Riciclarte, la creativa arte del riciclo

Riciclarte, la creativa arte del riciclo

Riciclarte è un progetto ambizioso che nasce nel 1996 da un collettivo di artisti provenienti da tutti gli angoli dello stivale. Cosa li unisce? Prima di tutto il web, dato che il loro modus operandi segue i diktat della rete, condividere e scambiarsi idee liberamente online, e poi l'intelligente, abile e creativa arte del riciclo. Il sito ufficiale di Riciclarte è il punto d'incontro di questi artisti che fanno del riuso il concept principale della loro arte, dagli oggetti abbandonati nei cassonetti della spazzatura e nelle discariche nasce una nuova materia ed energia creativa, il loro supporto è materiale di recupero. Si può creare un'opera d'arte da qualsiasi oggetto o materiale buttato, l'importante è dare nuova vita a questi oggetti, in una sorta d'innovativo ready-made duchampiano. Così un telefono diventa un orologio, una bilancia una lampada, un ferro da stiro si trasforma in fermalibri, e persino un tosaerba da giardino ormai vecchio ed arruginito, e anche un po' pericoloso con le sue lame affilate, è sottratto alla discarica, e messo in camera da letto come supporto per i vestiti (designer Luca Scarpellini).

Riciclarte è una galleria online a porte aperte, chiunque può inviare le foto delle proprie creazioni, e offre agli artisti uno spazio virtuale d'incontro, nel quale è possibile proporre le proprie opere di riciclo agli altri, scambiare idee e messaggi, far notare le installazioni agli addetti al settore che si occupano di eventi e mostre. La comunità d'artisti entrata a far parte di questo progetto è sempre più ampia, sono tanti i creativi in Italia che condividono il fascino dell'object trouvè.

Così scrive Panorama

È l'arte del riciclo che prende forma nei lavori firmati Adeart, Antonio Attanasio, Monica Coin, Virginie Daenekyndt, Francesco Colozzo, ma anche Altrosguardo, per dirlo con una sigla. Atocaio, alias di Claudio Salviato, richiama un antico adagio, tramandato di padre in figlio in dialetto veneto: "Non se butta via gnente poe vegnere bon", ossia tutto può tornare utile. Come il rame recuperato dalle bobine dei motori elettrici, i chewing gum usati, il filo da pesca e altri oggetti dall'identità perduta trasformati in "gioielli trash" da Elisabetta Pescucci.

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