Scenografie barocche e suono: Brian Eno alla Reggia di Venaria

reggia di venaria brian eno

A giudicare dalle lunghe soste dei visitatori nella galleria Diana della Reggia di Venaria, la musica è davvero capace di frenare il passo veloce di chiunque e di farti fermare a riflettere, pensare e osservare lo spazio che ti circonda. Brian Eno con 12 Seasons. Music for the Great Gallery of the Palace of Venaria, ha trasformato dal 7 Luglio (fino al 14 Ottobre) la storica e barocca galleria della reggia torinese progettata da Juvarra, in una suggestiva installazione sonora di Ambient Music, di cui egli stesso fu il teorico e sperimentatore principale negli anni '70. Elementi indispensabili per Brian Eno: il suono e lo spazio,che si influenzano reciprocamente coinvolgendo i nostri sensi in una dimensione che va al di là della superficie vitale che ognuno di noi occupa.

L'intento di Brian Eno si può subito compredere nell'immediato cambiamento dei brani (composti, forse un pò prematuramente nel proprio studio londinese), nel visitare personalmente la reggia. Affascinato dai guizzi di luce che entravano nel lungo corridoio, ha subito sentito l'esigenza di restituire all'osservatore lo stesso senso di movimento e di inafferrabilità dovuto alla disgregazione dello spazio interno per mezzo della luce.

Il risultato è una melodia composta da sole due tracce sonore, divise in 12 sezioni, che utilizza di volta in volta, solo 5 delle sette note dello spartito. Il vecchio suono cede il passo a emozioni sempre diverse e discontinue, di cui conserviamo il ricordo grazie all'effetto-eco che lega i flussi sonori. Per fare ciò, sono state utilizzate 4 casse, due all'ingresso e due all'uscita rivolte verso il centro della sala. Per una musica che non è solo un viaggio nel tempo, in grado di riportarci nel passato, ma soprattutto un cammino nello spazio discontinuo del presente.

Foto| Dal sito Hopelavenaria

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