FoodPower, il 13 settembre alla galleria Duetart di Varese la nuova performance di Franca Formenti

FoodPower
Ho ricevuto qualche giorno fa il comunicato della nuova performance di Franca Formenti, artista con la quale abbiamo collaborato per tutto il 2007 alla performance Angel-f/Biodoll . Questa volta Franca ha deciso di esplorare un aspetto fondamentale per l'esistenza (e la sopravvivenza) di ogni ogni forma di vita: il cibo. FoodPower, è questo il nome della performance, si svolgerà il 13 settembre nella galleria Duetart a Varese.

Avevo subito deciso di dedicare un post all'evento, ma rileggendo il comunicato sono stata molto incuriosita dal testo, tanto che ho deciso di chiamarla per saperne di più: ne è venuta fuori una bella intervista telefonica di cui riporto il contenuto anche per voi.

Non svelerò cosa avviene nella performance come è giusto che sia... Vi posso però solo invitare a fare un salto alla Duetart se sabato verso le 19 siete nei pressi di Varese: è davvero da non perdere e magari possiamo riparlarne insieme visto che io non ci potrò essere.

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Dalle incursioni nelle sfilate milanesi all'alta cucina: gli chef saranno davvero le prossime icone del fashion system a sostituire gli stilisti? Come sei arrivata a queste conclusioni?

Quello che mi induce a queste conclusioni è un'osservazione sulla riproducibilità del fashion system: il 60% degli introiti delle grandi aziende arriva ormai dagli accessori: la borsetta, le scarpe, gli occhiali, soprattutto gli occhiali. Già questo è il segnale di una crisi. Il capo di marca firmato da 10.000 euro e passa funziona per un'èlite ristrettissima e fa riflettere che i low cost come HM e Zara stanno spopolando, mentre la riproducibilità e la contraffazione sono un fenomeno inarrestabile. La mia percezione è che il settore della moda sta andando incontro ad una crisi. Dei cuochi vedi tu. Il prezzo del cibo di qualità è alle stelle, quello che mangia la working class è il cibo pronto terrificante: pensa che qualche giorno fa ho mangiato un panino in stazione con un amico e lui ha vomitato tutta la notte. Il fatto è anche che la gente non cucina, non sa cucinare e non sa comprare i prodotti. Riguardo agli chef di grido - che è vero, sono delle star - bisogna anche considerare che i prodotti di qualità e la materia prima spesso se li fanno spedire e che sono possessori di un potere enorme e sempre più raro: l'arte di cucinare
In questo momento, e per motivi diversi, la gola è diventata un business: nel corso dei prossimi anni secondo me il cibo di qualità è destinato ad entrare in borsa e non escludo che un coscia di san Daniele arrivi a costare come una borsetta di Prada!

C'è un filo che lega la moda e il cibo nel tuo lavoro?

Mah sai, la moda, è il mio primo amore: arrivo dal tessile, dallo studio dell surface design ho fatto tovaglie e mobili, lavorato il feltro, tantissime cose, ma direi che sono più legata al design. L'esperienza delle sfilate milanesi è stata una forma forma di hacking del fashion system e adesso sto sperimentando in modo diverso questa pratica attraverso il cibo: ci lavoro da novembre del 2007!

La peformance sarà accompagnata da un uno video molto denso che dalle cucine di uno chef famoso arriva all'antico rito della panificazione raccontato da un'anziana signora del Sud: ce ne parli un po'?

Certamente, ho cercato di documentare visioni e modo di vivere il cibo attraverso personaggi e situazioni molto connotate. Come Ferran Adrià, uno degli chef più famosi del mondo (Vincente Todoli con Richard Hamilton gli dedicheranno una parte importante del loro libro su arte e cucina): mi ha permesso di entrare nella sua cucina e di intervistarlo (... ci ho messo 7 mesi) e mi ha colpito per la sua solarità e per la grande disponibilità. E ancora il Parmigiano Reggiano, il Sandaniele, la scuola di Pollenza, fino alla vecchia signora del sud che spiega in dialetto il rito del pane ad un'adolescente (che nel video è mia figlia! Un messaggio per le mamme a tramandare un po' storia viva e di tradizioni in un mondo estremamente standardizzato e "clonato" come quello che viviamo).
Poi naturalmente ho manipolato tutto: appena finisce la performance lo pubblico sul sito insieme ai bellissimi testi di Antonio Caronia e Tatiana Bazzichelli che ringrazio per la preziosa collaborazione.
Ringrazio anche Massimiliano Mazzotta, per il suo splendido lavoro di editing e montaggio: mi accompagna ormai da anni nelle mie incursioni.

Da mamma, artista e ottima cuoca, qual'è la dieta che consiglieresti a un mondo occidentale che ti stessa descrivi come "inesorabilmente in declino"?

La rinuncia.

Bene, un'ultima cosa e ti lascio. Nell'invito c'è un dettaglio che mi ha subito incuriosito: gli ospiti sono invitati ad arrivare a digiuno. Perché?

Beh, questa rimane una sorpresa: ti posso dire che tutti gli spazi della galleria saranno allestiti come se fossero un ristorante e che il cibo... diciamo che può essere considerato il vero protagonista della performance: non inteso come qualità o prodotto finito, ma come l'atto del fruirne ... insomma un nuovo modo di vivere la convivialità.

Mi dispiace di non esserci, ma senz'altro posterò il video e le riprese dell'intera performance appena le pubblicherai. Sono curiosissima di vedere le reazioni del pubblico a diguino e cosa hai preparato per loro! In bocca al lupo per la performance

Crepi!

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