Paolo Canevari, pneumatici e teschi contro l'indifferenza


Momento felice per Paolo Canevari, tra i sei italiani invitati alla Biennale di Venezia da poco conclusasi e presente all'esposizione Senso unico in corso a New York.

Il lavoro di Canevari si muove tra linguaggi diversi (video, performances, installazioni, scultura) che gli permettono di volta in volta di interrogare il quotidiano attraverso l'uso di materiali poveri come la gomma delle camere d'aria, sottoposti a trattamenti che ne mettono in discussione il significato. La frattura che ne segue apre nuove prospettive sulla percezione dell'opera e sulla sua interpretazione e posizione all'interno della realtà.

Canevari punta a straniare e a portare lo spettatore sul terreno del non visto, attraverso allusioni a significati sconvolgenti (come sconvolgente, spesso, è la realtà). In una società in cui i mass media ci rendono insensibili alla distanza tra verità e finzione, uno pneumatico che brucia rimanda alla pratica atroce attuata dai vigilantes in Sudafrica di dar fuoco a pneumatici messi al collo dei nemici.


Alcune opere di Paolo Canevari


Con Bouncing Skull, presentato alla Biennale di quest'anno, invece, ci troviamo di fronte ad un bambino che, sullo sfondo di edifici bombardati (siamo a Belgrado), gioca a pallone con quello che solo ad un'osservazione più attenta si rivela essere un teschio umano.


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