L'Eurasia di Beuys al Mart di Rovereto, quarant'anni dopo


In contemporanea con Manifesta e fino al 16 novembre, il Mart di Rovereto ospita "Eurasia. Dissolvenze geografiche dell’arte", un evento curato da Achille Bonito Oliva e da diversi nomi internazionali che intendono recuperare le intenzioni di Joseph Beuys e del suo progetto intitolato, appunto, Eurasia, una sorta di stato fittizio ideato nel 1967, un anno dopo la performance "Eurasian siberian symphony".

La riflessione di Beuys, teorico della scultura sociale e della creatività come unico strumento di emancipazione dell'individuo, riguardava la possibilità di fondare un'arte che abbracciasse senza distinzioni occidente e oriente, Europa e Asia. Le dissolvenze del titolo richiamano appunto le sfumature e le emergenze culturali che la mostra intende evidenziare, al di là di ogni confine geopolitico.

La rilettura del progetto di Beuys ad opera di Oliva ruota attorno ad Eurasienstab, film girato dall'artista tedesco nel 1968 ad Anversa, e vede dialogare tra loro esponenti italiani e internazionali del panorama artistico odierno (Stefano Cagol, Mircea Cantor, Adrian Paci, Elena Nemkova e molti altri) oltre ad un altro nome storico, Alighiero Boetti.

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