Hieronymus Bosch. Gli incubi di un riccio visionario

74,1 x 81

Un "riccio" inquietante quello di oggi. Nel panorama della pittura fiamminga della seconda metà del XV secolo, spicca per le sue imponenti rappresentazioni piene di creature bizzarre, simboli alchemici e religiosi. Si tratta però di raffigurazioni tutt'altro che estranee agli occhi dei suoi contemporanei, che anzi apprezzarono molto le opere di Hieronymus Bosch, vedendo in esse rappresentate, con grande potenza ed efficacia, credenze e convinzioni morali appartenenti alla cultura del tempo.

Talora le sue creature sono state osservate e interpretate con gli strumenti della psicanalisi. Qualcuno ha visto in Bosch persino un precursore (o un risalente ispiratore) del moderno surrealismo, ma probabilmente si tratta di letture un po' forzate. Membro della Confraternita di Nostra Signora - e, secondo alcune fonti, anche seguace della setta degli adamiti, che attraverso l'esercizio di riti sessuali tendeva al recupero dell'innocenza originaria, perduta da Adamo - Bosch fu uomo del suo tempo. I suoi riferimenti simbolici attingono all'immaginario religioso e folclorico popolare.

Come forse tutti i veri simbolisti, Bosch è un "riccio" (nel senso berliniano). Crede in un sistema coerente di regole e principi e la sua straordinaria fantasia - che continua ad ispirare la letteratura, l'arte e il cinema contemporanei - non pare rappresentare una realtà complessa, bensì un sistema strutturato in forma coerente, la cui conoscenza, tuttavia, è sempre mediata da un'autorità spirituale superiore.

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