Il naturalismo pagano della bergmaniana Hanna Liden

Death Gate - Hanna Liden

Fotografa da tenere d'occhio secondo il nymag, per le potenzialità che l'artista svedese possiede.

Presente alla Whitney Biennial del 2006, Hanna Liden ha tutte la caratteristiche del naturalismo pagano (i riti esoterici legati alla natura) e del protestantesimo scandinavo (il senso della morte, le domande sull'esistenza di un dio). Questa lotta tra religione e sua negazione emerge dalle fotografie, che hanno per soggetto paesaggi desolati e sconfinati abitati da figure umane mascherate in viso.

Hanna Liden
Death Gate - Hanna Liden
Death Upon a Black Horse - Hanna Liden
Sirens - Hanna Liden

Hanna Liden
and her shadow Death - Hanna Liden
Bus Stop - Hanna Liden
Playing Dead - Hanna Liden
Skelleton Creek - Hanna Liden
Swamp Walkers - Hanna Liden
Vampire Nude - Hanna Liden
Hanna Liden

Nonostante questa apparenza però, le immagini non fanno venire in mente il genere horror adolescenziale, quanto il riferimento a Ingmar Bergman e al Settimo Sigillo (e la fotografia "Death Upon a Black Horse" fra tutte) e anche alla pittura nordica di Munch.

La differenza è che i protagonisti sono personaggi contemporanei vestiti con abiti moderni, forse il manifesto di questo nuovo spirito fine-di-mondo della generazione di artisti più recente.

La Rivington Arms è stata una delle prime gallerie a scoprirla.

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