Logo Blogo

Toys

L'elettronica riciclata di Rodriguez

pubblicato da Daniele in: Varie Toys Installazioni Scultura

Si può fare arte sperimentale anche mescolando l’elettronica e il riciclaggio. Con il nobile scopo di contribuire a salvaguardare l’ambiente, offrendo ad oggetti destinati al cestino una seconda, originale vita. È la mission di Raul Ruiz Rodriguez, giovane barcelloneta che da molti anni vive in Italia, dedicandosi al suo progetto FaBrIkE ReCiKlEd. Un progetto in cui l’artista-artigiano mette in moto tutta la sua fantasia, dando nuova forma a materiali abbandonati di ogni genere, trasformando i rifiuti industriali in arte moderna e cosmopolita.

Numerose le opere d’arte, realizzate utilizzando principalmente materiale elettronico di computer in disuso, come schede madri, audio, video, chip, tastiere, lettori cd, webcam. Materiali freddi che, reinventati dalla creatività e abilità di Rodriguez, diventano installazioni, oggetti d’arredamento originali, come lampade e orologi. Ma anche accessori semplici come bracciali, anelli, collane e tanto altro. Elemento comune di ogni singolo prodotto: l’originalità e la forma unica, irripetibile del manufatto, nonostante sia ricavato da materiali industriale.
Un’ampia galleria di opere è visualizzabile sul suo sito.

Il V&A Museum of Chilhood di Londra

pubblicato da penelope.di.pixel in: Toys Musei


Situato nella Bethnal Green houses del Victoria and Albert Museum, il Museum of Chilood è un luogo per la felicità di grandi e piccoli.

In questo museo, visitato da circa 400mila persone all’anno, si trova una sterminata collezione di 1.600 oggetti e artefatti dedicati ai bambini: giocattoli di ogni sorta, fra bambole, case di bambole, macchinine, giochi da tavolo, pupazzi, costruzioni, a vestiti e persino arredamento, con l’idea di riflettere ed esplorare anche storicamente attraverso di essi il mondo dell’infanzia. Andando nella sezione “Collection” ve ne farete un’idea ritrovandoci perle del vostro passato come i My Little Ponies, i Masters, Muffin the Mule, Meccano, i Mighty Morphin Power Rangers e naturalmente le insormontabili Barbies. Personalmente ho fatto un giro nel settore Doll’s House e ho scoperto The Kaleidoscope House (foto in alto), opera del 2002 realizzata per il museo dall’architetto Peter Wheelwright in collaborazione con l’artista Laurie Simmons, domandandomi subito: perchè artisti e case di produzione per giocattoli non collaborano di più?

Qualche nota per colcludere la nostra esplorazione del Museum of Chilhood. Questo delizioso museo organizza un dimanico programma di esposizioni temporanee, una serie di attività, eventi e workshop per coinvolgere adulti e famiglie e infine un programma specifico pensato per le scuole.

Unico rammarico: peccato che da bambina non avessi a disposizione un museo così nella mia città.

Il V&A Museum of Chilhood

Rubrica | Musei unici nel mondo

L'infanzia secondo Kate McCarthy

pubblicato da Daniele in: Toys Pittura Altri Mondi Creatività

Le opere naif di Kate McCarthy
L’artista australiana Kate McCarthy divide il suo lavoro tra arte e design, ricorrendo a una grande varietà di materiali per dar vita alle sue creazioni. Punto nodale della sua ricerca è il mondo dell’infanzia, del quale mira a recuperare lo sguardo limpido sulle cose, il senso di meraviglia e scoperta, utilizzando forme e colori vivaci per sollecitare nello spettatore la sfera emotiva legata ai primi anni di vita. Così l’artista parla del suo lavoro:

“Io uso schemi ripetitivi e riferimenti a forme che attivano l’emozione tra il pubblico solo di default - quello che collega tutti noi viene da spettacoli televisivi, libri e personaggi dell’infanzia e della fanciullezza. Incorporando questi elementi suggestivi nel mio lavoro, credo di poter riportare chi guarda indietro, fino alla sua infanzia. In questo momento mi trovo più a mio agio a lavorare sulla tela. In precedenza il mio lavoro doveva essere molto semplice, veloce e piacevole da guardare. Crescendo i miei figli stanno diventando più autonomi, questo quindi mi permette di spendere più tempo di qualità sulla tela”.

