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Fornarina & Giorgio Borruso: quando l’arte interpreta la moda

Pubblicato: 03 mag 2007 da Daniela

Commenti dei lettori


L’eclettismo e la femminilità del marchio Fornari vengono declinati dal pensiero visionario dell’architetto Giorgio Borruso in spazi surreali, talmente suggestivi da raccogliere in pochi anni il plauso dei più importanti Istituti e testate d’architettura.

Evoluzione, internazionalità e funzionalità prendono forma nei negozi di bandiera sorti da questa collaborazione che sono a Las Vegas, Roma - in due storiche location dello shopping capitale - San Paolo e Londra. Quest’ultimo è il protagonista del Red dot design Award 2007, prestigioso premio internazionale che viene assegnato ogni anno ai progetti di design più innovativi e sofisticati.

Proprio il flagship Fornarina di Londra ha ottenuto il premio come miglior progetto all’interno della categoria “Architettura e Design”. Il Fornarina store di Londra, situato nello storico shopping district di Carnaby Street, è stato concepito da Giorgio Borruso come un luogo dove il consumatore viene circondato da uno scenario onirico e vive un’esperienza multisensoriale.

Il Red dot Award 2007 è l’ennesima conferma di quanto il mondo della moda possa fondersi con armonia con il design più avveniristico.

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12 commenti

Commenti dei lettori

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  • Luisa

    03 mag 2007 - 16:45 - #1
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    c’è poco da fare ragazzi la dany è troppo creatività in movimento..certo col supporto giusto!!! ;-) cmq il posto merita una bella gita a Londra per unire “sacro e profano”
    Luisa

  • Margherita

    03 mag 2007 - 17:03 - #2
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    C’è stato l’evento Fornarina a Roma qualche settimana fa, molta gente, molto colore ma…

  • Luisa

    03 mag 2007 - 17:07 - #3
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    ma..cosa non vi è piaciuto dell’evento???

  • Margherita

    03 mag 2007 - 17:47 - #4
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    Molta scena poca sostanza. Vista la location e l’organizzazione ecc. mi aspettavo degli spettacoli adatti, invece erano siparietti con modelle anziché professioniste. Ma la danza del ventre era una danza del ventre? E per le altre “performance” uguale. Perché perdersi nei dettagli visto l’investimento fatto.

  • Luisa

    03 mag 2007 - 18:32 - #5
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    io a roma non ci sono stata ma ho seguito l’evento a Barcellona durante il Bread&Butter.confermo la presenza di modelle e non di attrici all’interno delle installazioni, ma ricorda che stiamo parlando di un’azienda di moda e l’evento mira principalemte a comunicare il marchio e la collezione in un ambiente “diverso”, “non deputato” per intenderci. certo è difficile trovare moelle che sappiano muoversi come professioniste nelle performance artistiche e quindi molto probabilmente all’esterno questa “non dimestichezza” con l’ambiente prettamente “artistico” si è percepita..per il resto a me per lo meno guardando i video mi è sembrato divertente..una bella situazione!no?

  • Margherita

    03 mag 2007 - 23:17 - #6
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    Situazione interessante sicuramente, anche il sito è curato, tanto che attira l’interesse verso l’evento. Ero curiosa di sapere quale fosse stato l’effetto post performance a Roma. Almeno ho sentito un parere di qualcuno che è stato ad un altro appuntamento e diverso dal mio. E’ sempre positivo lo scambio di impressioni, soprattutto quando si percepisco sensazioni diverse.

  • Vins

    04 mag 2007 - 21:18 - #7
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    a leggerla così direi bella cagata (scusate il francesismo). Non la descrizione di Daniela, quella è fin troppo accurata. Spero non si offendano gli amanti di questo genere di commistioni ma per conto mio quando sento cose tipo ..il consumatore circondato da un’ambiente che rende la sua esperienza onirica… e cose del genere mi viene da piangere e mi prudono le mani dalla voglia di prolungare questo commento fino a domani. Evito. Detta senza entrare troppo nel merito arte e marchetta architettonica sono due cose diverse. Dire che l’architettura interpreta la moda è come dire della frase “che mondo sarebbe senza nutella” che la poesia interpreta la crema di cioccolato.

