di Manzoni. Un momento, quello della seconda metà degli anni novanta, legato ad un grande entusiasmo per la diffusione del segno in strada. Un’iconografia, quella della street culture italiana degli anni ‘90, che si evolve e si trasforma raggiungendo ottimi livelli, pur rimanendo a volte ancorata alla rielaborazione di materiale visivo che proviene dall’altra parte dell’oceano.
El Gato Chimney (ODK – Krudality), per strada ha creato poster, sticker e graffiti, divertenti e colorati. Il suo linguaggio si è evoluto poi sulle tele, dove ha lasciato emergere grandi paesaggi dell’anima popolati da creature articolate e sorprendenti. Il suo stile si richiama alla cultura letteraria dello steampunk. Tecnologia obsoleta ma affascinate, nel caso de El Gato posta all’interno di ambientazioni naturali inconsuete. Un mondo che a tratti diventa il prolungamento di un paesaggio di Dalì, un sogno in cui l’artista milanese posiziona simboli e grimaldelli, reso vivido dalla potenza visiva dei colori.
Il colore, se guardiamo anche la produzione dei suoi toys, è una delle cifre espressive de El Gato Chimney, utilizzato sempre in maniera audace, coraggiosa. Quadri che sono dei rebus, figure da decifrare, scritte, esseri che non si addormentano nelle stanze del senso consueto. Rimane quindi sempre uno sforzo che lo spettatore deve compiere, di andare al di là del semplice sguardo e cominciare a sognare rielaborando frammenti di memoria condivisa. Lo stile dell’ultima produzione de El Gato non è certo diretto, non si lascia penetrare al primo sguardo. Se ci mettiamo anche la sua passione per alcune icone del classic tattoo, capiamo meglio un lavoro da mirare e rimirare, decifrare. Il tempo per farlo ci sarà all’ UPXS! - Urbanpainting Christmas Show di dicembre a Milano, dove sarà presente un suo lavoro di grandi dimensioni.

La galleria milanese Spazioinmostra si prepara ad accogliere The Christmas Art Corner, una mostra dalla durata di una settimana a cura di Ivan Quaroni. In esposizione una cinquantina di lavori tra serigrafie, disegni, toys e piccole sculture realizzate da una selezione di giovani artisti italiani. Vanni Cuoghi, Giuseppe Veneziano, Fulvia Mendini, Eloisa Gobbo, Tamara Ferioli, Samuel Sanfilippo, Giuliano Sale, Silvia Argiolas, Luca Beolchi e El Gato Chimney daranno vita ad un tipico corner market, una tradizione ben consolidata in terra inglese.
La Galleria Spazioinmostra dal 3 al 9 dicembre 2009 diverrà mercatino di quartiere dedicato all’arte contemporanea venduta a prezzi davvero popolari, da un minimo di 100 ad un massimo di 500 euro. Perché le cose belle non devono essere per forza costose. In Inghilterra esiste un mercato della giovane arte con prezzi accessibili, frequentato da giovani, che magari invece di buttare u soldi in un nuovo vestito firmato (peraltro superfluo), decidono di fare un regalo ai propri occhi, aiutando il lavoro di artisti che amano. Per saperne di più sulle opere che troverete in mostra date un’occhiata alla galleria di immagini qui sotto o visitate il sito del progetto.

Nato da genitori di Trinidad in Irlanda, Brendan Lee Tang Satish è un artista della ceramica, che ora risiede in Canada. La sua serie di ‘manga ormolu’ è un contrappunto sulla globalizzazione, esaminata attraverso il rapporto tra i vasi tradizionali cinesi della dinastia Ming e la techno-pop art del Giappone.
I popoli nel corso della storia hanno acquistato e adottato tecnologie, saccheggiandole gli uni dagli altri, spesso attraverso i meccanismi della guerra, del commercio e spionaggio. ‘Nazioni’ e ‘culture’ non sono entità distinte, ma sono piuttosto parti comunicanti, in continua coevoluzione.
I manga ormolu entrano nell dialogo sulla cultura contemporanea, utilizzando il modulo dei vasi cinesi della dinastia Ming e la techno-pop art. Una sorta di aggiornamento futuristico dei vasi Ming con una protesi robotica ispirata dall’animazione giapponese e dai manga, per sovvertire l’elitarismo con l’accessibilità della cultura popolare.