Attualmente Kate McCarthy è in mostra con la personale The Fellows and The Bloodies fino all’8 ottobre presso la galleria 19 Karen Contemporary Art Space in Australia. Una mostra ricca di personaggi strampalati, ispirata alle battaglie che da bambina ingaggiava tra i peluches (fellows) e gli esseri dalle fattezze umane (bloodies).

Le opere naif di Kate McCarthy
Le opere naif di Kate McCarthyLe opere naif di Kate McCarthyLe opere naif di Kate McCarthyLe opere naif di Kate McCarthy

Il kit del cospirazionista

pubblicato da Daniele in: Toys Stranezze Scultura

Tamiya la famosa società specializzata in kit di plastica e resina per modellisti, annuncia un set di modelli delle varie cospirazioni: su Elvis Presley, gli alieni di Roswell, l’attracco lunare, l’assassinio di JFK e il suicidio di Marilyn Monroe. Come un puzzle, il kit Tamiya Put It Together rappresenta la storia di ogni cospirazione, ricostrusce passo passo tutto il processo facendo luce sui fatti. Un’idea promozionale, di marketing ma che dà la misura di quanto le aziende oggi debbano, per rinvigorire il proprio mercato, iniettare nei loro prodotti concept e sviluppi che sono propri del mondo dell’arte.

In fondo, questi kit sono perfetti per una mostra d’arte contemporanea, essendo oggetti in cui il valore sociale e il messaggio sopravanzano qualsiasi idea di utilità, per la quale il prodotto è all’apparenza concepito. Forse qualcuno si divertirà davvero a staccare ed assemblare questi modellini, ma certo non nel senso tradizionale. L’aspetto ludico insomma sembra sottoporre il tema a una revisione ironica: nel mondo di oggi, dove il cospirazionismo impera, dalle (spesso) fantasiose ricostruzioni sull’11 settembre alle incredibili teorie sull’esistenza dei Rettiliani, Tamiya sembra ricordarci che il complotto è essenzialmente questo, qualcosa a cui ci piace giocare. E che il problema nasce quando non si è più in grado di riconoscere dove finisce il gioco e dove inizia la realtà.
La serie di kit per cospirazionisti prodotti da Tamiya
La serie di kit per cospirazionisti prodotti da TamiyaLa serie di kit per cospirazionisti prodotti da TamiyaLa serie di kit per cospirazionisti prodotti da TamiyaLa serie di kit per cospirazionisti prodotti da TamiyaLa serie di kit per cospirazionisti prodotti da Tamiya

Fra umorismo e autobiografia, l'arte al femminile di Shannon Gerard

pubblicato da penelope.di.pixel in: Toys Tecnica Artisti


Shannon Gerard è un’artista canadese originaria dell’Ontario. Le sue principali attività si dividono fra l’illustrazione, la croching art e l’insegnamento di print media e nano-publishing presso l’Ontario College of Art and Design di Toronto.

Tutte le sue opere sono unite da un sottile filo di ironia, impegno sociale e racconto autobiagrafico titpici di un arte femminilista: sono fumetti, libri stampati a mano, illustrazioni, sculture relizzate con lana e uncinetto capaci di raccontare una storia. Il progetto più complesso che ha realizzato è la serie “Boobs & Dinks”, inizita nel 2007 con la creazione dell’”Early Detection Kits”: un kit pensato per la prevenzione del cancro al seno e ai testicoli. Organi genitali maschili e femminili fatti di filo di lana in 4 differenti gradazioni che richiamano le quattro principali gradazioni della pelle umana, nascondono al loro interno un nodulo che è possibile trovare attraverso la palpazione, seguendo precise istruzioni. Ogni kit è infatti accompagnato da un libro illustrato, stampato e rilegato a mano. Le altre componenti consistono in un video che spiega i metodi di auto-esaminazione (in stile fumetto) e da figure umane (un uomo e una donna) a dimensione naturale stampate su cartone pesante ritagliato, che fungono da manichini e indossano fisicamene il kit. Boobs & Dinks approccia un tema delicato che si scontra con le nostre paure profonde (il cancro, la malattia) usando la morbidezza e l’intimità tipica del lavoro a maglia, proprio come la serie “Playng the Doctor” offre un’alternativa ironica e divertente all’educazione sessuale di stampo clinico.

