La prima azione futurista è stata sorprendente e originale. La seconda azione sponsorizzata e già vista. La terza politica e retorica.
Graziano Cecchini è tornato a Roma con una nuova azione di arte pubblica. Ieri mattina davanti a Castel Sant’Angelo ha liberato in cielo “l’Obelisco del Sangue e della Libertà“, un’opera di protesta contro la censura della stampa in Cina, la chiusura del Laogai e a favore dei diritti del popolo Karen, composta da 4 striscioni con le scritte Free Tibet, Free Karen e Stop Laogai. L’opera è stata alzata in cielo da tre palloni colorati, uno rosso, uno giallo e uno azzurro.
Vogliamo far prendere coscienza delle migliaia di condanne a morte che ogni anno avvengono in Cina. Voi volete una nuova Auschwitz? Noi no. Queste le parole di Cecchini, autoproclamatosi rivelatore di novità sconosciute al mondo! Ma non contento dell’arma letale della retorica, in questo video dice anche che farà un reportage.
Azione futurista di Graziano Cecchini: l’Obelisco del sangue e della libertà



Via | adnkronos
ROBERTO GUERRA
11 ago 2008 - 12:24 - #1Insomma: come futurista da Ferrara www.este-edition.com libri on line (vedi), da un alto grazie per le informazioni su Cecchini e il suo Futurismo per i diritti umani; dall’altro viste le vostre retoriche critiche (legittime ma profumate ancora di Benedetto Croce+Antonio Gramsci+Umberto Eco..) evidentemente il Futurismo dopo 100 anni è ancora perturbante: le stesse critiche di 100 anni fa….. Noi futuristi italiani di Ferrara appoggiamo Azione Futurista e Graziano Cecchini in nome (vedi sempre il mio saggio on line) non solo del futurismo artistico ma anche quello scientifico: da McLuhan a Negroponte a Bill Gates a Mavin Minsky a Jacques Monod:il futurismo e l’arte dell’era scientifica, democratica: la Cina e ogni altra dittatura sono reliquie da terminare. R.Guerra futurista
margherita
11 ago 2008 - 12:51 - #2che le dittature siano reliquie da terminare siamo tutti d’accordo. Ma sono da terminare anche i metodi eclatanti e la falsa morale, che nascondono la voglia di farsi pubblicita’ facendolo in ritardo rispetto a tanti altri, non aggiungendo niente di nuovo e cavalcando l’emozione del momento, cioe’ le Olimpiadi.
Come mai non ha fatto un’azione simile per la Georgia, per la Cecenia o per altri paesi meno noti dove i diritti vengono calpestati allo stesso modo?
Farlo quando ne parlano tutti e’ troppo facile…
ROBERTO GUERRA
11 ago 2008 - 13:33 - #3Per Margherita-t’informo che Cecchini la questione del Tibet l’ha sollevata già alcuni mesi fa, ben prima delle Olimpiadi (e certamente non solo lui..). Io stesso sul Giornale.it nel mese di Aprile; Converrai che non spetta agli artisti in primis risolvere certe questioni planetarie. La pubblicità nell’era dei media è passaggio fondamentale per sollevare la questione. Su altre zone calde hai ragione… ma appunto certa Logica del No tipica di certa sinistra priva di identità (una volta era il Partito del futuro e del Progresso!) è un meccanismo di rimozione. Insomma un po’ di attenzione per il Futurismo- e per chi comunque agisce in prima persona non senza rischi. Ti saluto con stima. Roby Guerra futurista