Rob Sheridan è un fotografo che ha riscoperto dopo anni il suo gioco da tavolo preferito ovvero Fireball Island.
Si tratta di un gioco in cui una terra oscura, ricavata da un tabellone tridimensionale, viene esplorata da avventurieri minuscoli sotto l’ombra di un possente dio del fuoco.
Vedendo Fireball Island, dopo tutti questi anni, Sheridan non ha resistito dal tirare fuori il suo obiettivo macro nel tentativo di rendere il gioco attraverso un punto di vista epico, un po’ come era rimasto fotografato nella mente dell’artista…
Certo, non si tratta di un concetto nuovo, infatti sono molti gli artisti che si sono cimentati nell’arte del fotografare toys, primi fra tutti i bravi Daniel & Geo Fuchs, ma il tentativo di Rob Sheridan mi pare ben riuscito.
Continua a leggere: Strangers in a strange land by Rob Sheridan

Questo qui sopra, è naturalmente, Jackson Pollock, l’artista che voi tutti conoscete, uno dei maggiori rappresentanti dell’espressionismo astratto. In questa immagine è ritratto mentre sta realizzando un’opera con il suo particolarissimo stile, che ha sicuramente contribuito a rendere celebri i suoi quadri. Attraverso un simpatico giochino sul web si può provare a dipingere (quasi) come lui.
Infatti, sul web, un personaggio con (evidentemente) la passione per l’arte si è divertito a creare un programmino grazie al quale chiunque può provare a “dipingere” utilizzando questa tecnica. Il risultato, pur essendo affascinante, non è propriamente lo stesso di Pollock. Ma in compenso non comporta spese per la tela e i colori, non ci si sporca le mani, e ci si mette soltanto qualche minuto.
Ecco come funziona, è divertente: andando su jacksonpollock.org vi comparirà una schermata con un breve video dimostrativo. Sta a voi decidere se guardarlo. Altrimenti cliccate su “Enter jacksonpollock.org”. Vi comparirà una schermata bianca, la “tela”. Attenzione, perché i movimenti del mouse riproducono quelli del pennello! Con un semplice clic cambiate colore, e pigiando un tasto qualsiasi vi comparirà una firma. Buon divertimento!

Nasce a San Francisco per arrivare ques’anno alla sua 7° edizione l’Alterated Barbie Show.
Da un’idea di Julie Andersen, fondatrice di ChatterBox (aorganizzazione di promozione artistica focalizzata sugli scambi interculturali fra USA, Cina e Vietnam), Alterated Barbie Show propone una serie di Barbie&Ken riciclati e ricontestualizzati attraverso uno studio sull’identità e il genere. Dal 10 settembre al 4 ottobre lo Show propone inoltre pitture, stampe, performance, video e istallazioni in tema accompagnate da sessioni di conferenze e dibattiti. Cura questa edizione Matt McKinley; circa 100 sono invece gli artisti che vi prenderanno parte.
I modelli, alcuni dei quali veramente deliziosi, sono inoltre esposti sul sito: consiglio di darci un occhio, alcuni sono molto interessanti.
[Foto in alto: “Gene Simmons Begs Barbie” di Lavonne Sallee]

Ricordate che qualche anno fa vi avevamo presentato un’intervista al duo di street artist brasiliani 6emeia? Beh, forse è ora di rinfrescarvi la memoria e soprattutto la vista…
L’occasione per proporvi una bella galleria viene dal fatto che il progetto 6emeia (seis e meia) di Anderson Augusto e Leonardo Delafuente è proseguito con successo, arricchendo le strade della capitale brasiliana con la serie storm drains e diventando una vera e propria attrazione per passanti e turisti che si divertono a ricostruire il percorso dei toys nelle vie di São Paulo.
Dai marciapiedi i due sono passati all’arredo urbano, dando nuova vita ad oggetti freddi e asettici come i box di plasticadell’energia elettrica che affollano le città. Poi i tombini (a proposito vi ricordate di Tombini art a Milano?), i distributori di carta nei bagni pubblici e chi più ne ha più ne metta. La filosofia è quella di offrire un servizio per “sconfiggere il grigio” direi io. Per adesso gustatevi questa galleria, di questa divertentissima coppia avremo modo di riparlare.

La mostra “TOYS“, progetto realizzato dalla galleria CO2 contemporary art a cura di Maria Letizia Bixio inaugurato il 5 luglio al Festival dei Due Mondi di Spoleto, arriva (o forse sarebbe meglio dire “ritorna”) alla galleria romana il 16 luglio, dove rimarrà esposta fino al 21 nei pressi di Borgo Pio.
Un viaggio allegorico attraverso gli oggetti e l’immaginario infantile, che nessun adulto riesce mai ad abbandonare completamente, anche perché il gioco è e rimane simulazione della realtà, oltre che evasione, svago e divertimento. Lo spazio espositivo si trasforma infatti un “parco giochi” dell’arte. Ma nell’atmosfera scherzosa e ludica che lo permea, sugli oggetti si posa lo sguardo inquieto degli adulti: gli artisti, che questi giocattoli li hanno reinterpretati con una lettura matura e consapevole che ci parla di una realtà spesso dura. Come nel caso di Shadi Ghadirian, fotografa iraniana nei cui lavori insieme a bambole e pupazzi compaiono delle maschere a gas a simboleggiare lo stato di guerra e repressione in cui è costretto il suo paese…
Altri artisti in mostra: Ma Liang, Yorgo Manis, Tv Boy, Riccardo Scibetta, Maurizio Savini, EPVS, Tiziano Lucci.
Ingresso libero.