
Inauguratasi qualche giorno fa, si svolge a Carrara fino al 28 settembre la Biennale di scultura. Tra nomi noti e meno noti, la manifestazione conta un’ottantina di partecipanti le cui opere sono distribuite in 4 sedi (Centro internazionale di arti plastiche, Accademia, Chiesa del Suffragio e Museo del marmo) oltre che nelle piazze, nei vari laboratori di scultura e nel Parco della Padula.
Giunta alla sua XIII edizione, la Biennale di Carrara presenta la scultura non solo in forma marmorea (come verrebbe spontaneo pensare) ma anche attraverso medium e supporti diversi, come la plastica, il metallo, i tessuti, la vetroresina e la videoinstallazione.
“Le nuove statue” è il titolo della mostra principale (al Centro internazionale di arti plastiche), incentrata sul tema della figura umana, declinata in chiave figurativa e astratta da artisti come Anthony Gormley, Kiki Smith e Jan Fabre. Nella stessa sede, una seconda mostra dedicata al corpo umano come scultura vivente vede confrontarsi nomi come quello di Marina Abramovic e Paul McCarthy.
Ma il marmo primeggia nella terza esposizione, con Giuseppe Penone, Michelangelo Pistoletto, Giovanni Anselmo, Gilberto Zorio, Tony Cragg, Richard Long e altri. Per finire, due mostre monografiche, dedicate rispettivamente a Giulio Paolini (Accademia) e Mario Merz (Chiesa del suffragio) e, presso il Museo del marmo, una sezione multimediale curata da Studio Azzurro.
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