Spazio al contemporaneo in Bicocca con Wilfredo Prieto e i Kabakov

Spazio al contemporaneo in Bicocca con Wilfredo Prieto e i Kabakov

Per l'Hangar Bicocca di Milano, agosto è il mese delle mostre gratuite. Spazio al contemporaneo quindi con un viaggio prima tra le affascinanti e spiazzanti installazioni di Wilfredo Prieto e poi tra quelle avvolgenti dei Kabakov. L'artista originario di Cuba, è sensibile ai temi della politica e dell'ambiente, sfrutta oggetti e materiali di uso comune e quotidiano, che sceglie a seconda del significato intrinseco che portano con loro, politico, economico, o sociale che sia; e li trasforma, confondendo e molte volte seducendo la nostra percezione. Le sue opere d'arte sono armi a doppio taglio, in superficie solo piene di sfumature evocative, se le si osserva con attenzione sono piene di velati messaggi di critica sociale. Così la magica nuvola che resta sospesa nell'aria, quasi fantascientifica, sopra lo sguardo stupito dei coraggiosi spettatori di questi bollenti ed afosi giorni d'estate, si svela a poco a poco nella sua natura, 10 km di pungente filo spinato. Mentre il classico autobus milanese, nell'esposizione "Equilibrando la curva" sotto la ruota stringe in una morsa la moneta da un euro, metafora abbastanza esplicita sul periodo di grave crisi che la moneta unica sta attraversando.

Si continua il viaggio nell'arte di Prieto con l' "Ago nel pagliaio" o la grande betoniera che si incementa da sola, fino ad arrivare ad un incredibile orange bar davvero funzionante. Nell'ampio spazio dell'Hangar Bicocca , si prosegue in quest'avvincente esplorazione artistica con il cinema ricostruito in un'installazione di Ilya ed Emilia Kabakov, i due più importanti artisti russi di oggi, che con "The Happiest Man" sanno arrivare a scuotere emozioni estreme con una semplicità stupefacente. Nella penombra dell'hangar della Bicocca l'atmosfera è rarefatta, comode poltrone retrò, film sovietici degli anni Trenta, una piccola casa con una finestra, sorprendente, proprio sullo schermo. Per cercare di scappare per un attimo dalla realtà di cemento, afa e scarafaggi, in una vuotissima Milano d'agosto, una fuga che trasuda sia tenerezza, sia triste disincanto.
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Via| TM NEWS

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