"The Small Utopia. Ars Multiplicata" in mostra a Ca’ Corner della Regina

the small utopia ars multiplicata

Cornice tra le più suggestive, quella del palazzo Ca' Corner della Regina sul Canal Grande a Venezia, per una mostra dal titolo "The small Utopia. Ars Multiplicata" inaugurata ieri dalla fondazione Prada e curata da Germano Celant. Un viaggio nell'arte del Novecento internazionale che chiuderà i battenti il prossimo venticinque novembre, per sondare il tema del passaggio di un'arte aristocratica e d'èlite, com'era ancora quella dell'Ottocento, ad un'arte che vuole moltiplicarsi, filtrare la massa, diventare popolare. Un sogno inseguito da molti artisti che si rivela però, a contatto con le leggi implacabili del mercato globale, una triste chimera, trasformandosi "in una piccola utopia".

Tra le stanze sfarzose del palazzo di proprietà di Miuccia Prada, ci si muove come in una scatola Fluxus, tra mille oggetti e teche, alla riscoperta del piacere della moltiplicazione, tra i servizi da caffè di Balla e i panciotti di tessuto firmato Depero, tra le lattine per sardine di Arman e le scatole della Merda d’Artista di Piero Manzoni. C'è la pipa soffia-bolle di Man Ray dal titolo “Ce qui manque à nous tous” e c'è il Fluxshop, il cubo-negozio di Yoko Ono, arrivato con numerosi poster, oggetti e video dal Moma di New York.


Cade a pennello questa mostra con il cinquantesimo anniversario di Fluxus, che ha scatenato gli appassionati ed i credenti, in un via vai di mostre ed eventi che si susseguono in tutto il mondo
. Del resto di sicuro con Fluxus non ci si può annoiare, c'è tantissimo da osservare, per carpire il dettaglio, creare improbabili nessi logici tra gli oggetti, risalire a dove tutto è partito, al maestro delle “boites-en-valise" Marcel Duchamp.

Via | Nuova Venezia

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