Dal 29 aprile fino al 7 settembre, le porte del Museo del Corso della capitale, si parono ad una grande mostra sul Quattrocento romano.
“Il Quattrocento a Roma. La Rinascita delle Arti da Donatello a Perugino” vuole fare luce su di un periodo storico dell’arte che ha visto protagonista Firenze ma ha trascurato Roma, mostrando quanto la capitale fece nel XV secolo per rinascere.
Il 400 a Roma. La Rinascita delle Arti da Donatello a Perugino - Museo del Corso - Roma



170 sono le opere esposte, tra plastici, arredi sacri e civili, ceramiche, sculture, disegni, medaglie papali e quadri, provenienti dai principali musei italiani e stranieri, tra i quali: i Musei Vaticani, il British Museum, lo Stiftung Museum Kunst Plast di Düsseldorf, il Skulpturensammlung und Mueseum für Byzantinische Kunst di Berlino.
Il percorso illustra gli aspetti sociali, politici, religiosi e artistici che interessarono la città in quel periodo attraverso le opere di grandi maestri come Mantegna, Perugino, Piero della Francesca, Pintoricchio, Donatello, Michelangelo, Filippo Lippi, più molti altri.
Alcune novità arricchiscono il percorso della mostra. La prima riguarda una grande tavola multimediale di Roma quattrocentesca, con cui il pubblico può interagire ed esplorare nel dettaglio edifici e monumenti della Roma dell’epoca. La seconda, la ricostruzione tridimensionale della Cappella Carafa di Santa Maria Sopra Minerva, realizzata dall’Enea che, per la prima volta, ha applicato la tecnologia con radar ottico a colori (solitamente utilizzata per indagini spaziali) ad un monumento artistico. Grazie a questa tecnologia, il visitatore può fruire di una visione nitida e ravvicinata degli affreschi del Lippi, conservati nella Cappella Carafa e scarsamente visibili dal vivo, fino a percepirne i minimi dettagli.
La terza novità riguarda il capolavoro di Piermatteo d’Amelia, “Madonna con Bambino”, di cui non si sapeva più nulla da oltre vent’anni. Verrà presentato per la prima volta in questa mostra, dopo il lungo restauro a cui è stato sottoposto dopo il ritrovamento. Quest’opera però sarà visibile al pubblico solo a partire dal 20 maggio.
La mostra prodotta e organizzata dalla Fondazione Roma in collaborazione con Arthemisia, è curata da Claudio Strinati e da Marco Bussagli con il coordinamento di Maria Grazia Bernardini.
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