Nella loro semplicità questi oggetti hanno un’estetica molto definita e studiata, come lo è il progetto espositivo (lo potete osservare nella gallery): ricordo inoltre che per ogni kit venduto, 5 dollari vanno all’associazione Cottage Dreams che si occupa di prevenzione al cancro. Altri lavori della Gerard sono i Plustache, baffi di lana pensati per giocare ironicamente con le tematiche di genere, mentre sul versante ecologista/rapporto con la natura ritroviamo la serie “Plants you can’t kill” (che l’artista sostiene di aver creato dopo una serie di fallimenti nel tentativo di coltivare il suo giardino), o ancora “Toxic REEF Toronto”, un particolare progetto dedicato alla barriera corallina.

Per chi volesse invece saperne di più sulla sua biografia, è possibile dilettarsi con HUNG, un fumetto scritto dall’artista proprio a partire da episodi della sua vita personale.

Boobs & Dinks by Shannon Gerard

Continua a leggere: Fra umorismo e autobiografia, l'arte al femminile di Shannon Gerard

Eye am You di Jarashi Suki

pubblicato da penelope.di.pixel in: Toys Digital Art


Assumere il punto di vista dell’altro, guardare il mondo con i suoi occhi. L’opera “Eye am You” dell’artista Jarashi Suki lavora in modo delicato ed espressivo su questo concetto, creandovi una poetica e una narrativa attraverso un device tecnoogico indossabile.

Eye am You è presentato come un giocattolo: un paio di grandi occhiali su cui è montata una webcam. Gli occhiali sono uno schermo di pubblicazione, mentre la webcam è progettata con l’obiettivo di fotografare gli occhi di chi ci sta guardando, sovrapponendoli ai nostri, come vedete nella foto in alto. Bellissimo, fra l’altro, il gioco di parole in inglese.

Poetica e priva di enfasi tecnologica, non è anche questa una forma di arte/realtà aumentata?

Eye am You

Carola Ghilardi e le sue bambole: intervista alla Chef Cocotte

pubblicato da penelope.di.pixel in: Toys Interviste

cocotte, carola ghilardi

Pochi giorni fa vi ho parlato di Art Doll con il progetto “Cocotte“. La segnalazione che era arrivata alla nostra redazione mi aveva colpito per il linguaggio delicato e l’autentico interesse per la cultura del giocattolo d’arte che vi avevo colto.

Ho subito deciso di contattare Cocotte per intervistarle e le mie aspettative sono state tutt’altro che deluse. Così ho conosciuto via mail Carola Ghlardi, illustratrice di professione e Chef Cocotte per vocazione. Il racconto di Carola scorre veloce e fluido, e mi appassiona. Leggo come da una mostra di illustrazione quasi per caso le bamboline diventano protagoniste facendo scattare la scintilla in lei. Come intorno a questa idea un piccolo nucleo di appassionati si sia pian piano formato: prima un falegname-restauratore, che si occuperà di darei “i corpi” alle bambole; poi le figure sartoriali, tre donne che curano il dressing e gli accessori delle bamboline: fra questa Olga Benedetti, classe 1930, che ha portato al gruppo “aneddoti e colori di un’epoca lontana“, sembra una presenza bellissima; infine il web master: a lui il compito di tradurre in digitale lo stile e il gusto Cocotte…

Ma vi lascio scoprire da soli il resto dell’intervista: come sono prodotte le bambole, i materiali, il tratto grafico, le donne a cui si ispirano e come interpretano l’universo femminile. Solo un’ultima nota a margine: Carola non si è limitata a descrivere solo il suo progetto, offrendoci una panoramica ricca e interessante sulla cultura del giocattolo d’arte e segnalandoci link e approfondimenti: io stessa mi sono ripromessa di studiare con più attenzione alcuni spunti, in particolare gli esempi di Art Doll internazionali.

Buona lettura, con l’augurio di vedere presto realizzata una prima mostra by Cocotte: restituisco il mio grazie al piccolo e grazioso coro che ci è stato inviato.

