Trecento scarpe rosse contro la violenza sulle donne

elina chauvet trecento scarpe rosseRosse come il sangue vivo che scende lento sulla ferita aperta, e che diventa raffermo nell'io più nascosto, intriso alle lacrime, scolpito nel dolore. Trecento scarpe rosse, per protestare contro le tante lacrime miste a sangue versate dalle donne in Messico, trattate in molti casi alla stregua di merce, peggio di bestie da baratto. Solo poco tempo fa padre Alejandro Solalinde, direttore di un rifugio per migranti nella municipalità di Ixtepec, Stato di Oaxaca e coordinatore del Centro pastorale cattolico di assistenza ai migranti nel Sud-Ovest del Paese, di passaggio in Italia denunciava le troppe violenze sulle donne in Messico.

Ma è l'eclettica artista Elina Chauvet, di origine per l'appunto messicana, ha lanciare un grido nell'aria, con la sua recente opera El Paso, realizzata in Texax, un'installazione composta dalle trecento paia di scarpe rosse in questione. Rosse come il sangue delle donne che da anni vengono uccise e rapite, nomi che finiscono nel nulla, tra le scartoffie di una scrivania già troppo piena. Ogni paio di scarpe rappresenta una donna che non c'è più. Sistemate in ordine lungo la strada sono le angoscianti tracce della violenza inaudita che le donne ancora subiscono nel mondo, e una sinfonia silenziosa contro questo stillicidio al femminile fatto di rapimenti, stupri e omicidi. Elina Chauvet alza la voce, vuol far parlare di ciò che succede tra il confine degli States e il Messico, nella speranza che qualcuno presto intervenga. Del resto l'arte deve essere anche questo, messaggi preoccupati a volte disperati che si ergono in volo, nella speranza che riescano arrivare alla sensibilità di qualcuno, no meglio di molti, di un'umanità in letargo che si deve svegliare.

Via |27esima ora

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