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Rosso. La forma instabile di uno scultore al Guggenheim di Venezia

Pubblicato: 30 ott 2007 da margherita

Donna sortendo di camera - 1925ca - Medardo Rosso

Anticipatore della modernità poi ereditata da altri artisti più giovani, Medardo Rosso è rimasto un personaggio complesso e sconosciuto . Il Guggenheim di Venezia gli dedica la mostra “Rosso. La forma instabile“, curata da Paola Mola e Fabio Vittucci, per illustrare l’immagine visionaria dell’artista torinese.

Rosso. La forma instabile - Guggenheim Venezia
Donna sortendo di camera - 1925ca - Medardo RossoMadame X - 1900ca - Medardo RossoEnfant malade - 1898ca - Medardo Rosso

Madame Noblet, Enfant malade e Paris la Nuit - 1899 - Medardo RossoEcce Puer - 1914ca - Medardo RossoAutoritratto - 1906ca - Medardo Rosso

Alle sculture si aggiungono busti, gessi, bronzi e 100 fotografie che lo stesso Rosso amava scattare. La particolarità delle immagini sta nel fatto che lo scultore scapigliato-impressionista prima fotografava i suoi lavori e poi fotografava le fotografie, che venivano ingrandite, ritagliate, raschiate, strappate, macchiate volutamente. Altro particolare la datazione, che non corrisponde alla foto originaria ma alla successiva esposizione. Per Rosso il tempo non esisteva.

Rosso. La forma instabile, Palazzo Venier dei Leoni, Guggenheim-Venezia, Venezia, dal 22 settembre al 6 gennaio 2008.

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