Da quando il nuovo sindaco si è installato nella città di Roma, ho sempre paura che l’Ara Pacis venga spostata o neutralizzata rendendola non-operativa.
Fortunatamente ci sono ancora mostre che smentiscono questo timore, come quella iniziata da poco “Jean Prouvé. La Poetica dell’oggetto Tecnico” un omaggio al grande architetto e designer francese.
E’ la più completa retrospettiva dedicata a Prouvé mai realizzata nella capitale, con oltre cento lavori esposti tra oggetti di design, disegni originali, modelli, prototipi ed elementi architettonici, realizzati dal 1924 a metà degli anni Settanta. Gli oggetti provengono dalle collezioni del Vitra Design Museum, del Centre Pompidou e da altre collezioni tra cui quella della famiglia Prouvé e dei galleristi parigini Philippe Jousse e Patrick Seguin.
La mostra ha toccato altre capitali, come Londra, dove in contemporanea all’esposizione allestita al Design Museum, nello spazio di fronte alla Modern Tate era stato ricostruito il prefabbricato de “La Maison Tropicale“. A Roma non ci sarà la Casa, ma è comunque un’occasione unica da non perdere per vedere, ad esempio, un raro esemplare della poltrona reclinabile “Grand Repos” del 1930 o le diverse versioni della “Standard Chair” o ancora lo scaffale realizzato nel 1952 per la Maison de la Tunisie. La mostra prosegue all’Ara Pacis fino al 14 settembre.
Jean Prouvé. La Poetica dell’Oggetto Tecnico



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