Il Rinascimento fiorentino nel Museo Nazionale di Pechino. Entusiasmo e dubbi

pechino rinascimento

Diverso, o no dal concetto di aprire una "filiale" museale all'estero come quella progettata dal Louvre ad Abu Dabhi (notizia che ha agitato molti animi nel mondo dell'arte), oggi a Pechino nel Museo Nazionale cinese della piazza di Tien An Men si è aperto lo Spazio Italia, dedicato all'arte italiana, inaugurato con la mostra sul Rinascimento fiorentino. Questo spazio, aperto grazie all'accordo tra i nostri Beni Culturali e il Ministero della Repubblica Cinese, si prospetta come un obiettivo economico e culturale, per un confronto che faccia emergere il dialogo in atto tra due paesi così lontani. Il progetto avrà una durata quinquennale e sarà ripagato, con una mostra nel prossimo futuro sui manufatti cinesi a Palazzo Venezia.

70 opere del nostro Rinascimento fiorentino saranno esposte nello spazio e se la Cina sembra economicamente aperta all'Occidente, una mostra sull'arte del '400 e del '500, epoche così ferventi di novità e di elevato contenuto intellettuale e morale si prospetta come un ulteriore passo avanti, che necessita di una visuale diversa. Filippino Lippi, Verrocchio, Botticelli, fino a Michelangelo,Leonardo e Raffaello, esposti a Pechino, parlano di un'epoca davvero lontana, possibile forse solo nell'ideale del raffinato uomo rinascimentale, che auspicava a una società perfetta, dopo aver compreso che la società e di conseguenza la pittura, potevano essere spiegate attraverso leggi razionali e canoni infallibili di perfezione.

Mentre si aprono questi nuovi orizzonti ancora una volta si rimane un pò disorientati, divisi tra l'entusiasmo e l'incertezza, soprattutto se si continuano a ricordare le fotografie dell'ormai famoso artista pechinese e dissidente Ai Wei Wei.

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Foto| Dal sito del MiBac

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