E’ aperta al pubblico da oggi e fino al 2 marzo, presso il Palazzo delle Esposizioni di Roma, la retrospettiva del fotografo americano Gregory Crewdson, cui ho già dedicato un post (il mio primo post) tempo fa. Una rassegna della sua produzione, dalla serie degli”Early works” degli anni ‘80 fino alla più recente”Beneath the roses”(2003-2005).
Ho avuto modo di visitarla in anteprima ieri sera e posso assicurarvi che, se le sue immagini in internet o sulla carta sono già eccezionali, dal vivo acquistano una carica fortissima. Fotografie che sembrano fotogrammi di film inesistenti, codici narrativi che permettono all’artista di condensare in una sola immagine, come un istante congelato nel tempo, un’intera storia dal sapore lynchiano.
Le fotografie di Gregory Crewdson



Per lo più femminili i personaggi ritratti, colti con lo sguardo perso nel vuoto in circostanze surreali e inspiegabili. E poi la luce, teatrale e crepuscolare, che illumina l’inquietudine dei sobborghi del Massachussets. Perché ormai il vecchio sogno americano è solo un vago ricordo.
Vhemt
19 dic 2007 - 14:03 - #1Ho un’incredibile voglia di andarlo a vedere e curioso di provare l’effetto dal vivo delle sue opere.
allende
19 dic 2007 - 21:57 - #2FANTASTICO!!!!!!
contemporanea
20 dic 2007 - 10:45 - #3lo so! ma io sono troppo di parte ;)