A Palazzo Reale, Milano, ha aperto da qualche giorno “L’Arte delle Donne - dal Rinascimento al Surrealismo” una mostra che celebra la donna nell’arte, non solo come oggetto raffigurato, ma soprattutto come soggetto raffigurante.
La storia dell’arte ha spesso penalizzato la figura dell’artista donna, nonostante questo diverse protagoniste sono emerse nei secoli. Basta citare Tamara de Lempicka, Frida Kahlo, Camille Claudel e Barbara Hepworth (nomi noti spesso affiancati a quelli maschili). Tuttavia ci sono state anche altre artiste femminili trascurate e brave quanto gli uomini.
L’Arte delle Donne - Palazzo Reale



La mostra mette in luce le opere e il lavoro svolto da queste donne, iniziando dal ‘500 con Sofonisba Anguissola (omaggiata da Anton van Dyck) e Lavinia Fontana, specializzate nei ritratti. Marietta Robusti, figlia di Tintoretto e Artemisia Gentileschi, pittrice e femminista della prima ora che denunciò lo stupro subito. Si prosegue con il ‘700 e Rosalba Carriera, artista del pastello, continuando con il neoclassicismo di Angelica Kauffmann.
L’Ottocento vede la cognata di Manet, Berthe Morisot, Eva Gonzalès e Mary Cassatt, scoperta da Degas. La madre di Utrillo, l’artista Suzanne Valadon, e la più nota Camille Claudel. Fuori dal coro le audaci Tamara de Lempicka e Frida Kahlo.
In tutto 260 opere realizzate tra il ‘500 e il ‘900 da 140 artiste visibili fino al 9 marzo.