L’hanno commissionata e ora se la tengono. La scultura horror di Maurizio Cattelan commissionata per il “Project Synagogue Stommeln” della città di Pulheim si può osservare fino al 10 agosto sul muro esterno della sinagoga.
Per quanto uno dovrebbe essere abituato alle installazioni dell’artista, fanno sempre una certa impressione, e questa della donna crocifissa di spalle con le mani rivoltate è inquietante come tutte le altre (donne e non appese). Come scritto in precedenza il tema toccato dovrebbe riguardare la religione e la lotta disperata contro il potere della morte.
Mi fa pensare alla tortura anche se più guardo i lavori di Cattelan più penso al grottesco.
Via | Corriere
Scultura di Maurizio Cattelan per la sinagoga Stommeln Old



GapM
03 giu 2008 - 10:23 - #1più la guardo e più dico boh.. ormai queste cose non provocano più (se mai lo volessero veramente fare). Come sempre rispetto l’artista perchè ognuno ha un proprio perchè conscio ed inconscio nel manifestare le proprie riflessioni. mi spiace per Maurizio ma di certo le sue opere non mi entusiasmano. Mi lascia oltremodo un po’ perplesso il tema, forse affrontato in modo un poco così così.. (lotta disperata della religione contro il potere della morte? disperata vuol dire senza speranza? Gesù sulla croce ha vinto la morte..). umilmente e con tutto il rispetto (dovrei farlo anch’io) gli consiglierei (se nn l’ha già fatto) una lettura approfondita della Bibbia meditandola magari con qualche frate o monaco esperto, tutto diventerebbe molto più interessante.. buona giornata :)
margherita
04 giu 2008 - 08:30 - #2anche a me viene da pensare: già visto, non provoca più. Ma devo riconoscere che poi non è così. Trovo che Cattelan riesce a sorprendere sempre, sia in senso positivo che negativo. O a creare una forma di disagio. Una volta può essere terrificante e un’altra surreale.
Sono d’accordo con te sul modo di affrontare il tema, la morte, che è così così. Guardando i suoi lavori non mi viene da pensare ad una lotta disperata, mi sembra piuttosto una rappresentazione ridicola. Cosa che invece non provo guardando i lavori di Hirst. Vai a capire però le sensazioni soggettive…
pressmedia
21 nov 2008 - 18:17 - #3Donna nuda crocifissa (CENSURATA!)
IL GRUPPO DI FABBRICA EOS HA SUGGERITO CHE LA CAMPAGNA TELEFONO DONNA, IDEA CREATIVA DELL’AGENZIA ARNOLDWORLDWIDE ITALY, AVESSE MAGGIORE VISIBILITÀ, PROPONENDOSI DI REALIZZARE E SOSTENERE ANCHE UN’ AFFISSIONE SUL TERRITORIO DI MILANO.
IL GRUPPO DI FABBRICA EOS, ATTRAVERSO IL LAVORO DI RUGGERO ROSFER (ARTISTA-FOTOGRAFO DELLA GALLERIA) VOLEVA ALTRESÌ EVIDENZIARE COME L’ARTE E LA CULTURA SONO NATURALMENTE ALLEATI CONTRO OGNI FORMA DI VIOLENZA
“Non volevamo certo provocare, ma amplificare nella trasfigurazione della bellezza dell’arte un messaggio di reale sofferenza” Giancarlo Pedrazzini
L’AUTORE DELLO SCATTO FOTOGRAFICO, RUGGERO ROSFER, DICHIARA:
“Non cercavo lo scandalo a tutta pagina. Ho dato voce, attraverso l’immagine, a un problema sociale troppo spesso occultato”
L’OPERA SARA’ ESPOSTA NELLA PERSONALE VISIONI PER INCISO
(PROGRAMMATA DA TEMPO)
I MANIFESTI SARANNO NUMERATI E FIRMATI DALL’AUTORE, RUGGERO ROSFER, DIVENENDO OGGETTI D’ARTE CHE VERRANNO MESSI IN VENDITA A PARTIRE DAL 25 NOVEMBRE, GIORNATA MONDIALE CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE E IL CUI RICAVATO SARA’ DEVOLUTO ALL’ASSOCIAZIONE TELEFONO DONNA.
FABBRICA EOS Giancarlo Pedrazzini
(tel. 02/6596532)
UFFICIO STAMPA Eleonora Tarantino
Press & Media (tel. 335/6926106)
pressmedia@coolmag.it
Valentina Vivacqua
20 ott 2010 - 15:27 - #4Sono scultrice calabrese e mi spiace per Maurizio Cattelan, ma il bozzetto della mia donna crocifissa risale al 2001. L’idea era nata per commemorare Roberta lanzino, giovane ragazza calabrese uccisa , ma non solo! Era un modo per ricordare tutte le donne che hanno subito e subiscono quotidianamente sia violenza fisica che psicologica. Ho impiegato mlto tempo prima di realizzarla perchè non volevo toccare la suscettibilità dei fruitori d’arte. Al contrario del signor Cattelan, a me non piace provocare. Ho saputo dell’esistenza di quest’opera solo in questi giorni, ascoltando un telegiornale che parlava della mostra…
la mia scultura però non offende l’occhio di chi guarda…