Transformers Art: i giganteschi robot dell’artista Danilo Baletic costruiti con rottami di auto e camion

Chi l’ha detto che la robotica sia un argomento che appartiene solo al mondo della tecnologia. Mai come in questo caso, i robot di cui stiamo per parlarvi hanno segnato diversi settori, da ludici a cinematografici e persino artistici.

Stiamo parlando dei Transformers, linea di giocattoli nati negli anni Ottanta in Giappone dalla Takara, che consiste in robot in grado di trasformarsi – da lì il nome Transformers – in altre, diversissime sembianze, principalmente in automezzi.

Il successo nel mondo dei giocattoli ha fatto sì che il mondo del cinema si interessasse a questo popolarissimo fenomeno, lanciando una serie cinematografica dedicata ai Transformers, che il prossimo 22 giugno uscirà in Italia con l’ultimo – per adesso – episodio: “Transformers 5 - L'ultimo cavaliere”, diretto da Michael Bay, con Mark Wahlberg, Stanley Tucci, Josh Duhamel, Tyrese Gibson e John Turturro tra i protagonisti.

Cosa c’entra l’arte, vi chiederete. C’entra quando un uomo di nome Danilo Baletic, studente della facoltà delle Arti presso UDG (Università Donja Gorica ) nei Balcani, classe 1992, decide di realizzare i suoi Transformers Art, robot giganti realizzati utilizzando rottami metallici provenienti da auto e camion e di portarli in giro per il mondo.

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Sono ben 10 robot metallici, giganti - tra di essi Megatron, al momento la scultura più alta al mondo realizzata da un artista contemporaneo – ed hanno una mission precisa da compiere: quella di salvaguardare il pianeta, trasformando i rifiuti e le ferraglie in qualcosa di unico.

Attraverso la realizzazione dei suoi Transformers Art, infatti, l'artista vuole inviare un messaggio alle generazioni future, per educarle, sensibilizzarle, per far capire loro che bisogna prendersi cura dell’ambiente, soprattutto quello in cui viviamo. Da questo messaggio generale nasce ancora di più il desiderio di vedere una trasformazione nella società in cui viviamo, una presa di responsabilità verso l’ambiente ma soprattutto anche l’uno verso l’altro, verso una trasformazione globale.

La mostra dei Transformers Art è stata in Italia fino allo scorso 1 maggio, presso il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia di Milano, promossa da Baha Fine Art,  con un enorme successo di pubblico, soprattutto di bambini. E sono proprio i bambini i destinatari finali del messaggio ecologista dell’artista, perché sono le forze trainanti e il futuro della vita della Terra. "Ogni volta che osserva i bambini che sorridono ai piedi delle mie sculture – ha dichiarato l’artista – penso che se posso dare un sorriso a un bambino, anche solo per un giorno, io e i Transformers Art abbiamo iniziato ad avere successo”.

I Transformers Art sono alti tra i 3 e gli 8 metri; per ciascuno di loro l’artista ha impiegato 4 mesi per costruirli e quasi 3 anni per metter su l’intera squadra. Dopo Milano questi messaggeri robotici andranno in giro per il mondo, in Danimarca, a Londra e poi in Asia e negli Stati Uniti, aiutando a capire chi li ammira che dare una nuova forma e vita alle cose non solo è possibile ma anche necessario, essendo essi stessi testimonianza delle possibilità di questa trasformazione.

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