Continua a leggere: Carola Ghilardi e le sue bambole: intervista alla Chef Cocotte

Cocotte, la cultura dei giocattoli d'arte esportata in Italia

pubblicato da penelope.di.pixel in: Toys

cocotte, art doll

Cocotte: cortigiana à la mode capace di mandare in rovina i suoi clienti con richieste di gioielli, case e sfizi di vario genere; gallinella, nomignolo tipico delle filastrocche per bambini; particolare tipo di origami; ma anche cuccuma, un tegame assai simile nella forma ad una nostrana pentola a pressione.

Cocotte è tutto questo, ma è anche un progetto di Art Doll. O meglio al tentativo di quattro ragazze romane di aprire al strada in Italia alla cultura dei giocattoli d’arte, consolidata in paesi come Canada, la Francia o gli Stati Uniti. Una produzione artigianale di piccole bambole fatte a mano, le Cocotte esplorano con ironia il mondo femminile.

Sul sito, la parte più interessante è una bella gallery dedicata al making off, 86 foto che ci fanno vedere il processo di produzione delle bambole, dai vestiti ai volti dipinti: molto carino anche questo video sulle note della indimenticabile Georgette Plana. Ecco, sono queste piccole suggestioni per i vostri regali di Natale.

Allo SHOWstudio di Londra una mostra dedicata alle bambole d'arte

pubblicato da margherita in: Toys Gallerie Mostre

SHOWstudio: In Wolves Clothing: Re-imagining the Doll - Londra

L’inaugurazione è avvenuta durante la serata “mondiale” dedicata alla shopping, la Fashion’s Night Out. Probabilmente perché In Wolves Clothing: Re-imagining the Doll è insieme una mostra d’arte e di moda, anche se dedicata alla bambola.

Bambola/doll vista come giocattolo ma anche oggetto da collezione in edizione limitata.

La mostra, allo SHOWstudio di Londra fino al 30 di ottobre, include lavori di Michael Baumgarten, Barbie, Marina Bychkova, Nancy Fouts, Emma Gibson, Nick Knight, Laurie Simmons & Peter Jensen, Lone Siggurdson, Viktor & Rolf e Andrew Yang; video di Maria Cristina Carbonell, Jake e Dinos Chapman, Desiree Holman e Lauren Kelley; e anche performance realizzate in studio.

SHOWstudio: In Wolves Clothing: Re-imagining the Doll - Londra
SHOWstudio: In Wolves Clothing: Re-imagining the Doll - LondraSHOWstudio: In Wolves Clothing: Re-imagining the Doll - LondraSHOWstudio: In Wolves Clothing: Re-imagining the Doll - LondraSHOWstudio: In Wolves Clothing: Re-imagining the Doll - Londra

Continua a leggere: Allo SHOWstudio di Londra una mostra dedicata alle bambole d'arte

Toys Toyz! a Roma

pubblicato da Lorenzo Mazza in: Toys Artisti


Giocattoli, giocattoli dipinti, giocattoli il cui design è stato customizzato dagli artisti. Un doppio appuntamento espositivo: il 10 aprile alla Mondopop International Gallery (via Dei Greci, 30) e il 23 aprile all’ESC Atelier Occupato (via dei Volsci, 159) di Roma. Toys, Plush, Paper Toys, protagonisti alcuni esponenti della street art, il cui universo simbolico si è confrontato col mondo dei comics e dei manga.

Il fenomeno della pittura di canvas toys standard banchi bianchi dilaga, così come la creazione di nuove forme in plastica, resine, carta e stoffa. In mostra e in vendita opere di Etnik, Gianzo, Yume, Sone, Diavu’, Gojo, Bol23, Mr.Klevra, HempFlowa, ZeldaBomba, DolceQ, MarcoRea, ZabrattaStudio, Orgh, FrancescaZuccaro, LaPiccolaIndustriaDelleOssessioni, Mone, Mr.Thoms, IthinkKP, Omino71, Kongal, Jinevra, Pelo, Sabopez, Mr.Wany, Kiv, Canz, Fatandsowhat!?, Nin-joToys, Silent Armada:, The Warko, Kngl, Moz, El Bombastico, Astral, Feel, Ivy, Wings Art, Killer Toy, Yume, Timself, Wizo

Durante l’evento da Mondopop e ESC verranno customizzati dal vivo alcuni toys e il pubblico potrà interagire con gli artisti. Sono previste video-proiezioni e la presentazione dei treni della serie All City Style creati per Urban Toyz, i toys della Silent Armada the vinyl monster custom blind boxed series one e i toys Lallo.