Decadenti, surreali, che disorientano, così mi sono sembrate alla prima occhiata le immagini di Anne Hardy. Le fotografie sembrano la testimonianza di una festa un pò baraccona, finita da qualche ora, con resti di torta e palloncini sgonfi.
Si tratta invece di una ricostruzione curata nei particolari che la fotografa inglese lavora nei minimi dettagli con oggetti trovati, per trasmettere a chi guarda quella sensazione di decadenza, di abbandono che spesso i luoghi di festa portano con sé.
La Hardy costruisce questi set all’interno del suo studio che poi fotografa e stampa in grandi formati. Non sono immagini che testimoniano l’accaduto, ma servono a far nascere sensazioni in chi osserva. Lo spettatore si affaccia alla finesta (la foto), guarda e forse partecipa alle ossessioni dell’artista.
Anne Hardy oltre ad essere stata alla 52 Biennale di Venezia, è tra gli artistissimi di Torino.