Laurie Simmons fotografa dagli anni ‘70 bambole, pupazzi, marionette come fossero oggetti viventi (con la capacità di renderli reali) e li inserisce in case di bambole in miniatura, avvolte da un’atmosfera di ricordi, rimpianti e nostalgia. Un retaggio che le viene dall’infanzia, avendo cominciato a fotografare a sei anni giocattoli, seguiti poi dalle case di bambole, dai pupazzi e anche da performer in costume.
In particolare descrive scenari femminili dove la donna, secondo stereotipi culturali e assegnazione di ruoli, è relegata al mondo della casa. O ancora ambienti dove i personaggi sono in cerca di identità e ruolo, sopraffatti dal materialismo. Una critica che l’artista rivolge alla società dei consumi.
Inizialmente dedita al bianco e nero, si è avvicinata al colore negli anni. Solo recentemente si è dedicata ai cortometraggi, realizzando nel 2006, “The Music of Regret”, con l’attrice Meryl Streep e tante marionette.
Vhemt
17 dic 2007 - 17:17 - #1Pensavo davvero che si trattasse di bombole!