
Un verso del poeta greco Archiloco recita: la volpe sa molte cose, ma il riccio ne sa una grande. In un suo celebre saggio dal titolo Il riccio e la volpe, il filosofo Isaiah Berlin rileva come il frammento in questione possa essere interpretato in innumerevoli modi e anche semplicemente nel senso che la volpe, con tutta la sua furbizia, non può nulla contro la sola, unica e semplice difesa di cui il riccio, per natura, dispone. Ma Berlin conferisce al verso di Archiloco un senso figurato e adotta le immagini dei due animali per indicare una differenza fondamentale che dividerebbe tutti gli esseri umani.
Esiste infatti un grande divario - scrive il filosofo - tra coloro, da una parte, che riferiscono tutto a una visione centrale, a un sistema più o meno coerente e articolato, con regole che li guidano a capire, a pensare e a sentire - un principio ispiratore, unico e universale, il solo che può dare un significato a tutto ciò che essi sono e dicono -, e coloro, dall’altra parte, che perseguono molti fini, spesso disgiunti e contraddittori, magari collegati soltanto genericamente … per qualche ragione psicologica o fisiologica, non unificati da un principio morale o estetico. Le persone del primo tipo sarebbero ricci. Quelle del secondo volpi.
E così Berlin classifica tutti i pensatori e gli artisti: Dante, per esempio, era un riccio; Shakespeare una volpe. E Tolstoj una creatura singolare: una volpe che si credeva un riccio. Berlin non fa molti esempi, ma il gioco può continuare all’infinito. E Artsblog intende continuarlo con voi, proponendo ogni martedì un riccio e ogni venerdì una volpe. Cominciamo oggi ricordando un riccio di tutto rispetto: Michelangelo Buonarroti.
Perchè un riccio? Perchè nelle sue formidabili sculture e nei meravigliosi affreschi il grande artista toscano rappresentò mirabilmente l’ideale neoplatonico, espresso nella perfetta architettura della figura umana. Il tutto sullo sfondo di una fede cattolica che andò consolidandosi sempre più nel corso degli ultimi anni della sua vita.
Tra le iniziative attualmente dedicate al ‘riccio’ della settimana da segnalare la mostra ‘Il volto di Michelangelo‘, un’insolita raccolta di ritratti del Maestro, che si terrà tra il 7 maggio e il 30 luglio 2008 a Firenze, presso la Casa Buonarroti.
margherita
18 mar 2008 - 18:44 - #1ma decidi tu in base a questo principio gli artisti da classificare come volpi e ricci? non subito, ma più avanti sarei curiosa di sapere come consideri alcuni artisti contemporanei.
alessandro_m
18 mar 2008 - 21:06 - #2Berlin non parla di Michelangelo, nè di altri pittori o scultori. Propongo mie personalissime idee, ma probabilmente in alcuni casi mi potrò sbagliare. Quello che a me potrebbe sembrare un riccio per altri potrebbe essere una volpe e viceversa. La cosa è complicata dal fatto che alcuni autori si credono ricci, ma sono in realtà delle volpi. Nella letteratura, è il caso di Tolstoj, sul quale Berlin, nel suo saggio, si sofferma ampiamente. Per tutta la sua vita, il grande scrittore russo cercò un principio unico, regolatore della realtà e del corso degli eventi, ma nel contempo fu ossessionato dalla complessità e dalla imprevedibilità della storia, aspetti che seppe esprimere in modo formidabile.
alessandro_m
19 mar 2008 - 09:53 - #3Tra l’altro, è uscito da un po’ un libro di Dario Fo su Michelangelo. Segnalo un’interessante intervista pubblicata tempo addietro da Booksblog:
http://www.booksblog.it/post/2161/michelagniolo-intervista-a-dario-fo
myartistic
20 mar 2008 - 12:10 - #4Artisti come Michelangelo purtroppo nascono una volta sola…. l’arte di quel periodo è fantastica irraggiungibili e inimitabile. L’arte contemporanea sta diventando un po’ troppo eccessiva, a mio modesto parere, ovviamente….
Che dire di Michelangelo un Signor Riccio, con la R maiuscola!!!!
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L’arte sui mobili ditemi cosa ne pensate e se avete quelche idea da suggerirmi visitate www.myartistic.it
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