MI ART: si salvi chi può


Arriva la primavera e, immancabile, arriva il Mi Art. Altrettanto immancabili arrivano le critiche per una fiera ogni anno più modesta, più povera di contenuti e che inizia ad essere abbandonata anche da gallerie milanesi quali Emi Fontana, Kaufmann e Marconi che hanno pensato probabilmente piu’ intelligente farsi il week end al mare.
Il periodo è da sempre infelice, al termine della estenuante maratona delle fiere, ma questa volta gli organizzatori si sono superati scegliendo un fine settimana che annovera, tra le altre cose, Vinitaly a 2 ore di auto e la Biennale di Berlino, che molti addetti ai lavori hanno-giustamente-preferito. Per un perfetto quadro criminoso mancava solo la finale di Coppa dei Campioni il giorno della inaugurazione, ma prima o poi ci riusciranno.

Grande afflusso il giorno inaugurale c'è comunque stato, tra personaggi più o meno noti, e con una Dominique Sanda che i meno giovani si ricordano meravigliosa in Novecento di Bertolucci e che vista ora è tra le più perfette interpretazioni dell’ineluttabilità dello scorrere del tempo, con grande dispiacere.
Venendo all’Arte si ha l’impressione che poche gallerie abbiano dato il meglio, pare anzi che abbiano allestito controvoglia, più per dovere che per piacere, più per il timore di perdere un’occasione a fine stagione che per l’entusiasmo di mostrare cose nuove.

Sono piaciuti gli stands di Astuni con Avotins ed altri artisti europei molto interessanti, e anche ProjectB contemporary art ha mostrato belle cose.
Il nostro oscar personale va alla Jarach Gallery di Venezia, giovane galleria nata nel 2006 che presenta emergenti fotografi italiani tra cui l’interessantissimo Claudio Gobbi, allievo di Gabriele Basilico, con una serie di opere sui teatri europei che gli è valsa peraltro il secondo posto al Premio Aletti 2007. Anche Giorgio Barrera freschissimo vincitore del premio Baume & Mercier è un artista da tenere assolutamente d’occhio, presente con un originale e concettualmente intelligente lavoro sulle finestre e i rimandi tra chi vede e chi è visto.

L’espositore Veneziano fa bottino pieno vincendo con Elena anche il premio dell’assistente di galleria più carina della Fiera, anche se gli affezionati della Galleria Bigai continuano a preferire, sotto questo piacevole aspetto, quest’ultimo stand.
In conclusione pensiamo che Milano abbia perso, per l’ennesima volta, una grande occasione per fare una bella fiera, circostanza veramente inspiegabile per le possibilità di questa città.

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