David Lynch ha anticipato il genere macabro ma con classe con “Twin Peaks”. Poi è arrivata la serie “CSI”, che deve essere stata di ispirazione per molti artisti di nuova generazione. E con il clima di perdita e lutto che si avverte nell’arte contemporanea, non stupisce che il genere diventi sempre più raffinato. Lo stile funereo elaborato nelle sue varie forme, ma sempre sofisticato, piace.
E’ il caso di Izima Kaoru, uno dei primi fotografi ad iniziare il genere moda e morte.
L’artista giapponese immortala abiti di famosi stilisti in scene di crimine (basandosi anche sulle risposte rivolte ad amiche e modelle su che abito vorrebbero indossare in caso di morte). Le sue protagoniste sono donne uccise ma con classe. Gli occhi sono sbarrati, il corpo è adagiato immobile, il sangue si intravede, ma gli abiti e il trucco sono impeccabili.
Come lui, ma dopo di lui, Melanie Pullen e Gregory Crewdson.
contemporanea
20 dic 2007 - 16:01 - #1beh, nelle foto di Crewdson non ci sono cadaveri né omicidi. E le atmosfere sono tutto meno che “fashion”, quindi non capisco l’accostamento, che invece mi sembra appropriato per Melanie Pullen.
margherita
20 dic 2007 - 16:10 - #2io vedo l’accostamento per il tipo di atmosfere che creano entrambi, si attende qualcosa (non per l’uso dei cadaveri) e per lo stile cinematografico.
allende
20 dic 2007 - 19:55 - #3Da semplice amante del genere non condivido l’accostamento tra Izima Kaoru e Crewdson.
Non credo si possa inserire Crewdson in questo filone.