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Mario Sironi. I dipinti degli anni '40 e '50 in mostra a Milano

Pubblicato: 10 mar 2008 da margherita

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Periferia - 1942/1943 - Mario Sironi

Per la prima volta insieme, alla Fondazione Stelline di Milano, sono raccolti i capolavori degli anni ‘40 e ‘50 di Mario Sironi.

Si tratta di una cinquantina di dipinti dell’ultimo periodo dell’artista, il più difficile, tra la disperazione per il suicidio della figlia diciottenne e il crollo di tutte le sue convinzione politiche e artistiche. Nella solitudine Sironi rinnova il suo linguaggio dando vita a nuove forme e ad una visione della realtà opposta a quella della giovinezza e della maturità.

Immagini cariche di neri profondi, di nudi essenziali e di paesaggi lacerati compongono “Sironi. Gli anni ‘40 e ‘50. Dal crollo dell’ideologia agli anni dell’Ap0calisse”.

Sironi. Gli anni ‘40 e ‘50. Dal crollo dell’ideologia agli anni dell’Apocalisse - Fondazione Stelline - Milano
Periferia - 1942/1943 - Mario SironiIl Gasometro - 1943/1944 - Mario SironiLa penitente - 1945 - Mario Sironi

Donna sdraiata - 1944 - Mario SironiIl gasometro - 1945 - Mario SironiLa grande chiesa - 1945 - Mario SironiComposizione - 1944 - Mario SironiComposizione - 1944 - Mario SironiComposizione arcaica - 1942/1943 - Mario SironiColloquio - 1944 - Mario SironiComposizione - 1942/1943 - Mario SironiElementi - 1943/1944 - Mario SironiRailway Yard - 1952 - Mario SironiComposizione con cavallo nero - 1949 - Mario SironiScogliera - 1947 - Mario SironiComposizione - 1957 - Mario SironiComposizione - 1955 - Mario SironiIl lavoro - 1949 - Mario SironiLa carità - 1945 - Mario SironiPaesaggio con albero - 1943 - Mario SironiFrammento murale - 1939/1940 - Mario SironiTesta - 1941 - Mario Sironi

Se nella sua stagione novecentista aveva raffigurato un’immagine dell’uomo drammatica ma propositiva, come artefice e costruttore, ora invece dipinge uomini murati nella pietra, sipari di rocce impenetrabili, sagome immobilizzate. Così il più grande pittore di architetture del nostro secolo conclude la sua ricerca con la visione di un crollo metafisico, di un terremoto universale. È una distruzione irreversibile, che colpisce non tanto la natura, quanto l’uomo. L’architetto che progettava città e si confrontava con la grande superficie nell’esperienza monumentale, lascia posto a figure minime che, tra le poche rocce non disfatte, assistono in silenzio alla rovina.

Le opere esposte, che sono state raccolte da importanti collezioni pubbliche e private, comprendono “Paesaggio urbano”, “Il gasometro “, “La penitente” e dopo decenni di assenza “Periferia”.

Curata da Claudia Gian Ferrari ed Elena Pontiggia, la mostra chiude il 25 maggio.

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2 commenti

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  • [la.linda][maraglietta]

    14 apr 2009 - 19:29 - #1
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    molto bello e interessante!!ciao.ciao kix vostra lilly..

  • [la.linda][maraglietta]

    14 apr 2009 - 19:32 - #2
    0 punti
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    molto bello e interessante!ciao.ciao kix vostra lilly..