Museo del Barrio di New York: dove l'arte portoricana, caraibica e latinoamericana si fondono

"El Museo", semplicemente così possiamo riconoscere quello che a New York è il Museo del Barrio. Scopriamo la sua particolarità

E' il 1969 quando nel quartiere di Harlem chiamato anche l'Italian Harlem di Brooklyn (New York), nasce El Museo del Barrio. Un nome che riporta ad origini esotiche, come quelle dell'artista che l'ha fondato: Raphael Montañez Ortiz, di origini portoricane, nato nello stesso quartiere, dove le culture convivevano. Non avrebbe ragione d'essere il museo se si prescindesse dallo spazio che lo circonda e dalla sua iniziale funzione di museo di quartiere. Spazio ed identità molteplici in continua evoluzione, come quelle che si stanziarono intorno agli anni '50 ad Harlem con prevalenza portoricana e latino americana.

Dalla valorizzazione di queste culture si sviluppa il Museo del Barrio, percorrendo tutta la storia dei latinos dall'epoca precolombiana ai nostri giorni, senza escludere lo stanziamento delle popolazioni a New York. Il fondatore da sempre interessato alle manifestazioni dell'arte tradizionale e popolare ha voluto per il museo quattro aree per una collezione permanente dove sono esposte stampe e manifesti del XXI secolo, oggetti votivi religiosi della tradizione, reperti archeologici degli antichi popoli caraibici, la sezione sull'arte moderna e contemporanea e per le esposizioni temporanee.

Il museo ne ha fatta di strada e da museo di quartiere è oggi un punto di riferimento per l'arte con 8.500 pezzi e manufatti, stampe e fotografie; ma a renderlo unico è l'impronta pubblica mantenuta nel tempo, attraverso iniziative e progetti educativi che hanno accresciuto la propria funzione. Riaperto dopo le recenti ristrutturazioni nel 2009, El Museo del Barrio organizza workshop, incontri che coinvolgono le scuole e spettacoli teatrali.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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