Sembra quasi che siano state mangiate dall’acido, lambite e sfilacciate dalla furia degli elementi della natura, o rosicchiate appassionatamente da qualche accanito roditore, e invece no, il loro effetto sbrindellato è il “marchio distintivo” di Penny Hardy, artista inglese che plasma figurine sottili ispirate ai mondi vivacissimi della danza e del carnevale, ma anche singolari torsi avvolti in spirali di alluminio e resina.
Sono esseri dalla potente aura poetica, che come fantasmi erranti, rivelati in quegli stessi luoghi che hanno a lungo abitato, escono allo scoperto rivelando le loro membra ferite, martoriate e consunte. Eppure gli archi delle schiene, la magia dei passi scolpiti nel ballo e la leggerezza degli interpreti, restano incise, come innumerevoli testimonianze di attimi indimenticabili per lasciarsi assaporare con gli occhi e con il cuore. Opere che portano avanti colei che, ironia della sorte, ha già l’eco della forza nel cognome.
E pensare che di scultrici non ce ne sono poi così tante, creatrici pronte a varcare gli argini violenti di una plastica alla quale dar vita a suon di energici interventi contro la materia…un vero peccato!
Via | pennyhardysculpture.com








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