  • gAs

    05 mag 2007 - 02:23 - #8
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    L’accostamento tra poesia e architettura non mi convince troppo. L’opera architettonica, il suo valore, è indissolubilmente legato alla realtà tangibile e allo spazio con la quale si interfaccia. A prescindere dalle motivazioni artistiche che spingono l’architetto alla progettazione. Le grandi opere di architettura contemporanea sono state via via grattacieli sedi di multinazionali ovviamente votate al dio business, stadi, dimore miliardarie di ricconi… Tutte marchette architettoniche, mi viene da dire. E allora perchè no il flagship store di una brand di moda? Tanto più se riesce a “raccogliere in pochi anni il plauso dei più importanti Istituti e testate d’architettura.” Per ambiti come l’architettura, il design e via dicendo, la questione della purezza artistica mi sembra un po’ forzata…

  • Daniela

    05 mag 2007 - 13:42 - #9
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    Gas ha detto tutto, sono pienamente d’accordo, oggi anche i contenitori al di là del loro contenuto se fatti da grandi artisti sono da considerare a tutti gli effetti opere d’arte.

  • artsblog

    05 mag 2007 - 21:18 - #10
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    […] I più commentati del mese Fornarina & Giorgio Borruso: quando l’arte interpreta la moda  (7) Don Chisciotte contro i mulini a vento dell’arte moderna (5) Surrealismo da strada (5) Slittino freestyle (3) Dürer e il puzzle più grande del mondo (3) Performace, Men at windows (3) Saatchi Gallery: il capolavoro è il sito (2) La Madonna del disco volante e altri ufo (2) Governo italiano sconfitto all’asta per Beato Angelico (2) Le bare made in Ghana della tribù Ga (2) […]

  • Vins

    06 mag 2007 - 00:59 - #11
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    Per rispondere a Gas sulla prima affermazione. L’accostamento tra poesia e architettura vale fin tanto che le si considera entrambe forme d’arte o più nello specifico frutto della creatività, dell’estro e della visione del proprio autore. In questo caso l’architetto, mi pare di percepire, ha ricercato forme che suscitassero emozioni e non tanto, ad esempio, funzionalità nella divisione degli spazi. giusto? Se è così a maggior ragione accosto l’architettura a una forma d’arte. A qualcosa che colpisca.
    Se leggo che questa struttura è stata concepita “come un luogo dove il consumatore viene circondato da uno scenario onirico e vive un’esperienza multisensoriale” la sensazione che mi scaturisce, per quanto perfettamente passibile di critica, è negativa.
    Perchè? Proprio perchè non riesco a prescindere così facilmente dalle - motivazioni - artistiche. Per quanto degna di nota possa essere indiscutibilmente l’opera resta comunque “sporcata” dalla propria funzione. Quello che provocatoriamente evitavo di fare è di dare così tanto per scontato che sia il dio business a gestire il gioco. Ogni giorno la mia creatività la vendo ai miei clienti. Se per assurdo ricevessi un premio per una campagna stampa per certi versi mi starei un pò sul culo perchè avrei messo il bello che posso creare al servizio del soldo e non, come vorrei, del bello stesso. Mi rendo conto che siamo molto sull’ideologico e poco sul concreto ma visto che il mio intervento è stato messo in discussione ci tenevo a motivare per bene il valore delle mie affermazioni. Mi sarei accontentato se, alla fine del post, Dany avesse scritto: l’ennesima conferma di quanto il mondo della moda possa COMPERARE l’armonia e il design più avveniristico. Basta poco a farmi felice. Ciao Ragazzi.

  • Luisa

    07 mag 2007 - 15:10 - #12
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    ragazzi non diciamo cagate….tutto oggi è commerciale..perchè dobbiamo essere ipocriti??? forse van gogh non è riuscito ad esserlo perchè nell’epoca in cui ha vissuto le sue creazioni non riuscivano ad essere visibili alla moltitudine per l’inesistenza ancora dei mezzi di comunicazione di massa moderni veloci ed economici!!!la purezza artistica?ma di cosa parlate? si può parlare di purezza artistica oggi? quando al pac entra una mostra di graffittari??allora anche loro hanno “marchettato”? mah ..non penso..ben vengano le occasioni in cui non devo necessariamente pagare una tassa all’ingresso per vedere un’opera di design e/o arte! e sinceramente non mi sembra che la purezza possa fare più parte di questo mondo..tutto è commistione! e ben venga..(a mio parere)..poi ovviamente de gustibus..baci a tutti