"Please Come Back", la metafora della prigione in mostra al MAXXI

gulsunkaramustafa_testata.jpg

Raccontare il carcere in maniera concettuale, come metafora del mondo contemporaneo e a sua volta descrivere il mondo contemporaneo come metafora del carcere. In questo concept così delineato si struttura la mostra “Please Come Back. Il mondo come prigione?”, che si terrà negli spazi del MAXXI – Museo nazionale delle Arti del XXI secolo – di Roma fino al 21 maggio 2017.

Ben 26 artisti e oltre 50 opere raccontano questo connubio metaforico tra carcere e società, sottolineandone l’aspetto che accomuna entrambi: tecnologico, iperconnesso, condiviso e sempre più controllato.

“Lo sviluppo esponenziale delle tecnologie digitali, l’avvento dei social network, l’utilizzo dei Big Data, hanno progressivamente e inesorabilmente cambiato la nostra società che assiste al crollo delle filosofie di condivisione sociale e urbana e all’instaurarsi di un nuovo regime che, in nome della sicurezza, ci spoglia, con il nostro consenso, di ogni spazio intimo e personale”, è questa la mission della mostra.

Il percorso espositivo si compone di tre sezioni: “Dietro le mura”, “Fuori le mura” e “Oltre i muri”, ognuna delle quali mette la prigione come centro d’indagine, analizzandola sia nella sua dimensione fisica che nel suo significato metaforico. Molto d’impatto è la prima sezione, alla quale hanno partecipato artisti che hanno fatto una esperienza diretta della prigione,  perché sono stati reclusi o perché ne fatto il soggetto del proprio lavoro.

La mostra “Please Come Back” è visitabile dal Martedì al Venerdì (11.00 - 19.00), il Sabato (11.00 - 22.00) e la Domenica  (11.00 - 19.00).

Credit | MAXXI

Vota l'articolo:
4.00 su 5.00 basato su 3 voti.  
  • shares
  • +1
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE DONNA DI BLOGO