"Armandino e il Madre"


Lo scugnizzo "napoletanizzato" la fresca rosa rossa, e le sale silenziose del Museo Madre, enclave che ha più volte rischiato di chiudere i battenti, nel cuore di una "Napoli milionaria" dal fascino intatto nascosto da una corona di troppi abusi edilizi. Una storia d'amore un po' tormentata, intrisa di gelosie e di passioni, che sorge all'incrocio di lingue e culture e sboccia tra muri antichi, ammantati d'arte contemporanea. Gitani e partenopei, tra francese italiano e inglese, giovani speranze accese e grandi distanze, colmate da audaci salti (non solo metaforici). Due innamorati, occhi grandi e un piccolo messaggero che corre veloce, una minaccia più forte di tutto...e sempre lei, donna Partenope di terra e di mare, strenua protagonista di "Armandino e il MADRE", terzo cortometraggio d'autore dell'iniziativa per "Garofalo firma il cinema".

Un lavoro firmato dalla regia di Valeria Golino con Esther Garrel, Gianluca Di Gennaro e con la partecipazione di Iaia Forte, per non parlare di Denis Nikolic nel ruolo di Armandino, piccolo cupido dall'aria sveglia, che si fece un prezzario, e, fedele all'antica tradizione degli scrittori di strada, pronti a prestare i loro servigi e a mettere la penna al servizio di amori e messaggi, cominciò a sviscerare la lista delle sue prestazioni (di un certo successo a dire il vero), cominciando ad estendere la sua clientela, a pagamento naturalmente. Perché a due passi dal Golfo, dove tutti sono in cerca d'affetto, e i sentimenti traboccano dai solidi petti, si fanno affari anche col cuore!

La versione integrale al link

Via | pastagarofalo.it

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