Merz e la pratica intima del disegno

MerzPer gli artisti il disegno è il punto di partenza per qualsiasi lavoro e Mario Merz non fa eccezione.
Lo rivelano queste sue parole: “io sono il ragazzo che andava nei campi, sperando di poter portare a casa un disegno senza dover imitare il paesaggio dell’ottocento, il ragazzo che disegnava le sensazioni della natura”.

Dell’artista, recentemente scomparso, esponente di spicco dell’arte povera, sono esposti alla fondazione Merz, circa duecento fogli, eseguiti tra il 1951 e il 2003. L’opera grafica di Merz era rimasta pressoché inedita per la ritrosia dello stesso autore a mostrare “i compagni della sua vita”, come spiega uno dei due curatori, Dieter Schwarz.
La mostra ci fa riflettere sul ruolo fondamentale della pratica del disegno.
Disegno come rappresentazione, come idea, come strumento progettuale.
O come intimo rifugio.

L’esposizione arriva a Torino, fondazione Merz, dal 28 aprile al 29 luglio, dopo essere stata in Svizzera, nelle sale del Kunstmuseum di Winterthur.

via | fondazione Merz

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