Per la prima volta a confronto le opere di Antonio Canal, detto il Canaletto e del nipote e allievo Bernardo Bellotto nelle sale di Palazzo Bricherasio, Torino, in mostra fino al 15 giugno.
“Canaletto e Bellotto. L’arte della veduta” è un percorso dedicato al rapporto artistico tra i due maestri, uno dei più affascinanti del settecento. Grazie alla disposizione delle opere, esposte insieme per la prima volta e affiancate le une alle altre, sarà possibile fare un paragone tra stili, tecniche e personalità degli autori.
L’introduzione della mostra è rappresentata dalle tele di Canaletto considerate formative per lo sviluppo di Bellotto, e sono costituite da due vedute di Venezia che provengono dalle collezioni reali inglesi. A queste si contrappongono le vedute veneziane dell’allievo. La maggior parte di questi dipinti è stata tradizionalmente attribuita a Canaletto, mentre solo di recente sono stati riconosciuti come opera di Bellotto.
Canaletto e Bellotto. L’arte della veduta - Palazzo Bricherasio - Torino
L’indipendenza di Bellotto e la formazione di uno stile risale al 1742, anno del suo viaggio a Roma. Alle vedute romane è quindi riservata un’attenzione particolare nell’esposizione proprio per questa ragione. Seguono poi le vedute di Lucca, Firenze, Torino.
Negli anni successivi si spostano entrambi all’estero, Canaletto a Londra e Bellotto prima a Dresda e poi a Vienna, Monaco e Varsavia. Mentre il primo sviluppa negli anni una visione decorativa e rococò, Bellotto tende al realismo interessandosi alla natura e al paesaggio. La mostra comprende opere che riguardano anche il periodo della maturità e quello dei capricci. A completare i 50 disegni che si ricollegano alla fase preparatoria di molti dipinti e le acqueforti.
Curata da Bożena Anna Kowalczyk, uno dei massimi esperti del vedutismo veneziano, la mostra comprende opere provenienti dalle collezioni di importanti musei e privati.
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